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L’Inter passa di nuovo a Genova dopo la gara di
Coppa Italia e ottiene il quattordicesimo successo consecutivo, continuando il
suo straordinario record. La Roma vince con più di una sofferenza in casa contro
il Siena e non perde contatto con i nerazzurri in attesa della gara di ‘S.Siro’
di domenica prossima. Il Palermo non gioca male per un tempo, ma esce poi
sconfitto da una Lazio ben organizzata e in parte fortunata. Il Catania pareggia
a Bergamo, anche se i padroni di casa possono recriminare per più di
un’occasione. Vince il Milan, che supera un buon Parma con una rete di Inzaghi.
La Fiorentina si aggiudica in rimonta il derby con il Livorno, mentre l’Udinese
di Malesani vince anche a Torino e si rilancia in classifica. Pari incolore tra
Chievo ed Empoli, con i gialloblù sempre più impelagati nella lotta per non
retrocedere. In coda vincono, infatti, la Reggina a Cagliari e l’Ascoli, che nel
finale sorprende il Messina.
L’Inter
ottiene contro la Sampdoria il successo numero 14 di fila. Dopo sette
minuti la gara si fa già in discesa per la squadra di Mancini. Delvecchio
colpisce con una testata nel mento Materazzi, che aveva protestato per un
intervento del giocatore doriano, ed è espulso. Ammonito il difensore azzurro.
Poco dopo l’Inter va in rete con Adriano, ma il centravanti è in offside al
momento del tiro di Ibrahimovic respinto da Castellazzi. Dall’altra parte la
Samp prova a rendersi pericolosa con Quagliarella, la cui punizione termina però
fuori. L’Inter si rende insidiosa con una punizione di Ibrahimovic, respinta dal
portiere blucerchiato. Un minuto dopo i nerazzurri passano: cross di Maicon e
l’attaccante svedese insacca di testa. Nella ripresa i liguri hanno una buona
occasione con Quagliarella, che calcia però fuori. Gli ospiti trovano il
raddoppio con gli stessi protagonisti della prima rete. Questa volta è la punta
scandinava a mettere nelle condizioni il terzino brasiliano di battere il
portiere avversario. La squadra di Novellino prova a rendersi pericolosa
nonostante lo svantaggio e l’inferiorità numerica, senza successo. Continua il
momento magico per la squadra di Mancini, che sin qui ha raccolto 57 punti sui
63 teoricamente possibili, senza mai essere sconfitta in campionato. Il prossimo
incontro, quello in casa contro la Roma, distante undici punti, potrebbe essere
un ulteriore segnale del predominio stagionale dei nerazzurri. La Sampdoria,
condizionata dall’uomo in meno, rimane a quota 24, comunque vicina alla zona
Europa.
La Roma
non gioca una gara spettacolare, ma riesce ad aver la meglio di un buon Siena.
I toscani dopo un minuto vanno in rete con Rinaudo, ma l’arbitro ferma il gioco
per un fallo dello stesso difensore bianconero. Dall’altra parte, i giallorossi
si rendono pericolosi con una punizione di De Rossi (capitano in assenza di
Totti) che sfiora il palo ed un colpo di testa di Vucinic, di poco a lato. Ha
una buona occasione anche Perrotta, che calcia centrale da distanza ravvicinata.
Nella ripresa il match resta a lungo in equilibrio, poi la svolta. Prima Frick
con una conclusione al volo esalta i riflessi del portiere romanista Doni.
Subito dopo il neoentrato Tavano serve un bel pallone a Vucinic, che di potenza
supera Manninger. Uno a zero e prima rete per il montenegrino con la squadra di
Spalletti in campionato. Nel finale, forcing della squadra bianconera, che crea
alcune occasioni senza riuscire a trovare il pareggio. Espulso Locatelli per una
manata, forse involontaria, a De Rossi.
