La gastronomia

Scritta "Gli ingredienti"
 

I PRODOTTI TIPICI

 

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In questa sezione parleremo di prodotti tipici di cui è ricca la nostra bella Italia.

Periodicamente presenteremo formaggi, salumi, ..., dando anche la possibilità di poterli acquistare e quindi di poterli ricevere e gustare comodamente a casa propria.
DOP IGP STG

I PRODOTTI DEL MESE

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3ª Puntata - Febbraio 2006

Raschera (DOP)

Piemonte

Radicchio Rosso di Treviso (IGP)

Veneto

Il Raschera è un formaggio con almeno un mese di stagionatura. E' di pasta cruda, pressata, semidura. Il suo sapore è fine e delicato, profumato, moderatamente piccante e sapido se stagionato. La pasta è piuttosto consistente, elastica, con piccolissime occhiature sparse e irregolari.

Il colore è bianco o bianco avorio.

Il Raschera è un ottimo formaggio da taglio prodotto e stagionato senza conservanti; è altresì indicato in cucina sia fuso con risotti, verdure e pietanze particolari, sia tal quale in insalate varie.

Parliamo qui di Raschera d'Alpeggio, naturalmente. Prende nome dall'Alpe Raschera, a Magliano Alpi, in provincia di Cuneo.

Prodotto con latte vaccino da razza Piemontese, a volte addizionato di piccole percentuali di latte caprino. Il Raschera d'Alpeggio proviene solo da pascoli a quote superiori ai 900 metri. La forma più classica e quella quadrata, alta 8 cm., con peso di 5-9 kg. Pasta giallognola, a volte leggermente erborinata.

E' un formaggio sapido che, come tutti i formaggi d'Alpeggio, racconta al naso e al palato l'incanto dei pascoli e la varietà delle erbe di quei luoghi.

Il famoso Radicchio Rosso di Treviso tardivo I.G.P. ha origine proprio a Dosson piccolo paese a 3 km da Treviso dove ha anche sede il ristorante della mia famiglia.

Una leggenda dice che fu un uccellino a portare i semi in questo paesello e che i frati poi se ne occupassero. La storia più credibile di cui se ne ha fonte scritta narra che alla fine del 1860 il sig. Francesco Van De Borre ne divulga la presenza e introduce la sbiancatura, metodo già usato nei paesi del nord.

Nei campi passa inosservato poichè non è così bello come lo troviamo al mercato. dopo essere raccolto viene ripulito delle foglie che lo ricoprono e viene mondata la radice.

Il caro Giuseppe Maffioli, famoso gastronomo scomparso ormai da 20 anni, ne fu grande ambasciatore, ma anche mio papà Giancarlo Pasin in ogni suo spostamento per il mondo lo porta con se insegnandone l'utilizzo.
Questo fiore che si mangia può essere abbinato e accompagnato da qualsiasi pietanza.

Nicoletta Pasin

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I prodotti specifici si riconoscono: DOP, IGP e STG

notizie e grafica tratte dal sito dell'EU

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La Denominazione d'Origine Protetta (DOP) identifica la denominazione di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un'area geografica determinata e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata.

In l'Indicazione Geografica Protetta (IGP), il legame con il territorio è presente in almeno uno degli stadi della produzione, della trasformazione o dell'elaborazione del prodotto. Inoltre, il prodotto gode di una certa fama.

Una Specialità Tradizionale Garantita (STG) non fa riferimento ad un'origine ma ha per oggetto quello di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto o un metodo di produzione tradizionale.

Tutta l'Europa è ricchissima di una immensa varietà di prodotti alimentari, tuttavia quando un prodotto diventa conosciuto al di fuori dei confini nazionali si trova in un mercato in cui altri prodotti si definiscono genuini e ostentano uno stesso nome. Questa concorrenza sleale non solo scoraggia i produttori ma risulta fuorviante per i consumatori. Per questa ragione nel 1992 la Comunità Europea ha creato alcuni sistemi noti come DOP, IGP e STG (Specialità Tradizionale Garantita) per promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari.

 

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