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Luigi Farina
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Interviste

Intervista al maestro Vito Lo Re per la nostra rubrica Musica con gusto 2.0


Articolo inserito da musica il 09/06/2017 alle ore 08.25.23


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Il 26 maggio è uscito il disco d'esordio del compositore e direttore d'orchestra Vito Lo Re dedicato al cinema, che prende il nome 35 mm.
Il disco è composto da 23 brani "che rappresentano la colonna sonora di una vita e descrivono, con vivide immagini, i momenti e le storie da cui sono stati ispirati", prendendo spunto da momenti particolari provenienti da film diversi. Ascoltare questa opera da sensazioni veramente uniche e chiudendo gli occhi quasi si riesce ad immedesimarsi alla storia che l'autore vuole raccontare.

scheda disco

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il maestro Vito Lo Re, quindi vi lasciamo alle sue parole che sicuramente riusciranno a raccontare la sua musica meglio di qualsiasi altra.

music center di Vito Lo Re

Nonostante la sua giovane età, ha alternato la sua attività di compositore e orchestratore in diversi settori, dalla musica da camera, al teatro al cinema, ..., ed ha collaborato anche con tanti artisti rock e pop come Bennato, Arisa, Mario Biondi e tanti altri. Quale di questi settori sente più suo e le da i maggiori stimoli?

Ogni lavoro e ogni persona con cui si collabora dà - spesso involontariamente - i propri stimoli; ma a parte questo, gli stimoli maggiori bisogna trovarli in se stessi. Tutto nella vita può essere stimolante e portatore di esperienze. Sta a noi leggere tutto ciò che ci circonda in questa chiave. Questo vale soprattutto per le esperienze negative.

Proprio in questi giorni è uscito il suo CD "35mm" che è un suo personale omaggio al cinema, come da lei stesso dichiarato, il suo modo "naturale di commentare le immagini", la sua "dichiarazione d'amore alla settima arte". Quando ha iniziato a sentire questa sua "innata" spinta verso questo modo di fare musica?

Credo da sempre; ricordo che da ragazzo, quando scrivevo i primi pezzi, tutti dicevano che evocavano delle immagini. Forse è nato tutto da lì. “35mm” però nasce in realtà dall’esigenza opposta: lo scrivere musica da ascoltare e non necessariamente da abbinare a qualcosa. Diciamo che il cinema è stato il pretesto per comporre della musica “soundtrack oriented" non in modo funzionale a qualcosa ma in modo autobiografico perché in realtà ogni brano parla della persona più che del compositore.

Quale film l'ha colpito maggiormente ed ha quindi trovato più naturale dedicargli il suo personale commento musicale?

Impossibile nominarne uno solo. Il cinema comunque per me è il pretesto attraverso cui pensare alla mia vita. In genere però mi piacciono i registi capaci o di raccontare cose nuove o di raccontare cose vecchie ma con un linguaggio originale.

Si ispira o apprezza particolarmente qualche compositore di colonne musicali?

Ci sono dei mostri sacri da cui non si può prescindere: Ennio Morricone, Howard Shore, Michael Nyman sono tra i miei preferiti in assoluto.

Ascoltando il suo CD quello che mi ha più impressionato è il modo con cui riesce a trasmettere sensazioni ed emozioni veramente uniche, sembra quasi di ascoltare per ogni brano il racconto di una storia. Come riesce ad ottenere questa fusione tra storia e note?

Grazie mille, è il complimento più bello che potessi ricevere. La ricetta, posto che ne esista una sola, è tanto semplice quanto inafferrabile e si chiama ispirazione. Quando un pezzo è scritto non a tavolino ma ti è suggerito da un’esperienza che hai vissuto allora la musica fluisce quasi da sola e ciò che rimane da fare è “solamente” ordinarla in una forma che sia comprensibile anche a un ascoltatore esterno.

Con i suoi racconti in musica cosa vuole trasmettere a chi l'ascolta?

Ogni brano di 35mm mi è stato ispirato da un’esperienza vissuta; alcuni positive e altre negative, ovviamente. Mi piacerebbe che ognuno trovasse, nel mio racconto musicale, un pezzetto della sua vita e delle sue esperienze. E’ quello che in genere si chiama “identificazione” ed è estremamente difficile da raggiungere con della musica strumentale e non vocale.

Facendo un salto su un'altra forma d'arte che è la cucina, quale è il suo rapporto con il cibo e il vino?

Ottimo: adoro mangiare e bere bene. Siamo italiani…..

Le piace maggiormente prepararsi da se qualche piatto o preferisce affidarsi a mani più professionali?

