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Spettacoli

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Angela Viola

Attività

teatro

Data evento: dal 22-11-2016 al 04-12-2016
PRIMA nazionale Collaborators - Stalin vs Bulgakov - Teatro Filodrammatici di Milano dal 22 novembre al 4 dicembre

TEATRO FILODRAMMATICI

22 NOV. /04 DIC. 2016
Amadio/Fornasari
COLLABORATORS
(premio Laurence Olivier 2012)
[prima nazionale]
di John Hodge
con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Michele Basile, Marco Cacciola, Emanuela Caruso, Bruno Fornasari, Enzo Giraldo, Marta Lucini, Alberto Mancioppi, Daniele Profeta, Chiara Serangeli, Umberto Terruso, Elisabetta Torlasco, Antonio Valentino
scene e costumi Erika Carretta | disegno luci Fabrizio Visconti
musiche originali Rossella Spinosa eseguite da New MADE Ensemble
traduzione e regia Bruno Fornasari
produzione Teatro Filodrammatici di Milano per il progetto 220 anni senza perdere il Filo…
promosso da Accademia dei Filodrammatici
con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT Edizione 2016-2017
[durata 130 minuti

La Mosca del 1938 è un posto pericoloso, se uno ha senso dell'umorismo e una particolare inclinazione verso la libertà. Mikhail Bulgakov, perseguitato dalla polizia segreta, possiede entrambe le cose. Gli viene allora proposto, da parte del Commissariato del popolo, di scrivere una commedia su Stalin per celebrarne il sessantesimo compleanno.
In cambio, l’autore de “Il maestro e Margherita”, potrebbe vedere la sua carriera rinascere. Che fare?

Collaborators di John Hodge, sceneggiatore, tra gli altri, di Trainspotting, Piccoli omicidi tra amici e The Beach, tocca il delicato argomento del rapporto tra regime e cultura, tra censura e creazione artistica.
Il testo, vincitore del “Laurence Olivier Award 2012”, narra del rapporto tra Bulgakov e Stalin, partendo dal presupposto che l’uomo e il mostro siano fondamentalmente e irrimediabilmente attratti uno dall’altro.
Il tema potrebbe sembrare poco attuale, almeno nel nostro occidente “civilizzato”, ma nell’opera di Hodge non si tratta tanto di un dualismo tra bene e male, tra controllore e controllato, quanto piuttosto dell’ipotesi di una loro convivenza più complice di quanto si possa immaginare. Ed è questo che lo rende attualissimo, nell’indagare l’oggi attraverso i fantasmi di ieri.
Hodge fa dire a Stalin: “Uccidere i miei nemici è facile. La sfida è quella di cambiare il loro modo di pensare, di controllare le loro menti. E penso di aver controllato la vostra abbastanza bene. È l'uomo che lotta col mostro, Mikhail. E il mostro vince sempre.”
Collaborators è, inoltre, il modo col quale il Teatro Filodrammatici festeggia, con rinnovata sfida, i 220 anni dalla fondazione dell’Accademia dei Filodrammatici, suo ente promotore. Oltre ai 14 attori sul palco, saranno coinvolti nel progetto anche la compositrice Rossella Spinosa e i musicisti del New MADE Ensemble (New Music And Drama Ensemble), in residenza al Teatro Filodrammatici per il biennio 2016 - 2018.


Spettacolo vincitore del Laurence Olivier Award 2012 come Best New Play
Si ringrazia il Liceo Classico Tito Livio per la collaborazione in fase di allestimento
SPETTACOLO INSERITO in INVITO A TEATRO
DATE E ORARI DI RAPPRESENTAZIONE
spettacolo in scena dal 22 novembre al 4 dicembre 2016
lunedì riposo / martedì, giovedì e sabato 21.00 / mercoledì e venerdì 19.30 / domenica 16.00

