Gli Articoli di Luigi Farina - Giornalista Fotografo

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Il Cuochino si racconta

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Dice il proverbio: “Anno nuovo, vita nuova!”, ed è proprio quello che mi sono ripromesso di fare sin dall’inizio di questo nuovo anno, sia rispolverando quelle cose messe da parte per mancanza di tempo, sia realizzando almeno alcuni dei tanti progetti accantonati o messi in stand by. È arrivato il momento di uscire allo scoperto, di mostrare quello che non ha senso tenere chiuso in un cassetto aspettando tempi migliori, anche perché sono fermamente convinto che i tempi migliori li dobbiamo costruire noi e non aspettarli passivamente.
Inizierò ricominciando a fare una cosa che ultimamente ho fatto poco e male, e cioè “scrivere”, raccontare ciò che mi circonda e quello con cui sono venuto a contatto in questi primi 64 anni della mia vita, senza mettere da parte la fantasia che in passato mi ha portato a scrivere racconti, poesie, …, magari rispolverando alcune delle cose scritte qualche tempo fa. Allo stesso tempo continuerò a raccontare con lo spirito del cronista gli incontri più significativi che si susseguono continuamente viaggiando nel mondo dell’agro-eno-gastronomia, mia attuale maggiore fonte di interesse, spinto dall’innato spirito di esploratore e di appassionato, come ho fatto ultimamente raccontando l’incontro con lo chef Alfonso Crisci, o come farò a breve raccontando gli incontri, avvenuti negli ultimi giorni dello scorso anno con il pizzaiolo Salvatore Santucci e con l’architetto Filippo Cannata.
Oggi, tuttavia, come primo contributo di quest’anno appena cominciato, vi voglio parlare del “Cuochino”, che poi sarei io, di come mi è stato dato questo soprannome e di come sono arrivato al mondo del food.
Come dicevo prima, sono stato sempre spinto dalla curiosità, dalla voglia di esplorare e di conoscere cosa c’è dietro le quinte, che poi, abbinando tutto ciò con il piacere della buona tavola, ha determinato quella che è stata per me una vera rivoluzione, anche a livello lavorativo.
Negli anni ’90 mi occupavo di biotecnologie, soprattutto in campo medico, visti i miei studi, e giravo un po’ tutta l’Italia ormai da più di 10 anni (ho iniziato nel 1978) per congressi vari e per visitare i ricercatori miei clienti, già smanettavo con il PC ed iniziavo a conoscere internet con cui mi tenevo informato sulle novità nel campo della ricerca scientifica, e nello stesso tempo ho spesso collaborato nell’organizzazione di eventi sia nazionali che internazionali, tutte cose che ho ritrovato come bagaglio nella mia nuova attività. Tuttavia quello che ha maggiormente determinato il cambiamento che mi ha portato a quello che sono adesso è stato il fatto che nei miei viaggi ho avuto la possibilità di frequentare alberghi e ristoranti di ogni livello un po’ in tutta Italia, dando il “la” alla mia personale ricerca dei sapori e di quanto di buono offre il nostro territorio.
I miei viaggi quasi sempre erano in macchina, con cui ho percorso strade di ogni genere, soprattutto autostrade, e quando era ora di pranzo andavo alla ricerca dei sapori della zona in cui mi trovavo, come ho fatto per esempio a Recco, a Bellaggio, a Crema, a Clusone, a Livigno, tanto per citare alcune località del nord, per non essere tacciato di campanilismo o di volere preferire le località del sud. Se avevo tempo a disposizione anche quando mi trovavo in autostrada non mi accontentavo dei panini degli autogrill, ma uscivo dall’autostrada per provare la cucina della zona che stavo percorrendo, come succedeva spesso a Pompei, a Ferentino, ad Orvieto, o a Barberino del Muggello, oppure spesso non prendevo l’autostrada ma strade alternative come l’Aurelia, riuscendo così a conoscere zone allora a me sconosciute come per esempio il Burchiello, Sirmione, Tropea, il lago d’Iseo, Orbetello o Punta Ala, e poi accadeva anche che, percorrendo per esempio la Maremma, ad ora di pranzo usavo la regola del “camionista”, e cioè mi fermavo nella trattoria dove c’erano in sosta molti Tir, e non ho mai sbagliato.
Altra cosa che abitualmente facevo, spinto sempre dalla mia curiosità, era quella di accedere alle cucine dei ristoranti, spesso senza nemmeno chiedere il permesso, per conoscere lo chef e la sua brigata, e vederli all’opera, carpendo qualche loro piccolo segreto.
Allo stesso tempo ho cominciato ad affinare la mia abilità ai fornelli, provando piatti visti cucinare o da me ideati, prima per me e per chi mi stava vicino, che all’inizio mi hanno fatto da cavie, poi per amici, sempre più numerosi, riscuotendo un buon, anche se insperato, successo, tanto da meritarmi l’appellativo di “Cuochino”, con cui sono conosciuto ancora adesso da chi mi sta più vicino, dovuto al fatto che non sono né cuoco né chef, ma il “Cuochino”.
Alla fine degli anni ’90, un po’ stanco di viaggiare, un po’ demotivato da variazioni del modo di approcciare i clienti, ho deciso, criticato da tutti che mi hanno preso per pazzo, di cambiare completamente lavoro, cercando di trovare una mia collocazione nel campo della ristorazione, così nel 2000 è nata l’idea di creare un sito di gastronomia, concretizzatasi il 6 giugno 2001 con la pubblicazione in internet di spaghettitaliani.com, inizialmente come un semplice ricettario, dove condividere le ricette con cui mi ero cimentato o che avevo ideato. Immediatamente questa mia creatura ha riscontrato un buon successo in rete, forse determinato anche dal nome, scalando rapidamente le “classifiche” dei motori di ricerca come Google, arrivando ben presto ad occupare le prime pagine delle ricerche con parole come “spaghetti”, “ricette” o “ristoranti”, visto che ben presto ho iniziato a segnalare anche ristoranti presenti su tutto il territorio nazionale.
Il resto è abbastanza noto, soprattutto ai fedelissimi che seguono spaghettitaliani, visto che dalla sua creazione è diventato un po’ la mia anima nel bene e nel male, caratterizzato sempre da quella ricerca che è diventato oggi il nostro motto, infatti diciamo sempre che andiamo “alla ricerca del bello e del buono”, e i risultati mi danno ragione, basta dire che dopo 15 anni spaghettitaliani continua ancora a crescere, ed è diventato uno dei siti di gastronomia più visitato della rete.
Questa è la mia storia, la storia del “Cuochino”.
Spero tanto di non avervi annoiato e che queste righe abbiano aiutato, chi avrà avuto il coraggio e la pazienza di arrivare fino in fondo, a conoscermi meglio.

Luigi Farina il Cuochino

 

 

 

 

Luigi Farina alias "Il Cuochino" ( - )

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