Le Ricette di Luigi Farina - Blogger

Luigi Farina alias Il Cuochino

Ricette d'Autore

Ricetta inserita in archivio il giorno 30/11/2018 alle ore 16.46.36

Caciocavallo all'argentiera

Uova, formaggi

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Dosi per: 6

6 fette di caciocavallo di 120 g ciascuna
6 spicchi d'aglio
100 g di olio extravergine d'oliva
100 g di aceto bianco
1 cucchiaino di origano fresco

Regione: Sicilia

Esecuzione:

Pulire l'aglio e tagliarlo a fettine.
Versare in una tortiera l'olio, l'aceto, l'aglio e le fette di formaggio.
Spolverare con l'origano, coprire la teglia, quindi passare in forno preriscaldato per qualche minuto, facendo attenzione che il formaggio non si sciolga.
Togliere dal forno, dividere sui piatti individuali, versarvi sopra il fondo di cottura e servire.

Note:

STORIA (da una intervista di Luigi Farina a Gaetano Basile):
Gli argentieri erano considerati ricchissimi, perchè lavoravano oro e argento, in realtà erano poverissimi perchè era il committente a fornire la materia prima, poi si doveva consegnare il lavoro finito, più i ritagli e le limature. Il tizio veniva pagato solo per l'opera. Però all'occhio di tutto il vicinato erano ricchi. L'unica cosa che li distingueva dal popolo minuto era che questi avevano sempre il luce addrumato (ndr: il fuoco acceso), perchè il fuoco serviva per lavorare, mentre gli altri non se lo potevano permettere. Pensa che fino agli anni '50 nelle informazioni prematrimoniali per definire il ceto, la solidità economica di una famiglia, si diceva per esempio, "cuoce una volta al giorno", o "cuoce una volta alla settimana", perchè oltre alle spese del cibo c'erano pure quelle della legna e del carbone, che non erano indifferenti, quindi basta pensare a questo artigiano che aveva sempre il fuoco acceso, e allora la moglie di uno di questi argentieri per fare schiattare (ndr: morire) di invidia le vicine inventò un piatto che si fa a bagnomaria, si mette una fetta di caciocavallo fresco, un filo parsimonioso d'olio, un pochino di aglio, origano e due gocce d'aceto, ora che cosa succede, che l'odore che sprigiona è identico a quello del coniglio alla cacciatora, per cui tutte le vicine, pensavano che l'argentiera cucinasse coniglio, invece era solo formaggio, da qui nacque il cacio all'argentiera.

 

 


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