Il Palermo
perde in casa con la Lazio in una gara dai due volti. Nella prima
frazione, i rosanero dominano l’incontro, senza però concretizzare. Nella
ripresa, i biancocelesti resistono agli attacchi dei siciliani e consolidano il
vantaggio conquistato poco prima dell’intervallo. La prima occasione è sui piedi
di Caracciolo, che riceve un bell’assist da Corini. L’attaccante perde il tempo
e calcia debole. Poco dopo Bresciano tira alto da buona posizione. Passano pochi
minuti e Di Michele con un gioco di prestigio serve Caracciolo, che supera di
sinistro Peruzzi. L’arbitro, su segnalazione del guardialinee, annulla però per
fuorigioco, in realtà inesistente. Poco dopo un errato posizionamento difensivo
consente a Rocchi di calciare dinnanzi a Fontana, ma è bravo il portiere
rosanero a chiudere lo ‘specchio’ della porta. Sono, tuttavia, ancora i padroni
di casa a rendersi pericolosi, con un tiro a rientrare scoccato da Di Michele e
deviato in corner dal portiere laziale. Prima del finale Behrami rischia una
clamorosa autorete: la palla sfiora di poco il palo e termina la sua corsa
dietro la rete, dando la sensazione del gol. Dall’altra parte, un rinvio
sbagliato di Fontana consente una ripartenza agli uomini di Rossi. Makinwa (ex
dell’incontro) calcia a rete, trovando la deviazione di Zaccardo. Il pallone
giunge a Rocchi, che prima si fa parare il tiro dall’estremo difensore rosanero,
poi sulla ribattuta insacca nonostante il tentativo in extremis di un difensore
sulla linea. Lazio un po’ a sorpresa in vantaggio. Nella ripresa il Palermo
riparte aggressivo, lottando su ogni pallone. Sono, tuttavia, di nuovo gli
ospiti a segnare, con un colpo di testa di Siviglia, lasciato colpevolmente solo
su calcio di punizione. Guidolin prova a mettere in campo una formazione ancora
più aggressiva, senza esito. I romani trovano anzi in contropiede un calcio di
rigore, procurato da Makinwa e trasformato da Rocchi. Tre a zero e gara
conclusa. Bel successo per la Lazio, che dimostra di aver assimilato bene la
partenza di Oddo. Battuta d’arresto per i siciliani, che possono comunque
consolarsi con l’ottima posizione in classifica e con il bel gioco espresso nel
primo tempo.
Il Catania
pareggia nel finale a Bergamo con l’Atalanta, mantenendo il quarto posto,
ora condiviso con la Lazio. I nerazzurri giocano meglio in avvio e passano in
vantaggio con una conclusione ravvicinata di Zampagna su un tiro di Donati. I
siciliani faticano a rendersi pericolosi dalle parti di Calderoni. Nella ripresa
il copione sostanzialmente non cambia: i lombardi si presentano più volte al
cospetto di Pantanelli, che è bravo a non farsi superare. Verso il termine
dell’incontro entra il giovane attaccante rossazzurro Morimoto. La punta
giapponese della Primavera, vicecaponnoniere del girone, impiega cinque minuti
prima di segnare la sua prima rete in A, finalizzando una sua progressione
personale. Uno ad uno. I padroni di casa cercano di riottenere il vantaggio,
senza riuscirvi. L’Atalanta può recriminare per una buona prestazione, mentre il
Catania mantiene la quarta piazza in attesa del derby di venerdì contro il
Palermo.
Il Milan
supera con il minimo scarto il Parma e si avvicina alla zona Champions.
Esordio tra le fila milanesi di Oddo. I rossoneri giocano meglio per quasi tutta
la durata dell’incontro, ma non riescono a lungo ad avere la meglio di un Parma
‘quadrato’ e ben disposto in campo. Il primo tempo è avaro d’occasioni. I
padroni di casa fanno molto possesso palla, ma raramente si rendono pericolosi
dalle parti di Bucci, comunque attento su Gilardino e Inzaghi (ex parmensi).
Kakà ha una buona occasione, ma calcia alto. Dall’altra parte Budan e Giuseppe
Rossi provano a rendersi insidiosi, senza impensierire più di tanto Dida. Ad
inizio ripresa, gli emiliani protestano per la mancata concessione di un rigore
per la deviazione di braccio di Bonera su una conclusione di Budan, anche se il
difensore milanista sembra per la verità coprirsi il volto. La squadra di
Ancelotti imposta il gioco e diviene più aggressiva. Il portiere gialloblù è
bravo a presidiare l’area e a respingere le conclusioni delle punte avversarie.
Può tuttavia poco in seguito, quando Inzaghi controlla una punizione, forse
calciata male, di Pirlo e con un tocco fulmineo lo supera dal limite dell’area
piccola. Il risultato non cambia più sino alla fine. Il Milan si rilancia così
nelle zone alte della classifica, mentre il Parma si ritrova nel mezzo della
lotta per non retrocedere.
La
Fiorentina sconfigge in casa il Livorno con il punteggio di due ad
uno. I viola giocano meglio e si rendono più volte pericolosi con Toni, che
impegna spesso Manitta, chiamato a sostituire l’azzurro Amelia. Una buona
occasione capita anche a Mutu, che di testa non trova di poco la porta. Alla
prima vera opportunità gli ospiti passano però in vantaggio. Lucarelli supera
con un bel numero tre difensori in area avversaria e con un tocco di sinistro,
leggermente deviato, batte Frey. I padroni di casa non si scoraggiano e
continuano ad attaccare anche nella ripresa. Dopo una serie d’occasioni, trovano
il pareggio: Mutu calcia in porta, trovando la respinta di Manitta. Toni si
trova lì il pallone e non ha difficoltà ad insaccare. Undicesimo centro per il
centravanti. I viola non si accontentano e sfiorano il vantaggio con Jorgensen,
che con una buona coordinazione calcia a lato da distanza defilata. Poco dopo è
lo stesso danese a sfruttare una sponda di Toni per mettere alle spalle del
portiere ospite. Nel finale Lucarelli è ostacolato in area da due difensori e
reclama per un rigore; nel frattempo Frey si supera per evitare che il pallone,
deviato da un suo compagno, vada in porta. La Fiorentina vince e riprende la sua
marcia verso l’Europa, portandosi ad un punto dal Livorno, che comunque rimane a
centro classifica.