LA TRAMA
Mosca 1939. A Michail Bulgakov, ex scrittore di successo ora mal visto dall’intellighenzia sovietica, viene proposto di scrivere una commedia su Stalin per celebrarne il sessantesimo compleanno. Scrivere un testo che tinga di eroismo le origini e la giovinezza dell’uomo che lui considera un tiranno spietato, potrebbe salvargli la carriera, ma si trova a fare i conti col credo e le convinzioni che l’hanno fin qui portato a essere censurato e sgradito al regime. Che fare?
Per proteggere se stesso e la moglie Yelena, Bulgakov accetta.
L’ispirazione fatica ad arrivare e una notte, nel freddo silenzio dell’appartamento in cui vive con la moglie e altri inquilini espropriati dei loro beni dalla rivoluzione, squilla il telefono. Stalin in persona si offre di aiutarlo a uscire dalla crisi creativa e in cambio gli chiede soltanto di dargli una mano a sbrigare qualche scartoffia burocratica.
Sta accadendo davvero o è tutto un sogno? O si tratta forse di un’allucinazione data dall’aggravarsi delle sue condizioni di salute?
Stalin accoglie Bulgakov sotto il Cremlino, gli dice di essere il suo fan numero uno e che insieme potranno fare grandi cose. È così che i due cominciano, per la prima volta, a collaborare.
La commedia amara di John Hodge (sceneggiatore di Trainspotting, Piccoli omicidi tra amici, The beach, e l’imminente Trainspotting 2, tutti con la regia di Danny Boyle) affronta il delicato argomento della relazione tra regime e cultura, tra potere e creazione artistica.
Mentre le purghe staliniane cominciano a terrorizzare il paese, il rapporto tra Bulgakov e Stalin rivela come uomo e mostro siano fondamentalmente e irrimediabilmente attratti uno dall’altro.

A BATUMI! A BATUMI!
Quel che accadde davvero…
Nei primi mesi del 1939 il Teatro d’Arte di Mosca commissionò al brillante, ma un po’ disoccupato, scrittore Michail Bulgakov la scrittura di un copione romantico sulla vita del giovane Stalin a Batumi, per festeggiare, a dicembre di quell’anno, il sessantesimo compleanno del grande leader.
Stalin stesso pare aver autorizzato la commissione. Ammirava Bulgakov – un dottore diventato scrittore proprio come Cechov - in particolare per il suo romanzo La guardia bianca. L’adattamento teatrale di quel libro, I giorni dei Turbins, era uno degli spettacoli preferiti da Stalin: lo vide quindici volte. Nonostante questo, così come accadde con Pasternak e Shostakovich, il dittatore giocò con Bulgakov al gatto col topo, prima telefonandogli personalmente per rassicurarlo che avrebbe avuto possibilità di lavorare e poi costringendolo di nuovo tra le maglie della censura.
Bulgakov, proprio come Pasternak, era affascinato dall’onnipotenza del suo persecutore e si era intrattenuto con l’idea di scrivere questo testo fin dal 1936, anche se ben consapevole che “per me è qualcosa di pericoloso”. Basandosi sul libro La rivolta di Batumi del 1902 e forse sul dialogo con alcuni testimoni, Bulgakov terminò una prima bozza del copione nel 1939, intitolandola prima Il prete, dal soprannome che Stalin aveva tra gli operai, poi Accadde a Batumi e, infine, soltanto Batumi.
All’intellighenzia piacque il lavoro e il copione venne approvato. Nell’agosto di quell’anno, Bulgakov partì per Batumi, insieme alla moglie Yelena, per incontrare altri testimoni e consultare alcuni archivi. Ma Stalin non gradiva che la sua immagine di uomo di stato (era sul punto di firmare con Hitler il Patto Molotov-Ribbentrop) potesse venir minata dalle informazioni contenute in quegli archivi.
I Bulgakov vennero richiamati con un telegramma: “Viaggio non più necessario. Tornate a Mosca.”
Michail si ammalò. Stalin lesse il copione. Fece visita al Teatro d’Arte, disse al direttore che Batumi era una buona piéce ma che non sarebbe dovuta andare in scena, aggiungendo (ipocritamente) “i giovani sono tutti uguali, perché scrivere un testo sul giovane Stalin?”.
Il testo pare sia comunque servito a Bulgakov come copertura per completare, in segreto, il suo romanzo anti-staliniano Il maestro e Margherita, appena prima di morire nel 1940.

