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Château de Bagnols (Pays Beaujolais, Francia)

26 e 27 marzo 2008

A tavola con le Stelle

Italia e Francia unite nel nome della gastronomia “stellare”

 

Il Beaujolais

 

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Universalmente noto come la patria del ‘novello’ più famoso del mondo, il Beaujolais è un territorio tutto da esplorare, dove borghi medievali incontaminati, fantastici castelli e una gastronomia succulenta rubano la scena alle perfette distese dei vigneti.

Festaiolo, ricco di natura, tradizioni, cultura e buona tavola il Beaujolais offre possibilità d’alloggio per tutte le tasche, dagli splendidi castelli trasformati in lussuosi hotel come lo Château de Bagnols, al circuito delle Chambre d’Hote, charmant B&B, dal profumo tutto francese, dove per una notte si spendono poche decine di euro.

 

Come arrivare nel Beaujolais

Lione è considerata la città d’ingresso per visitare Pays Beaujolais.

Auto

L’itinerario consigliato è giungere a Torino (Autostrada A 14 fino a Piacenza Sud, poi A 21 da Piacenza Ovest a Torino). Da Torino, seguire le indicazioni per Bardonnecchia e il traforo del Frejus. Passato il traforo, si giunge in territorio francese e si continua seguendo le indicazioni per Chambery e successivamente per Lione. La distanza tra Torino e Lione è di 320 km, per un tempo di percorrenza di circa 3 ore e 30 minuti.

Aereo

L’aeroporto Internazionale di Lione - Saint Exupéry è situato a 25 km da Lione ( www.lyon.aeroport.it ). Dall’Italia esistono numerosi voli diretti su Lione (da Bologna, Milano, Venezia, Roma). Dall’aeroporto di Lione, i Pullman Satobus conducono alle principali città e stazioni sciistiche di Rhône-Alpes ( www.satobus.com ). Inoltre in Aeroporto è presente una stazione ferroviaria per i Treni Alta Velocità, diverse società di autonoleggio e una stazione taxi.
Treno

Da Milano e da Torino esistono treni diretti che portano a Chambéry (circa 4 ore di treno da Milano, circa 2 ore e 30 da Torino). Da Chambéry numerosi treni regionali francesi garantiscono un collegamento frequente con Lione, per una percorrenza di circa 1 ora 30, e con le località interne al Beaujolais. Per info: www.raileurope.it - www.sncf.com - www.trenitalia.it

 

Chateau de Bagnols

 

Lione porta d’ingresso del Beaujolais

Porta d’ingresso del Beaujolais, Lione, seconda città di Francia, è accoccolata tra i suoi due fiumi, il Rodano e la Saona, e le sue due colline. Si presenta come una città piacevolissima dove passeggiare, di qua e di là dai suoi ponti che si rincorrono fra la rive droite e la rive gauce, alla scoperta delle bellezze architettoniche del passato e del presente: il groviglio di stradine nel centro storico, Patrimonio dell’Umanità secondo Unesco, i segni tangibili del passato di colonia romana ai tempi di Cesare Augusto, con i due anfiteatri e il ricchissimo Museo della civiltà gallo-romana, le grandi opere di architettura contemporanea, come l’Opéra Nazionale rinnovata da una gigantesca cupola in vetro e la Città Internazionale ideata dall’architetto italiano Renzo Piano. Lione è anche il paradiso dell’arte culinaria. Nei numerosi bistrot, si degustano i piatti tipici della zona, dal boeuf bourguignon (classico stufato preparato con il manzo Charolais) alle escargots à la borguignonne, (lumache con prezzemolo e burro all’aglio), dalle andouillettes à la lyonnaise, (salsicce alla carne di vitello) al clafoutis o flan di ciliegie (ciliegie nere ricoperte da pastella all’uovo). E come non menzionare i numerosi formaggi prodotti a Lione e dintorni, così amati anche in Italia, come la Raclette, il Roquefort, l’Emmenthal francais e tanti altri. E a meno di 30 km da Lione, si apre la splendida regione del Beaujolais, con piste ciclabili, sentieri di escursioni a piedi, parchi naturali e distese di vigneti dai mille colori...

