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Testi di Gino Adamo. Pagina realizzata da Luigi Farina

Data ultima revisione: 3 Agosto 2001

 

L'ultima scoperta che promette efficienza sessuale

EDITORIALE


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          Buone nuove per milioni di maschi mortificati nella funzione erettile. Sembra che non siano meno di trentasei milioni gli europei di sesso maschile che attendono con impazienza l’arrivo di uno speciale medicinale nel prossimo autunno per risolvere i propri problemi di inadeguatezza sessuale. Direttamente dal Giappone in Europa, è in arrivo un farmaco che promette mirabilie sotto le lenzuola, anche a chi ormai, virilmente spento, vi riponeva ben poca speranza, e sia per motivi di età e sia per patologie pregresse (soprattutto di natura cardiovascolare). 

          Si tratta di un prodotto nuovo, commercializzato in pillole blu, che ha un nome che presto sentiremo ripetere assai di frequente: Ixsense. La casa farmaceutica che lo produce, la Takeda Chemical Industries di Tokio, che sta predisponendo un lancio imponente in Europa per settembre, assicura che la loro assunzione non presenta problemi di sorta. Infatti, non ha controindicazioni, al contrario del famoso Viagra della Pfizer, di cui l’Ixsense è ormai da considerare il diretto antagonista, destinato probabilmente a scalzarlo dalle forti posizioni di monopolio di mercato fin qui conquistate in tutto il mondo. 

          Viene segnalata un’unica raccomandazione: fra un’assunzione e la successiva debbono trascorrere almeno otto ore.

          Per il resto luce verde: anche per chi soffre di patologie vascolari (sia cardiache che cerebrali). Il farmaco ha superato finora brillantemente tutti i test di efficacia e di innocuità: sia in patria, vale a dire in Giappone, sia in Europa. Tant’è che il 29 maggio scorso la severa Commissione Europea ha dato disco verde per la sua commercializzazione negli Stati dell’UE.

          Inizialmente il prodotto sarà venduto soltanto in Austria, Francia, Germania e Italia.
Il meccanismo d’azione del farmaco scatta venti minuti dopo l’assunzione della compressa. C’è, se vogliamo, tutto il tempo per predisporsi al rapporto intimo: colloquio amoroso, preliminari e infine il rapporto completo. Insomma come ai bei tempi! se davvero il farmaco, come pare, restituirà al "paziente" gli ardori perduti. Ovviamente ci sarà un’inevitabile fase sperimentale: gli italiani che vi ricorreranno diranno se sia un rimedio efficace o una sorta di placebo atto a suggestionare energie difficili da risvegliare. Ma, parrebbe che finora non si siano verificati casi di insuccesso di un certo rilievo. Il farmaco è stato provato su alcune migliaia di pazienti, che si sarebbero dimostrati estasiati dell’efficienza riacquistata.

          Al maschio italico non garba di mostrarsi eccessivamente entusiasta del ritrovato farmaceutico; in teoria - come sappiamo - il nostro gallo nazionale non conosce defaillance. C’è quindi da giurarlo: una grossa parte del consumo del prodigioso farmaco avverrà nel segreto dell’alcova. "Scusa cara, bevo un goccio d’acqua e sono da te!"

          E la compagna che ne conosce le problematiche performances accenna ad un candido sorriso. Che importa che l’amore si chiami Viagra o Ixsense: purchè restituisca alla coppia una rinnovata euforia. A patto che, beninteso, la cosa rimanga nel segreto dell’alcova. 

           La concorrenza che il prodotto giapponese farà al Viagra sarà anche sul prezzo: Ixense costerà circa il 10-15 per cento in meno del suo rivale. Con un mercato di tutto rispetto: intorno ai 190 milioni di euro.

           Come il Viagra, anche Ixense si potrà acquistare soltanto su prescrizione medica. Ma le differenze tra i due prodotti non sono da poco. Soprattutto nel tempo di azione. Ixense, infatti, viene assorbito rapidamente: basta mettere le compresse sotto la lingua e l’apomorfina cloridrato (il principio attivo del medicinale) interviene sui recettori della dopamina, collocati prevalentemente nell’ipotalamo, per controllare l’erezione. In poco meno di venti minuti si vedranno i risultati. Tuttavia bisogna esser cauti nell’assunzione del prodotto: è richiesto infatti un intervallo di circa 8 ore tra una compressa e un’altra. Ixense inoltre, dicono i responsabili della casa giapponese, non ha controindicazioni per le persone che soffrono di disturbi cardiovascolari, e si è dimostrata una terapia ben tollerata nella maggior parte dei casi, con effetti collaterali minimi: solo nel 7 per cento dei pazienti; sono stati riferiti inconvenienti quali cefalee, nausee, e talora riniti, faringiti e vertigini. Tutta "roba" di breve durata. Che dite, vale la pena di provare?

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Buona lettura dalla redazione

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