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SCHEDA
TECNICA
Il vino:
Abbiamo chiamato questo vino “Pilin” in onore di mio nonno;
infatti Pilin era il soprannome con il quale era conosciuto a
Gavi. E’ lui che ha tramandato a mio padre e quindi a me, il
desiderio di lavorare alla valorizzazione della nostra terra
attraverso la produzione di vino. E’ per questo che, con
orgoglio, abbiamo dato il suo nome al nostro vino più
impegnativo.
Selezioniamo le uve per la produzione del Pilin nell’ambito di
tutti i vigneti dell’azienda. Con cura e attenzione quasi
maniacale, operiamo la selezione dei migliori grappoli, quelli
più sani e maturi, per porli in piccole cassette di legno dove
subiscono un leggero appassimento di 30-40 giorni. E’ questa
operazione che conferisce al vino le caratteristiche idonee alla
vinificazione ed all’affinamento in barriques. Fin da quando ne
abbiamo iniziato la produzione nel 1984 è stato un vino che ha
fatto parlar di sé.
Il vigneto:
SUPERFICE: le uve provengono da una selezione di vari
vigneti, specialmente quelli più vecchi e meglio esposti
SISTEMA DI POTATURA: Guyot
ETA’: da 30 a 80 anni
ALTITUDINE: 300 m s.l.m.
ESPOSIZIONE: Diverse, le migliori .
SUOLO: i vigneti da cui selezioniamo le uve per il
“Pilin” sono composti in prevalenza da terreni rossi, argillosi,
mediamente calcarei
DENSITA’ DI IMPIANTO: da 4000 a 4500 piante/ettaro
Le uve:
UVAGGIO: Cortese di Gavi 100%
PRODUZIONE ad ettaro: max Kg 1.8/ceppo quindi max 80
quintali per ettaro
Pratiche
agronomiche:
Attenta gestione del verde e diradamento dei grappoli in più
fasi durante l’estate sono pratiche agronomiche obbligatorie per
dare alla pianta il miglior equilibrio produttivo; operazioni
seguite personalmente dai membri della mia famiglia e da me. Non
si tratta, infatti, semplicemente di ridurre il numero di
grappoli, ma soprattutto di capire la capacità vegetativa di
ogni singola pianta e quindi di adeguare ad essa la produzione.
Non si ragiona in termini di quintali di uva ad ettaro, ma di Kg
di uva a pianta.
Raccolta delle uve a mano in cassetta, con selezione nei vigneti
più vocati delle partite di uva migliori. Nelle annate in cui le
uve non raggiungono la maturazione in modo omogeneo si procede
con più passaggi.
Sistema di
lavorazione:
Dopo un appassimento di circa 30-40 giorni in cassette le uve
subiscono una pressatura soffice per estrarre dagli acini solo
la parte migliore, segue la separazione dalla prima
sedimentazione e quindi la fermentazione. A questo punto il
mosto in fermentazione viene trasferito in barriques dove
completerà sia la fermentazione alcolica che quella malolattica
e dove rimarrà senza ulteriori travasi fino al settembre
successivo. Al termine di questo periodo un travaso ed una
leggera chiarifica precedono la stabilizzazione a freddo e
l’imbottigliamento. L’immissione al consumo seguirà solo dopo
due anni di affinamento in bottiglia, momento in cui il vino
raggiunge un buon grado di maturità ed equilibrio.
Tempi di consumo:
A partire dal terzo anno dalla vendemmia, inizia il suo percorso
di maggior godibilità che durerà per molti anni. Il Cortese di
Gavi è vitigno molto versatile che può dar vita sia a vini di
pronta beva sia a vini complessi che acquistano con il tempo
maggiore piacevolezza. Tutto dipende, come per ogni vino, dai
vigneti, dai cloni e dall’opera di chi lavora le uve. |