 

Pierres dorées, da scoprire a piedi a cavallo o sulle due ruote
Il Beaujolais delle ‘pietre dorate’ è una splendida regione costellata da una quarantina di villaggi nominati appunto delle ‘Pierres Dorées’, per la presenza di particolari pietre color giallo ocra che risplendono in maniera stupefacente alla luce del sole, in particolare all’alba e al tramonto. A piedi o a cavallo, sulle due o quattro ruote, il percorso delle pietre dorate si snoda tra villaggi arroccati, dolci vigneti punteggiati da piccole costruzioni-capanna di pietre a secco dove i vignaioli si riparavano dalle intemperie. Nel circuito delle ‘pietre dorate’ ogni piccolo dettaglio contribuisce a creare un paesaggio delizioso: una meridiana dipinta sulla parete di una casa, una antica pietra scolpita o incisa, un viticoltore che ti accoglie con un bicchiere di vino e la salsiccia di trippa sul fuoco... L’universo magico delle Pierres Dorée tocca alcune tra le più belle cittadelle medioevali della Francia, tra cui Oingt, Ternand, Theizé, Charnay, Bagnols. Un itinerario da percorrere e gustare con calma, senza fretta, per non perdere neanche uno dei riflessi delle pietre dorate, dall’alba al tramonto.

 

Oingt, paese più bello di Francia

Oingt il suo centro medievale, le sue strette strade circondate da case in pietra le sue torri e le sue chiese, da solo vale il viaggio nel Beaujolais. Nell’ottobre del 2007 questo gioiello delle “pietre dorate”, è stato inserito all’interno del circuito dei “più bei villaggi di Francia”, prestigioso riconoscimento mai assegnato prima d’ora ad un villaggio della regione Rhone Alpes di cui le Pays Beaujolais fanno parte. Ad una trentina di chilometri da Lione, il villaggio conserva il fascino del suo passato medioevale, che rivive nell’antica cappella del castello, nella porta fortificata di Nizy e nella torre “Donjon”, che dall’alto offre un panorama eccezionale sull’intera valle d’Azergues e sui monti che circondano Lione. Al centro del villaggio, le case dalle facciate giallo ocra accolgono deliziosi ristorantini e numerose botteghe di artisti e di artigiani, che espongono le loro creazioni tessili, in ceramica, in vetro. Oingt è rinomata inoltre per il tradizionale ‘Festival Internazionale d’organetto e di Musica meccanica’, che si svolge tutti gli anni il primo week end di settembre fra le strette viuzze del paese e che è gemellato con il Festival dell’Organetto che fa tappa ogni due anni nella romagnola Longiano.

 

Gastronomia, non solo vino

L’appetito e la buona cucina non mancano, nel Beaujolais. Un po’ come in Emilia-Romagna, ogni occasione è buona per fermarsi di fronte ad una tavola imbandita. Si comincia con il ‘mâchon’, una sorta di ‘brunch’ tra le 9 e le 10 del mattino, a base di cochonnailles (i salumi locali a base di suino): dal ‘Jésus’, un enorme salame a forma conica, alla ‘Rosette’, un salame allungato, fino ai ‘grattons’, i ciccioli, a cui è impossibile resistere. A base di vitello è invece la tipica ‘andouillette’ (salsiccia di trippa), preparata con lo stomaco del vitello (fraise de veau). Il Beaujolais è il posto giusto dove assaggiare i formaggi (come il ‘Cabrion’, formaggio caprino, o il ‘Séchon Beaujolais’ stagionato di forma piatta), i mieli (tra i migliori di Francia), la selvaggina (tra cui lepri, caprioli, cinghiali, fagiani, anatre selvatiche, pernici), i funghi (in particolare canterelli, trombette dei morti, gallinacci, porcini), i pesci (tra cui trota, carpa, ma soprattutto la rana, che si può pescare negli stagni della Dombes). Da citare inoltre l’originale marmellata di uva, la Grappillette, prodotta nei Monti di Tarare. Anche l’olio del Beaujolais è rinomato, sia quello tradizionale a base d’oliva che quelli a base di noci e nocciole.