COMPLICI COMPLESSI?
Bruno Fornasari – per la compagnia, come si addice a una democrazia “rappresentativa”
Durante le prove dello spettacolo, tra le tante discussioni sul ruolo del teatro, sulla sua funzione etica e sull’importanza di far riflettere intrattenendo, c’è capitato di ragionare sull’idea di satira, come reazione a un sistema che omologa le menti e mira ad azzerare lo spirito critico.
Non appena abbiamo toccato l’argomento, Tommaso ha ricordato alla compagnia un episodio successo qualche anno fa, la sera del debutto di un altro nostro spettacolo, una satira appunto, ispirata dalla situazione politico-mediatica italiana nel periodo di maggior successo del modello berlusconiano.
Una persona vicina a noi mi disse, poco prima che calassero le luci in sala, d’aver inserito nella mail d’invito per i suoi ospiti un “disclaimer” sul contenuto dello spettacolo. In poche parole si dissociava preventivamente con loro da eventuali affermazioni scomode o situazioni imbarazzanti per l’immagine dell’allora Presidente del Consiglio. Il tutto fu detto ovviamente col sorriso sulle labbra, come un complimento da “enfant terrible”, ed io, infatti, fui lusingato dall’esser percepito come un irriverente satirista.
Ma il peggio che ci sarebbe potuto accadere quella sera sarebbe stato di ricevere una brutta recensione, mentre il meglio che sarebbe potuto accadere a chiunque avesse fatto lo stesso scherzetto nella Russia del 1939 – o, ad esempio, nella Turchia di oggi - sarebbe stata la galera.
La compagnia è stata fin da subito consapevole del fatto che a noi oggi serva un incredibile sforzo di fantasia per immaginare cosa significhi rischiare la vita per un’idea, ma basti solo un po’ di onestà per ammettere che abbiamo tutti inciso nel nostro dna l’istinto di conservazione, la “spia rossa” che invita a essere servi volontari di chiunque minacci la nostra vita, i nostri cari, o anche solo la nostra immagine davanti ad ospiti importanti.
Alla prima di qualche anno fa non avevo riflettuto sulla fortuna di vivere in un male minore – la nostra democrazia imperfetta, che ormai diamo tutti per scontata - e su quale fosse il valore simbolico di quel disclaimer, di quella dissociazione preventiva che leggevo solo come un complimento.
Per questo oggi, volendo festeggiare i 220 anni di un ente che fin dalla sua fondazione ha creduto nel ruolo “civile” del teatro, siamo contenti di allestire uno spettacolo che “risvegli il can che dorme” e ci porti a riflettere sul nostro ruolo di cittadini davanti all’autorità che, col nostro permesso, può diventare mostro.
O forse, a esser pessimisti, quello che il testo fa davvero è sedurci ad ammettere che siamo tutti molto più Stalin che Bulgakov, anche se risulta difficile accettarlo.
COLLABORATORS infatti, ci mette comodi nei panni di Stalin mentre mettiamo in discussione l’etica di Bulgakov, quello che, storicamente, dovrebbe essere il nostro eroe.
Sorridiamo del ghigno guascone del contadino diventato leader supremo, mentre gli effetti della sua politica appaiono inevitabili “danni collaterali”, dettati dalla ragion di stato che incombe sui non eletti, i non delegati a percorrere le tortuose vie del Governo. Quelli che, alla fin fine, non sono altro che semplici elettori.
Ci troviamo, insomma, a comprendere le ragioni del mostro proprio mentre vorremmo condannarle senza appello.
Che fare?
Alla fine, potremmo stare solo parlando di teatro ben scritto, ovviamente.
Ma chi stabilisce la soglia di finzione? Dov’è che finisce l’illusione?
A queste domande noi, la compagnia, dopo esserci scervellati durante le prove sulla teoria dei complici complessi - bene e male, giusto e sbagliato, buoni e cattivi - non abbiamo saputo ancora trovare risposte rassicuranti.
Ovviamente, senza mai perdere il sorriso sulle labbra.

BIGLIETTI
Intero: 22.00 euro | ridotto convenzionati: 18.00 euro | ridotto under 30: 15 euro | ridotto over 65 e under 18: 11 euro
Antonietta Magli stampa@teatrofilodrammatici.eu
www.teatrofilodrammatici.eu
tel. 02 36727550

Teatro Filodrammatici di Milano
via Filodrammatici, 1
ingresso Piazza Paolo Ferrari, 6
Milano


Music Center interessato:


evento segnalato su www.musicaeteatro.com by www.spaghettitaliani.com

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