Gli Articoli di Nicola Rivieccio - Giornalista

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Porti:boom container nel Mediterraneo,crescono scambi Italia Scali Med +500% in 20 anni. Con Belt and Road 4 mld cinesi in area

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Porti:boom container nel Mediterraneo,crescono scambi Italia
Scali Med +500% in 20 anni. Con Belt and Road 4 mld cinesi in area

Il traffico container nel Mediterraneo negli ultimi sei anni è cresciuto negli ultimi 20 anni del 500% e i primi 30 porti del Mediterraneo hanno superato i 50 milioni di TEUs (53 in totale) (acronimo di twenty-foot equivalent unit), è la misura standard di volume nel trasporto dei container ISO, e corrisponde a circa 40 metri cubi totali., mentre nel 1995 erano solo 9 milioni. E' uno dei dati che emerge dal quinto rapporto annuale di Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), sulla Italian Maritime Economy, presentato presentato da Srm a Napoli nella Sala delle Assemblee del Banco di Napoli.
Lo studio è stato presentato con il convegno: "Cina, corridoi energetici, porti e nuove rotte: geomappe di un Mediterraneo che cambia" visto che la ricerca contiene focus di approfondimento sullo sviluppo del trasporto marittimo come la Belt and Road Initiative della Cina, i corridoi marittimi energetici, i modelli portuali con Singapore in evidenza. Dallo studio sono state costruite delle geo-mappe che hanno rilevato la dinamica e la presenza dei flussi navali nel Mediterraneo e a livello mondiale da cui emergono ancora più chiaramente i fenomeni che attestano la maggiore centralità del Mediterraneo nello scenario geo economico marittimo. "Il Mediterraneo - spiega Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli - mantiene la sua centralità in ambito marittimo essendo un mare dove transitano alcune delle più importanti rotte mondiali. Suez ha iniziato, dopo l'allargamento, ad andare a regime mostrando grandi
incrementi nei passaggi. Il Mare nostrum è sempre più dinamico e gli investimenti della Cina lo stanno dimostrando. I porti del Mezzogiorno rappresentano circa il 40-50% del traffico marittimo di merci italiano e quindi il sud è un'importante via di passaggio e gode di un posizionamento geografico favorevole".
E infatti dal rapporto emerge che nel Mediterraneo 19 porti hanno superato 1 milione di TEU con una crescita del ruolo degli scali del Sud Med e del Nord Med rispetto al Nord Europa nel mercato container: dal 2008 il Nord Europa perde 6 punti percentuali (quota di mercato 40%) mentre il Med guadagna 5 punti firmando il sorpasso con una quota di mercato del 41%. I segnali per il futuro sono positivi: il raddoppio di Suez registra crescite record visto che nel 2017 sono oltre 900 milioni le tonnellate transitate (+11% sul 2016) e 17.550 navi, in più la Belt e Road Initiative attiverà circa 1.400 miliardi di dollari in infrastrutture di cui SRM ha censito 4 miliardi di euro di investimenti cinesi in porti e terminal del Mediterraneo;
L'Italia si è agganciata alla crescita degli scambi globali come dimostrano i dati: l'import-export via mare del Paese ha superato 240 miliardi di euro (+150% sul '98) con una crescita media annua del 5,2%, al di sopra del tasso di crescita dell'economia. Nel 1997 era pari a 98 miliardi e e imprese del Mezzogiorno realizzano il 63% del loro import-export via mare per un totale di 52,5 miliardi di euro.
"Per troppo tempo in Italia abbiamo pensato in modo isolato a industria e logistica con politiche
disgiunte e poco integrate. Porti, aeroporti, interporti ed imprese devono avere un legame unico; lo sforzo comune deve essere quello di dare una proiezione internazionale ed innovativa all'Italia, con il Mezzogiorno in prima fila con le sue filiere di eccellenza" - ha rilevato, Paolo Scudieri, presidente SRM, in occasione della presentazione del quinto rapporto annuale dell'istituto di studi sull'economia marittima italiana, auspicando una maggiore integrazione tra industria e logistica. "Il nostro tessuto imprenditoriale - ha aggiunto – ha bisogno di un sistema logistico portuale efficiente e ben agganciato alle rotte e alle dinamiche del commercio mondiale".
Dinamiche sempre più in crescita come evidenziato nel rapporto che parla di un aumento dei volumi degli scambi via mare sono aumentati del 2,6%, raggiungendo la quota di 10,3 miliardi di tonnellate, un tasso di crescita più elevato rispetto al +1,8% dell'anno precedente, ma ancora al di sotto della media del 3% registrata nelle precedenti quattro decadi.
Le stime nel medio-lungo periodo prevedono però un incremento medio annuo del 3,2% tra il 2017 e il 2022.
Un trend che il Banco di Napoli segue con attenzione, come ha spiegato Francesco Guido, direttore Generale del Banco: "Il Gruppo Intesa Sanpaolo da sempre sostiene il settore dei trasporti e della logistica convinto che imprese e infrastrutture di questo settore rappresentino un patrimonio del Mezzogiorno; se solo pensiamo che più di un terzo del valore aggiunto italiano dell'economia del mare è prodotto nel Sud e
due terzi dell'interscambio generato dalle imprese del territorio è trasportato via mare abbiamo una dimensione di quanto sia strategico questo comparto. Anche per questo abbiamo sostenuto il progetto delle Zone economiche speciali deliberando un plafond di 1,5 miliardi di euro, questi strumenti potranno dare ulteriore impulso all'attrazione di investimenti manifatturieri e logistici proprio nel Mezzogiorno".
"Il Mediterraneo sempre più centrale negli scambi internazionali", trova conferma nel commento del Vice Presidente della Confetra, - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica - Marco Conforti, commentando i dati contenuti nel 5° Rapporto "Italian Maritime Economy" presentato da SRM. La proxy più significativa dei traffici internazionali che interessano il Mediterraneo - spiega una nota - è rappresentata dall'andamento del canale di Suez. Nel 2017 il canale ha chiuso con una crescita tendenziale del +11% determinata, in entrambe le direzioni, dai traffici con il Sud Est Asiatico, questo fa capire il ruolo che la Cina sta avendo e avrà nel Mediterraneo.
Da Suez transitano 3 milioni di container con origine/destinazione Italia a fronte di un mercato di circa 50 milioni di Teus che transitano nel Mediterraneo.
"Il potenziale da intercettare è smisurato, - conclude Conforti - quello che serve all'Italia è una continuità istituzionale che permetta di collegare i porti con i corridoi TEN-T (l'asse portante della Trans European Network-Transport, definita dalla Regolamentazione Europea) in modo da poter raggiungere l'Europa centrale e divenire la porta di accesso per i traffici marittimi".

 

 

 

 

-porto di Napoli veduta ( -porto di Napoli veduta )

















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