 

Beaujolais Verde

Vigneti, colline, montagne, foreste, laghi... il Beaujolais è una regione splendida per chi desidera passare una vacanza a contatto con la natura. Dalla Valle della Saona a est alla rigogliosa vegetazione dei Monti del Beaujolais a ovest, passando per i fitti vigneti del centro, l’intero territorio del Beaujolais è percorso da centinaia di itinerari ben segnalati, per gli amanti delle escursioni a piedi, in bici, a cavallo. Tra le mete ideali per una vacanza all’aria aperta, segnaliamo alcune proposte: lo Spazio escursioni Beaujeu Monsols, che conta 1500 km di percorsi che si snodano attraverso 30 comuni a Nord del Beaujolais, tra vigneti e foreste; il Mont St Rigaud, dalla cui vetta si riesce a scorgere in lontananza, a più di 200 km, il Monte Bianco la cima più alta d'Europa; la foresta della Flachère, nella parte meridionale del Beaujolais, dove sono tracciate varie passeggiate, un sentiero botanico, numerosi stagni nonchè un percorso per l'orientamento; la passeggiata vinicola di Vauxrenard, nelle terre a nord nominate ‘Beaujolais Villages’, un circuito di 2,5 km per imparare a capire il paesaggio, gli interventi di viticoltura, in una splendida cornice naturale con una segnaletica affidata in parte a pannelli, in parte ai viticoltori, il Circuito delle Creste, un percorso di 40 km realizzato dai Comuni della regione di Beaujeu (Chénas, Juliénas, Jullié, Emringes, Vauxrenard, Avenas, Chiroubles et Villié-Morgon), con tappa in ciascun comune per visitare i siti più importanti, i belvedere, i luoghi più originali. Il percorso è seguito anche dai personaggi del fumetto ‘L’eredità, un'avventura in Pays Beaujolais’: unendo avventura, suspense, aneddoti, grandi personaggi locali, episodi storici, il racconto ed il circuito vi guidano secondo una sequenza logica da un comune all'altro offrendovi le chiavi del territorio.

 

Sport al Lago

In tutto il Beaujolais è possibile trovare una miriade di occasioni per fare sport. Ma il vero paradiso per gli sportivi è il Lago degli Abeti (Lac des Sapins), a ovest, nella località Cublize. Il lago, di 40 ettari, è collocato in una posizione stupenda, tra la foresta e i prati. Nei pressi del lago è possibile praticare moltissime attività sportive, quali windsurf, canoa, kayak, nuoto, minigolf, pesca, orienteering, tennis, tiro con l’arco, passeggiate a piedi, a cavallo, in bicicletta... Dagli sport più impegnativi a quelli per i più piccoli, il Lago degli Abeti è una ottima soluzione per le vacanze in famiglia. Numerose le possibilità di alloggio e ristorazione nei pressi del lago.

 

Beaujolais: il Novello più famoso del mondo

Lo hanno definito un ‘vino magico, adatto ai festeggiamenti, multiculturale ma nello stesso tempo tipicamente francese. Un vino che si adegua a qualsiasi cucina pur essendo un ottimo ambasciatore dell’art de vivre d’oltralpe’. Certo il Beaujolais nouveau non ha la struttura dei grandi Château francesi ma è facile, profumato di frutta rossa e il suo irrompere a metà di novembre spezzando il grigiore dell’autunno è occasione di festa. Una festa che dagli anni ‘60 è dilagata in mezzo mondo sulle ali dei milioni di bottiglie che dal Giappone agli Stati Uniti hanno fatto del Beaujolais nouveau un fenomeno senza precedenti. Ricavato dal vitigno gamay il Beaujolais nouveau compie una vinificazione basata su una fermentazione tradizionale e una macerazione semicarbonica interamente naturale che conferisce al vino un fruttato, una morbidezza e una freschezza inconfondibili.

