Il Commento alla 21ª giornata di Gabriele Farina

 

Il Palermo cade con la Lazio. Tornano al successo le altre big
Inter senza freni. Roma: che fatica!
Colpi esterni di Ascoli e Reggina.

Alla Fiorentina il derby toscano
 

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L’Inter passa di nuovo a Genova dopo la gara di Coppa Italia e ottiene il quattordicesimo successo consecutivo, continuando il suo straordinario record. La Roma vince con più di una sofferenza in casa contro il Siena e non perde contatto con i nerazzurri in attesa della gara di ‘S.Siro’ di domenica prossima. Il Palermo non gioca male per un tempo, ma esce poi sconfitto da una Lazio ben organizzata e in parte fortunata. Il Catania pareggia a Bergamo, anche se i padroni di casa possono recriminare per più di un’occasione. Vince il Milan, che supera un buon Parma con una rete di Inzaghi. La Fiorentina si aggiudica in rimonta il derby con il Livorno, mentre l’Udinese di Malesani vince anche a Torino e si rilancia in classifica. Pari incolore tra Chievo ed Empoli, con i gialloblù sempre più impelagati nella lotta per non retrocedere. In coda vincono, infatti, la Reggina a Cagliari e l’Ascoli, che nel finale sorprende il Messina.

L’Inter ottiene contro la Sampdoria il successo numero 14 di fila. Dopo sette minuti la gara si fa già in discesa per la squadra di Mancini. Delvecchio colpisce con una testata nel mento Materazzi, che aveva protestato per un intervento del giocatore doriano, ed è espulso. Ammonito il difensore azzurro. Poco dopo l’Inter va in rete con Adriano, ma il centravanti è in offside al momento del tiro di Ibrahimovic respinto da Castellazzi. Dall’altra parte la Samp prova a rendersi pericolosa con Quagliarella, la cui punizione termina però fuori. L’Inter si rende insidiosa con una punizione di Ibrahimovic, respinta dal portiere blucerchiato. Un minuto dopo i nerazzurri passano: cross di Maicon e l’attaccante svedese insacca di testa. Nella ripresa i liguri hanno una buona occasione con Quagliarella, che calcia però fuori. Gli ospiti trovano il raddoppio con gli stessi protagonisti della prima rete. Questa volta è la punta scandinava a mettere nelle condizioni il terzino brasiliano di battere il portiere avversario. La squadra di Novellino prova a rendersi pericolosa nonostante lo svantaggio e l’inferiorità numerica, senza successo. Continua il momento magico per la squadra di Mancini, che sin qui ha raccolto 57 punti sui 63 teoricamente possibili, senza mai essere sconfitta in campionato. Il prossimo incontro, quello in casa contro la Roma, distante undici punti, potrebbe essere un ulteriore segnale del predominio stagionale dei nerazzurri. La Sampdoria, condizionata dall’uomo in meno, rimane a quota 24, comunque vicina alla zona Europa.

La Roma non gioca una gara spettacolare, ma riesce ad aver la meglio di un buon Siena. I toscani dopo un minuto vanno in rete con Rinaudo, ma l’arbitro ferma il gioco per un fallo dello stesso difensore bianconero. Dall’altra parte, i giallorossi si rendono pericolosi con una punizione di De Rossi (capitano in assenza di Totti) che sfiora il palo ed un colpo di testa di Vucinic, di poco a lato. Ha una buona occasione anche Perrotta, che calcia centrale da distanza ravvicinata. Nella ripresa il match resta a lungo in equilibrio, poi la svolta. Prima Frick con una conclusione al volo esalta i riflessi del portiere romanista Doni. Subito dopo il neoentrato Tavano serve un bel pallone a Vucinic, che di potenza supera Manninger. Uno a zero e prima rete per il montenegrino con la squadra di Spalletti in campionato. Nel finale, forcing della squadra bianconera, che crea alcune occasioni senza riuscire a trovare il pareggio. Espulso Locatelli per una manata, forse involontaria, a De Rossi.

