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Testo di M.P. Conciauro. Pagina realizzata da Luigi Farina (lfarina52@hotmail.com)

Data ultima revisione: 3 Gennaio 2002

 

Una chiacchierata amichevole

EDITORIALE

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Quest’articolo nasce dopo una chiacchierata, tra il serio e il faceto:

<hai mai sentito parlare della cronodieta?>

<..si..>

<aoh..! Niente piatti tristi e sconditi, amico mio.. a tavola bisogna essere allegri, è un momento di “ricarica”in tutti i sensi.. giusto?! La cronodieta si basa su cibi normalissimi e appetitosi, bisogna sincronizzare la “dieta” (si fa per dire), sia sui bioritmi giornalieri, sia su quelli più ampi, riferiti all’alternarsi delle stagioni.
Io considero la cronodieta, più che un regime dimagrante, uno stile di vita, un comportamento alimentare, che è sano e dimagrante senza penalizzare né la varietà, né la gradevolezza dei cibi.
Così d’estate.. bisognerà dare la precedenza ai cibi crudi, consumare prevalentemente frutta e verdura (perché.. tu mangeresti, in estate, con una temperatura di circa 35 gradi all’ombra.. fagioli e cotiche? Se è si, fammi il favore, non salutarmi più!), il discorso è molto semplice: bisogna rispettare sia i ritmi dell’organismo, sia quelli della natura: mangiare in ogni stagione ciò che quella stagione offre.>

<perché si chiama cronodieta?>

<perché l’orario dei pasti esercita un’influenza diretta sul destino dell’energia introdotta: l’organismo non funziona sempre alla stessa maniera nell’arco della giornata.
Ecco che cosa dobbiamo sfruttare per rendere meno ingrassante il cibo, i bioritmi: le oscillazioni periodiche che caratterizzano il funzionamento dell’organismo, un vero e proprio orologio biologico interno presente in ogni essere vivente. C’è una parte della giornata anche per mangiare un alimento oppure un altro, a seconda che si voglia dimagrire oppure ingrassare.
Non c’è bisogno di rinunciare hai carboidrati, basterà, per non aumentare di peso, introdurre gli alimenti che li contengono, nella prima parte della giornata: pane, pasta, frutta zuccherina. Vanno assunti tra il risveglio e le ore iniziali del pomeriggio: nella prima colazione, nello spuntino di mezza mattinata e a pranzo, perché è in questa fase della giornata che la loro utilizzazione per produrre grassi di deposito è minima., ma non tutti questi cibi sono ingrassanti alla stessa maniera, perché non hanno tutta la stessa digeribilità: patate, pane e pasta, si assimilano più facilmente che riso e mais, dunque, il consumo degli alimenti di più facile assimilazione è da riservare alla primissima parte della giornata, in pratica alla colazione del mattino.
Altra regola importante: il consumo a base di carboidrati non va associato a quello di cibi proteici, come: pesce. Uova e carne di maiale, durante un pasto ricco di carboidrati è sconsigliabile assumere anche: vino, birra ,caffè.
A cena bisognerà evitare i cibi a base di carboidrati e grassi, e preferire quelli proteici.. tipo: ”metti una bistecca a cena..”.
Se un pasto abbondante deve esserci, quello sarà sicuramente il pranzo, perché cade nel momento in cui l’organismo è maggiormente in grado di smaltire gli alimenti: in questa fase della giornata, gli alimenti sono “bruciati”di più e sono perciò immagazzinati in minore misura come grassi di deposito.
I pasti più abbondanti vanno consumati, perché si eviti che portino ad ingrassare, durante il giorno, quando l’organismo ha maggiore disposizione a bruciarli; la cena serale, dunque, deve essere contenuta nelle quantità, e sufficientemente distanziata dal momento del sonno. Durante la notte, inoltre, va evitato ogni consumo di cibo. 
Non solo per i bimbi, ma anche per gli adulti, sono consigliati cinque pasti giornalieri, per evitare di arrivare a tavola con la cosiddetta”fame da lupi”.. dunque:
Una prima colazione dopo il risveglio
Uno spuntino di metà mattino
Un pranzo
Una merenda pomeridiana 
Una cena
Gli orari dei pasti, così come la loro quantità e composizione devono essere scelti in base alla propria tendenza individuale a carburare di più la mattina o il pomeriggio: il tipo mattiniero, per esempio, farà una colazione abbondante subito dopo il risveglio, mentre quello notturno potrà ritardare l’assunzione dei primi alimenti solidi allo spuntino di mezza mattina. 
I cereali e i loro derivati: pane, pasta, riso, semolino, biscotti, cracker, fette biscottate, fiocchi d’avena o di mais, ecc.. devono essere consumati nella prima parte della giornata: entro le ore quindici, insomma.
La stessa regola vale per i legumi: ceci, fagioli, lenticchie e così via.. e per le patate.
Riso e mais sono più indicati di patate, pane e pasta, perché si digeriscono più velocemente per le ridotte dimensioni delle loro particelle d’amido.
Carne, pesce, uova e latticini, devono costituire i principali componenti del pasto serale, mentre non vanno consumati a pranzo.
Le verdure, da scegliere tra quelle di stagione, devono essere presenti nei due pasti principali, le più ricche di zuccheri: carote, funghi secchi, carciofi, barbabietole, broccolo, cavoli di Bruxelles, verze, rape, pomodori, vanno consumate a pranzo e non a cena; tutte le altre, invece, possono essere assunte indifferentemente nei due pasti principali.
La frutta, pure questa di stagione, va mangiata entro le ore diciassette-diciotto, deve essere evitata a cena.
I condimenti in genere devono essere usati sempre con parsimonia, soprattutto a cena. Vanno privilegiati i grassi vegetali, in particolare l’olio d’oliva e gli oli di semi pressati a freddo, rispetto a quelli animali come burro, strutto o lardo.>

< Ah..in effetti non è tragico come regime alimentare.. ma più che altro sono dei piccoli accorgimenti.. ma tu li segui sempre? E se un’ amico dovesse invitarti a cena?>

<Nessuno è perfetto! Accetterei volentieri.>

 

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