 

I Cru orgoglio del Beaujolais

Non tutto il territorio del Beaujolais produce il ‘novello’. Più a nord infatti ci si addentra nella regione dei Beaujolais villages e dei Cru, dove il territorio regala vini di carattere, adatti all’invecchiamento. Qui si trova la città principale della regione Beaujeu dove il terzo mercoledì di novembre di ogni anno scatta la festa più importante per celebrare il rito del vino nuovo. Una gigantesca cena in un clima da ultimo giorno dell’anno viene organizzata sotto grandi tensostrutture dove vigneron appassionati e visitatori attendono la mezzanotte per stappare il nuovo Beaujolais. Ma se il mito del ‘novello’ almeno fuori dalla Francia oscura il Beaujolais da invecchiamento, non per questo i Cru e il loro territorio presentano minori attrattive. Dieci sono le denominazioni a cui corrispondono altrettanti Cru considerati il fiore all’occhiello della produzione del Beaujolais e che complessivamente valgono quasi 50 milioni di bottiglie. E che anche quest’anno avranno la loro festa il prossimo 27 aprile. Sono Brouilly, Chénas, Chiroubles, Côte de Brouilly, Fleurie, Juliénas, Morgon, Moulin à Vent, Régnié e Saint Amour. I loro nomi suggestivi ed evocativi richiamano dolci colline, vecchi mulini le cui pale mosse dal vento sfiorano ancora perfette distese di vigneti punteggiate di castelli e, naturalmente, da una miriade di cantine dove scoprire il carattere dei vini e le antiche storie raccontate dai vigneron.

 

I numeri del Cru

Il Beaujolais non è riconducibile al solo Beaujolais nouveau. Oltre al nouveau, ambasciatore per eccellenza della regione, che si consuma subito da metà novembre, ci sono altre 10 denominazioni, i cosiddetti cru del Beaujolais, adatti all’invecchiamento: Brouilly (produzione media 10 milioni di bottiglie), Chénas (produzione media 2,1milioni di bottiglie), Chiroubles (produzione media 2,7 milioni di bottiglie), Côte de Brouilly (produzione media 2,4 milioni di bottiglie), Fleurie (produzione media 6,5 milioni di bottiglie), Juliénas (produzione media 4,5 milioni di bottiglie), Morgon (produzione media 8,7 milioni di bottiglie), Moulin à Vent (produzione media 5 milioni di bottiglie), Régnié (produzione media 4 milioni di bottiglie) e Saint Amour (produzione media 2,4 milioni di bottiglie).

 

Beaujolais e Romagna insieme per un turismo di qualità

Colline verdi, castelli intatti, ottima gastronomia: il Beaujolais e la Romagna hanno ben più di una carta da giocare in comune. Non a caso negli ultimi anni il legame tra queste terre si è fatto ancora più stretto, con il Progetto di Cooperazione Transnazionale dal titolo “Romagna e Beaujolais: due territori enogastronomici per un turismo di qualità”. Il progetto, coordinato da L’Altra Romagna e Le Pays Beaujolais all’interno del piano comunitario Leader +, ha visto realizzarsi in questi anni numerose azioni: scambi tra ristoratori con stage in Francia e Italia per affinare tecniche culinarie e conoscenza dei prodotti; visite reciproche di delegazioni e aziende e partecipazione ad eventi in Francia (come la Settimana del Gusto e la Maratona a Lione), e in Romagna (come Sapeur a Forlì, Vino in Strada a Bertinoro). Inoltre, la collaborazione si è rinforzata nel 2007 con la partecipazione congiunta alla Fiera Wine for Asia di Singapore, dove l’abbinamento ‘Italia Francia’ ha rafforzato l’interesse dei visitatori verso lo stand, con benefici reciproci in termini di immagine. Tutte le azioni messe in campo in questi anni stanno contribuendo a raggiungere gli obiettivi prefissati: promuovere il territorio e i prodotti francesi e romagnoli (dai vini ad altre eccellenze gastronomiche, come formaggi aceto, olio, condimenti, sott’oli, ecc.), dare continuità ai rapporti commerciali fra le aziende della Romagna e gli operatori del Beaujolais, confrontarsi sulle modalità di promozione connesse all’internazionalizzazione, in un mercato sempre più competitivo.


Per info: www.pays-beaujolais.com