Il Palermo perde in casa con la Lazio in una gara dai due volti. Nella prima frazione, i rosanero dominano l’incontro, senza però concretizzare. Nella ripresa, i biancocelesti resistono agli attacchi dei siciliani e consolidano il vantaggio conquistato poco prima dell’intervallo. La prima occasione è sui piedi di Caracciolo, che riceve un bell’assist da Corini. L’attaccante perde il tempo e calcia debole. Poco dopo Bresciano tira alto da buona posizione. Passano pochi minuti e Di Michele con un gioco di prestigio serve Caracciolo, che supera di sinistro Peruzzi. L’arbitro, su segnalazione del guardialinee, annulla però per fuorigioco, in realtà inesistente. Poco dopo un errato posizionamento difensivo consente a Rocchi di calciare dinnanzi a Fontana, ma è bravo il portiere rosanero a chiudere lo ‘specchio’ della porta. Sono, tuttavia, ancora i padroni di casa a rendersi pericolosi, con un tiro a rientrare scoccato da Di Michele e deviato in corner dal portiere laziale. Prima del finale Behrami rischia una clamorosa autorete: la palla sfiora di poco il palo e termina la sua corsa dietro la rete, dando la sensazione del gol. Dall’altra parte, un rinvio sbagliato di Fontana consente una ripartenza agli uomini di Rossi. Makinwa (ex dell’incontro) calcia a rete, trovando la deviazione di Zaccardo. Il pallone giunge a Rocchi, che prima si fa parare il tiro dall’estremo difensore rosanero, poi sulla ribattuta insacca nonostante il tentativo in extremis di un difensore sulla linea. Lazio un po’ a sorpresa in vantaggio. Nella ripresa il Palermo riparte aggressivo, lottando su ogni pallone. Sono, tuttavia, di nuovo gli ospiti a segnare, con un colpo di testa di Siviglia, lasciato colpevolmente solo su calcio di punizione. Guidolin prova a mettere in campo una formazione ancora più aggressiva, senza esito. I romani trovano anzi in contropiede un calcio di rigore, procurato da Makinwa e trasformato da Rocchi. Tre a zero e gara conclusa. Bel successo per la Lazio, che dimostra di aver assimilato bene la partenza di Oddo. Battuta d’arresto per i siciliani, che possono comunque consolarsi con l’ottima posizione in classifica e con il bel gioco espresso nel primo tempo.

Il Catania pareggia nel finale a Bergamo con l’Atalanta, mantenendo il quarto posto, ora condiviso con la Lazio. I nerazzurri giocano meglio in avvio e passano in vantaggio con una conclusione ravvicinata di Zampagna su un tiro di Donati. I siciliani faticano a rendersi pericolosi dalle parti di Calderoni. Nella ripresa il copione sostanzialmente non cambia: i lombardi si presentano più volte al cospetto di Pantanelli, che è bravo a non farsi superare. Verso il termine dell’incontro entra il giovane attaccante rossazzurro Morimoto. La punta giapponese della Primavera, vicecaponnoniere del girone, impiega cinque minuti prima di segnare la sua prima rete in A, finalizzando una sua progressione personale. Uno ad uno. I padroni di casa cercano di riottenere il vantaggio, senza riuscirvi. L’Atalanta può recriminare per una buona prestazione, mentre il Catania mantiene la quarta piazza in attesa del derby di venerdì contro il Palermo.

Il Milan supera con il minimo scarto il Parma e si avvicina alla zona Champions. Esordio tra le fila milanesi di Oddo. I rossoneri giocano meglio per quasi tutta la durata dell’incontro, ma non riescono a lungo ad avere la meglio di un Parma ‘quadrato’ e ben disposto in campo. Il primo tempo è avaro d’occasioni. I padroni di casa fanno molto possesso palla, ma raramente si rendono pericolosi dalle parti di Bucci, comunque attento su Gilardino e Inzaghi (ex parmensi). Kakà ha una buona occasione, ma calcia alto. Dall’altra parte Budan e Giuseppe Rossi provano a rendersi insidiosi, senza impensierire più di tanto Dida. Ad inizio ripresa, gli emiliani protestano per la mancata concessione di un rigore per la deviazione di braccio di Bonera su una conclusione di Budan, anche se il difensore milanista sembra per la verità coprirsi il volto. La squadra di Ancelotti imposta il gioco e diviene più aggressiva. Il portiere gialloblù è bravo a presidiare l’area e a respingere le conclusioni delle punte avversarie. Può tuttavia poco in seguito, quando Inzaghi controlla una punizione, forse calciata male, di Pirlo e con un tocco fulmineo lo supera dal limite dell’area piccola. Il risultato non cambia più sino alla fine. Il Milan si rilancia così nelle zone alte della classifica, mentre il Parma si ritrova nel mezzo della lotta per non retrocedere.