Entrambe le cose, perché soddisfano necessità diverse. Mi piace molto cucinare e questo solletica la mia voglia di sperimentare; d’altro canto affidarsi a un professionista dà ovviamente dei risultati difficilmente raggiungibili da soli nella propria cucina.

Lei ha girato il mondo. Con quale tipo di cucina ha trovato un maggiore feeling, e quale al contrario l'ha delusa?

Lo so, sono tremendamente banale ma credo che la cucina migliore sia quella italiana. In genere comunque apprezzo la cucina mediterranea. Per contro, sono raramente deluso da quelle estere per il semplice fatto che non me ne faccio deludere: sperimento e poi “torno a casa”.

Scrivendo le sue composizioni le divide in movimenti andando dagli adagi, fino agli allegri. Per fare un paragone con il suo modo di alternare i movimenti musicali con un menù, ci racconti un suo ideale menù, rapportando le pietanze che lo compongono ai movimenti musicali.

Facile, dai: un antipasto di pesce è l’ouverture; la pasta è il primo movimento della sinfonia; il secondo è l’allegro e il dolce il gran finale.

Per finire, tornando alla sua arte, ci puà anticipare qualcosa delle sue prossime attività e a quale sarà il settore della musica che la vedrà all'opera?

Ho tanti progetti in uscita che in genere pubblicizzo in varia maniera sul mio profilo Facebook. Spero di potermi permettere il lusso di fare tutto ciò che mi stimola positivamente.

La ringrazio per il tempo che ci ha dedicato, e nel farle i complimenti per tutto quello che ha prodotto fino adesso e in particolar modo per il CD "35mm", appena uscito, che ho avuto modo di apprezzare, la saluto e la invito a inviare un suo personale saluto ai nostri visitatori.

Buona vita a tutti, non accontentatevi.

Così Vito Lo Re racconta "35 mm":
Da sempre la musica è il risultato di una continua lotta tra il vecchio e il nuovo. Una lotta in cui il vecchio combatte allo spasimo per non morire mentre il nuovo lo fa per nascere; una battaglia per la sopravvivenza che dura da secoli. Si introducono regole, si cristallizzano regole, si rifiutano regole. E poi si ricomincia da capo, filtrando il tutto attraverso il gusto di ogni epoca. Qualcosa resta e qualcosa viene scartato, in un processo quasi metabolico.
Questo disco è il frutto della mia lotta tra il vecchio e il nuovo, tra il passato e il futuro. Oggi la musica si scrive coi computer, ma rispetta regole che sono state stabilite secoli fa. Usiamo un mouse, eppure il mondo in cui gli uomini la scrivevano usando penne d'oca ci è molto più vicino di quanto ci piaccia ammettere. E la musica da sempre accompagna le immagini, siano esse una scena teatrale di un'opera del '700 o un film di oggi.
Io ho sempre avuto una forte predisposizione a scrivere musica per commentare immagini, mi è sempre venuto naturale. Che cosa è quindi “35mm”? Si potrebbe forse definirlo una library con diversi mood, ma perché trovare a tutti i costi una definizione? “35mm” è il mio omaggio al cinema, la mia dichiarazione d'amore per la settima arte.
Fatta però questa premessa, mi sono accorto che la questione era ben più profonda di quanto io stesso non avessi immaginato: ho scritto molta musica per qualcosa - teatro, televisione, documentari, cinema - e questa destinazione finale della musica che scrivevo era una sorta di rete di protezione, un comodo e sicuro porto in cui attraccare. Ma a un certo punto, dopo aver scritto per qualcosa, ho sentito la necessità di scrivere musica per qualcuno. Per me, prima di tutto; perché un compositore deve sempre saper avere in se stesso il proprio giudice e il proprio motivatore, il proprio censore e il proprio promotore. Ma scrivere solamente per sé è un processo fatalmente destinato alla sterilità. Prima o poi è giocoforza fare ascoltare la propria musica agli altri, a coloro che ne decreteranno il successo o il fallimento ed è giusto che sia così perché mi sono scelto un lavoro che non può prescindere dal consenso altrui; mi sono scelto un lavoro che senza un pubblico di ascoltatori non esiste nemmeno. Ogni volta che salgo sul podio devo essere pronto a essere osannato o a essere distrutto. E' così per tutti i lavori che osano giocare con le emozioni, e pochi come lo scrivere musica ci giocano, arrivando a sfiorare l'anima. Ma, quando ci riescono, lo fanno come lo farebbe un rasoio, con delicatezza e sapienza ma anche con estremo pericolo.
“35 mm” quindi sono io che mi metto a nudo; è un salto nel vuoto senza rete di protezione; è la possibilità che do agli altri di giocare loro con la mia anima e con le mie emozioni.

 

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Vito Lo Re 35mm di Vito Lo Re