Seconda
vittoria consecutiva per l’Udinese, che supera in trasferta il Torino.
La prima occasione dell’incontro è sui piedi di Barone, che di sinistro calcia
alto. Poco dopo i friulani passano in vantaggio, con una bell’azione conclusa da
Obodo con un tiro da posizione ravvicinata. Prima dell’intervallo gli ospiti
raddoppiano con Barreto, che supera in dribbling Abbiati ed insacca. Nella
ripresa la musica non cambia e i bianconeri trovano la terza rete con Asamoah,
che da pochi passi supera il portiere granata. L’attaccante si trova comunque in
posizione di offside, non rivelata dalla terna arbitrale. A dieci minuti dal
termine i padroni di casa accorciano le distanze con un tiro sotto porta di
Abbruscato. Poco dopo, lo stesso attaccante effettua un bel controllo in area e
con una pregevole girata supera De Sanctis, per il definitivo due a tre. Buon
inizio sulla panchina dell’Udinese per Malesani: la squadra friulana dista ora
solo una lunghezza dal quarto posto. Terza sconfitta di fila per il Toro,
superato in classifica dalla Fiorentina.
Pareggio a
reti inviolate tra Chievo ed Empoli. Nel primo tempo i toscani si
fanno vedere con una conclusione da fuori di Almiron, non molto pericolosa.
Dall’altra parte Obinna calcia al volo dal limite, ma Balli è attento nella
respinta. Nel secondo tempo il copione non cambia. Poche azioni pericolose, la
più nitida forse è per Pellissier, che tira a lato da posizione angolata. Un
pari che forse serve più all’Empoli, che resta nella parte medio-alta della
classifica, ad un punto dalla zona Champions. Il Chievo, invece, ricomincia a
sentire la pressione della zona ‘calda’ della classifica, essendo comunque a
soli due punti dalla terzultima.
La Reggina
passa a Cagliari e si porta al quartultimo posto. I calabresi giocano
meglio dei sardi, ai quali concedono nel primo tempo solo una vera occasione.
Suazo triangola con Pepe e conclude in area, trovando l’opposizione di un
difensore amaranto. Dall’altra parte è attento Fortin a neutralizzare le
conclusioni degli ospiti. Ad inizio ripresa, la squadra di Mazzarri passa in
vantaggio, con un colpo di testa di Vigiani, smarcato in area, che sbatte sulla
traversa e poi oltre la linea. E’ lo stesso ex attaccante del Livorno a
raddoppiare, sfruttando un cross dalla fascia sinistra per colpire di piatto e
battere di nuovo il portiere rossoblu. Il Cagliari prova a riequilibrare
l’incontro, andando vicino alla rete con Suazo, il cui tiro s’infrange sul palo.
Bella vittoria per la squadra calabrese, sin qui una delle migliori squadre,
togliendo la penalizzazione. I sardi interrompono la serie di due successi di
fila e restano a quota 22 punti.
L’Ascoli
sorprende il Messina in trasferta. I siciliani vanno più volte vicini
alla rete, prima con Iuliano sottomisura, poi con un diagonale di Alvarez
respinto da Pagliuca. I padroni di casa trovano il vantaggio con un rigore
dubbio, concesso per un contatto tra Iliev e Di Biagio. In realtà sembra che sia
il giocatore giallorosso a cercare lo scontro. Dal dischetto va Parsi, che non
sbaglia, sebbene il portiere intuisca la traiettoria. Poco prima del novantesimo
l’Ascoli pareggia: cross dalla fascia di Perrulli, Paolucci ruba il tempo alla
difesa siciliana e batte il neoacquisto Paletti (ex Udinese), chiamato a
sostituire Storari, ora al Milan. Dopo pochi minuti i marchigiani, rimasti in
dieci per l’espulsione rimediata da Di Biagio, trovano addirittura il vantaggio.
Cross rasoterra di Soncin (ex Atalanta)e lo stesso attaccante insacca,
realizzando la sua doppietta. Importante successo in chiave salvezza per i
bianconeri, che rimangono in ultima posizione e si portano a quattro lunghezze
dai messinesi, ora terzultimi.
Gabriele Farina |