La Fiorentina sconfigge in casa il Livorno con il punteggio di due ad uno. I viola giocano meglio e si rendono più volte pericolosi con Toni, che impegna spesso Manitta, chiamato a sostituire l’azzurro Amelia. Una buona occasione capita anche a Mutu, che di testa non trova di poco la porta. Alla prima vera opportunità gli ospiti passano però in vantaggio. Lucarelli supera con un bel numero tre difensori in area avversaria e con un tocco di sinistro, leggermente deviato, batte Frey. I padroni di casa non si scoraggiano e continuano ad attaccare anche nella ripresa. Dopo una serie d’occasioni, trovano il pareggio: Mutu calcia in porta, trovando la respinta di Manitta. Toni si trova lì il pallone e non ha difficoltà ad insaccare. Undicesimo centro per il centravanti. I viola non si accontentano e sfiorano il vantaggio con Jorgensen, che con una buona coordinazione calcia a lato da distanza defilata. Poco dopo è lo stesso danese a sfruttare una sponda di Toni per mettere alle spalle del portiere ospite. Nel finale Lucarelli è ostacolato in area da due difensori e reclama per un rigore; nel frattempo Frey si supera per evitare che il pallone, deviato da un suo compagno, vada in porta. La Fiorentina vince e riprende la sua marcia verso l’Europa, portandosi ad un punto dal Livorno, che comunque rimane a centro classifica.

Seconda vittoria consecutiva per l’Udinese, che supera in trasferta il Torino. La prima occasione dell’incontro è sui piedi di Barone, che di sinistro calcia alto. Poco dopo i friulani passano in vantaggio, con una bell’azione conclusa da Obodo con un tiro da posizione ravvicinata. Prima dell’intervallo gli ospiti raddoppiano con Barreto, che supera in dribbling Abbiati ed insacca. Nella ripresa la musica non cambia e i bianconeri trovano la terza rete con Asamoah, che da pochi passi supera il portiere granata. L’attaccante si trova comunque in posizione di offside, non rivelata dalla terna arbitrale. A dieci minuti dal termine i padroni di casa accorciano le distanze con un tiro sotto porta di Abbruscato. Poco dopo, lo stesso attaccante effettua un bel controllo in area e con una pregevole girata supera De Sanctis, per il definitivo due a tre. Buon inizio sulla panchina dell’Udinese per Malesani: la squadra friulana dista ora solo una lunghezza dal quarto posto. Terza sconfitta di fila per il Toro, superato in classifica dalla Fiorentina.

Pareggio a reti inviolate tra Chievo ed Empoli. Nel primo tempo i toscani si fanno vedere con una conclusione da fuori di Almiron, non molto pericolosa. Dall’altra parte Obinna calcia al volo dal limite, ma Balli è attento nella respinta. Nel secondo tempo il copione non cambia. Poche azioni pericolose, la più nitida forse è per Pellissier, che tira a lato da posizione angolata. Un pari che forse serve più all’Empoli, che resta nella parte medio-alta della classifica, ad un punto dalla zona Champions. Il Chievo, invece, ricomincia a sentire la pressione della zona ‘calda’ della classifica, essendo comunque a soli due punti dalla terzultima.

La Reggina passa a Cagliari e si porta al quartultimo posto. I calabresi giocano meglio dei sardi, ai quali concedono nel primo tempo solo una vera occasione. Suazo triangola con Pepe e conclude in area, trovando l’opposizione di un difensore amaranto. Dall’altra parte è attento Fortin a neutralizzare le conclusioni degli ospiti. Ad inizio ripresa, la squadra di Mazzarri passa in vantaggio, con un colpo di testa di Vigiani, smarcato in area, che sbatte sulla traversa e poi oltre la linea. E’ lo stesso ex attaccante del Livorno a raddoppiare, sfruttando un cross dalla fascia sinistra per colpire di piatto e battere di nuovo il portiere rossoblu. Il Cagliari prova a riequilibrare l’incontro, andando vicino alla rete con Suazo, il cui tiro s’infrange sul palo. Bella vittoria per la squadra calabrese, sin qui una delle migliori squadre, togliendo la penalizzazione. I sardi interrompono la serie di due successi di fila e restano a quota 22 punti.

L’Ascoli sorprende il Messina in trasferta. I siciliani vanno più volte vicini alla rete, prima con Iuliano sottomisura, poi con un diagonale di Alvarez respinto da Pagliuca. I padroni di casa trovano il vantaggio con un rigore dubbio, concesso per un contatto tra Iliev e Di Biagio. In realtà sembra che sia il giocatore giallorosso a cercare lo scontro. Dal dischetto va Parsi, che non sbaglia, sebbene il portiere intuisca la traiettoria. Poco prima del novantesimo l’Ascoli pareggia: cross dalla fascia di Perrulli, Paolucci ruba il tempo alla difesa siciliana e batte il neoacquisto Paletti (ex Udinese), chiamato a sostituire Storari, ora al Milan. Dopo pochi minuti i marchigiani, rimasti in dieci per l’espulsione rimediata da Di Biagio, trovano addirittura il vantaggio. Cross rasoterra di Soncin (ex Atalanta)e lo stesso attaccante insacca, realizzando la sua doppietta. Importante successo in chiave salvezza per i bianconeri, che rimangono in ultima posizione e si portano a quattro lunghezze dai messinesi, ora terzultimi.

Gabriele Farina