Ass. Cult. «il Caleidoscopio»
presenta
in collaborazione con il "CCPAgricantus"

Jazz Vanguard
rassegna musicale
direzione artistica Toti Cannistraro

28 ottobre - 23 dicembre 2003


CCP.Agricantus

via XX Settembre, 82a - Palermo

inizio spettacoli: ore 21,15

informazioni:

tel. 338 7236001
www.caleidoscopio.net

 www.agricantus.org

Le Manifestazioni segnalate da Spaghettitaliani

Biografia


THE JOE MARTIN PROJECT

martedì 2 dicembre

Mark Turner - sax

Albert Sands - piano

Joe Martin - c/basso

Jorge Rossy - batteria

Joe Martin


Nato a Kansas City, verso i sedici anni viene sedotto dallo stile di due celebri bassisti, Jaco Pastorious e Stanley Clarke, trovando poi una voce personale attraverso l’ascolto di Ray Brown, Scott LaFaro, Paul Chambers, Ron Carter e Charlie Haden. Si diploma nel ‘94 e parte alla volta di New York, dove incontra il batterista Jorge Rossy, con il quale inizia un tour europeo al seguito del tenorista Mark Turner. Incide pure per il sassofonista Perico Sambeat il cd Ademuz, in cui, oltre a Rossy e Turner, figura anche un giovane pianista di nome Brad Mehldau. Nel 2000 realizza Algorythm, primo album a suo nome nel quale, oltre a farsi apprezzare quale compositore di temi originali e cimentarsi perfino in una rivisitazione di Bach, si distingue per essere l’unico esecutore dell’intero lavoro, dando egregia prova della propria padronanza tecnico-esecutiva alla chitarra acustica, al piano, alla batteria e, ovviamente, al basso, il tutto da solo! Voce profonda e chiarezza d’eloquio, ha collaborato con Art Farmer, Kurt Rosenwinkel, Bill Charlap, Jon Gordon, Vinicius Cantuaria.

Tra i suoi lavori più recenti si segnala l’album Passage, con Kevin Hays al piano e due dei musicisti che lo accompagnano nell’attuale tournée, gli amici di lunga data Jorge Rossy alla batteria e Mark Turner al sax. Il primo, catalano di Barcellona, batterista tra i più efficaci ed originali apparsi sulla scena mondiale negli ultimi anni, suona nel trio di Brad Mehldau fin dal primissimo “Introducing”. Estro melodico e ricco fraseggio caratterizzano a sua volta Turner, eccezionale musicista post-bop , autentico principe dei tenoristi moderni dallo stile rigoroso e dalla voce inconfondibile, che ha saputo già imprimere una svolta post coltraniana al linguaggio dello suo strumento, rivalutando la lezione di Warne Marsh e Lennie Tristano, già indicata da Joe Lovano. Completa l’organico Albert Sands, apprezzatissimo giovane pianista iberico formatosi negli USA, che vanta numerose collaborazioni nell’ambito della nuova scena di New York.