Go to English Version (Not available)

Testo di Maria Patrizia Conciauro. Pagina realizzata da Luigi Farina (lfarina52@hotmail.com)

Data ultima revisione: 28 Gennaio 2002

Rubriche - Attualità gastronomiche

Home Page Pagina iniziale Ricette Ricette offerte Menu del mese Vini Vetrine Cenni storici Feste in piazza Rubriche

Se questo sito ti piacerà: Proponilo ai tuoi amici, cliccando quì!


vai all'indice degli articoli

 

     La passione del cioccolato ha radici antiche.

     La pianta di cacao era coltivata già nel 600 dopo Cristo da quei popoli Maya abitanti nella penisola della Yucatan che ora appartiene a Messico e Guatemala: alla maturazione i grani dei frutti erano tostati e macinati.

     I vicini Aztechi (Messico settentrionale), avevano messo il cioccolato al centro dei loro rituali religiosi. Prima di essere piantate, le fave di cacao venivano esposte per quattro notti al chiaro di luna al fine di ottenere le grazie del dio Quetzalcoàtl, e a lui veniva anche sacrificato un cane il cui pelo aveva delle macchie color cioccolato. Le stesse popolazioni hanno usato a lungo queste fave come monete. Un coniglio valeva 10 fave e uno schiavo 100 (altro che euro…!): la moda pasquale di offrire monete di cioccolato ha origini ancestrali.

     Scoperto da Cristoforo Colombo nel corso del suo quarto viaggio nell’attuale Honduras (1502), il cioccolato si diffonde rapidamente in Europa in seguito alle guerre di conquista spagnole. Il terribile Fernado Cortès, responsabile della distruzione della civiltà azteca di Montezuma (1519), non solo riporta in Europa l’oro, ma anche cacao a tonnellate (quando si sostiene che in ognuno di noi c’è una parte..”buona”..slurp.. gnam..!).

     Il successo del cioccolato è tale che, papa Pio V, nel 1569 stabilisce che il suo consumo nell’acqua non interrompe il digiuno in quanto va considerato alla stregua di una bevanda e non di un alimento. E la diatriba che ne segue si trascina fino al 1662, data in cui il cardinale Brancaccio dà l’avallo definitivo alla diffusione del cioccolato.

     In Italia il cacao viene importato (1606) da Antonio Carletti e immediatamente reso celebre dai cioccolatai di Venezia e Firenze.

     Del 1764 è la nascita a Londra del primo fan club del cocoa tree, e d’allora l’inarrestabile diffusione del cioccolato perpetua il dibattito tra nutrizionisti e gastronomi. Per questi ultimi il cioccolato va degustato come un gran vino, utilizzando non solo il gusto ma tutti e cinque i sensi: a Parigi esiste ancora adesso l’esclusiv "Club des croqueurs de chocolat" riservato a centocinquanta selezionatissimi membri il cui scopo sociale è partecipare ogni anno ad almeno sei riunioni di degustazione delle cioccolate più sopraffine.

     Più razionali, i nutrizionisti si interrogano invece sul perché del nostro sconfinato amore per il cioccolato, a cui attribuiscono evidenti qualità energetiche, proprietà antidepressive oltre ad eventuali qualità afrodisiache, a sostegno di questa teoria ricordiamo che anche Montezuma beveva una tazza di cioccolato prima di recarsi negli appartamenti delle donne.

     Ricordiamo, quando ancora non esistevano bevande per lo sport, nel 1953, sir Edmund Hilary, durante la sua vittoriosa scalata del monte Everest consumò svariati chili di cioccolato rinvigorente. Per quanto riguarda la funzione antidepressiva, ancora la questione è aperta, in cerca di una spiegazione scientifica, secondo alcuni psichiatri chi soffre per amore si nutre di cioccolato perché in esso trova la stessa sostanza chimica che il cervello produce quando ci innamoriamo.
(personalmente.. mangerei 5 o 6 kg di cioccolata al giorno sia in tempo di “pace”che in tempo di “guerra”..! se non fosse per la paura di altrettanti chili in più..!).
Insomma, neanche la chimica riesce a svelare il puzzle del cioccolato, evidentemente fatto anche di tasselli psicologici in cui la dolcezza farmacologia si fa dolcezza affettiva. Forse per questo mamme, nonne e zie (come me). Amano dare cioccolato ai loro bimbi, ed è su questa leva che gioca anche la pubblicità: cioccolato è anche amore.

Brano(riveduto appena un po'..!) tratto da: "Il cibo e l'amore" di Willy Pasini

 

 

vai all'indice degli articoli

 



Buona lettura dalla redazione

Mondo con nuvole in movimento

Logo L. F. Soft

L. F. Soft di Luigi Farina
E-mail: info@spaghettitaliani.com

L. F. Soft