Il Commento alla 16ª giornata di Gabriele Farina

 

Nono successo di fila per i nerazzurri

Ai giallorossi la sfida con il Palermo
Inter da record, ma la Roma non molla
Pareggiano Milan e Fiorentina. Il Toro vicino alla zona Europa
 

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L’Inter vince ancora e realizza il nuovo record del club di vittorie. A farne le spese è il Messina di Giordano, sconfitto due a zero a ‘S.Siro’. Spettacolare sfida all’ ‘Olimpico’ tra Roma e Palermo, con i siciliani che escono ridimensionati oltre i loro demeriti; i giallorossi, autori di una buona prova, appaiono invece i principali antagonisti della squadra di Mancini per la lotta al vertice. Pareggio in Toscana tra Fiorentina e Milan, con doppiette di Mutu e Gilardino, e Livorno e Lazio, che riesce a conservare il risultato grazie anche al proprio portiere. In terra toscana pareggiano anche Siena ed Atalanta, con i padroni di casa che recuperano lo svantaggio solo nel finale. L’Udinese dilaga in casa contro il Cagliari. Esonerato dopo la gara il tecnico rossoblù Giampaolo, comunque autore di un buon campionato. Non riesce a vincere l’Ascoli, che contro un Torino in forma soccombe ad una doppietta di Rosina; sfortunata la squadra marchigiana, che, fallendo un penalty, nella stessa azione passa dal possibile 1-1 allo 0-2 finale. Sampdoria corsara a Reggio Calabria, in un match spigoloso ed incerto sino alla fine. Pareggiano, nella sfida delle terzultime, Parma e Chievo. Non disputata, causa pioggia battente, la gara tra Catania ed Empoli; i siciliani sono ancora quarti in classifica, mentre i toscani rimangono la migliore difesa del campionato.

L’Inter supera a fatica il Messina ed ottiene il nono successo consecutivo: primato storico per i nerazzurri. La squadra di Mancini parte forte, sfiorando la rete con una punizione di Recoba, finita di poco a lato. E’ poi la volta di Figo, la cui conclusione è deviata in corner da Storari, prima che Ibrahimovic con un colpo di testa di controbalzo colpisca la traversa. Il Messina pensa soprattutto a difendere, ma sciupa una buona occasione in attacco, con Floccari che calcia fuori su un cross dal fondo. Nel finale del primo tempo, scintille tra Materazzi ed il tecnico giallorosso Giordano, ‘reo ’ di non aver consegnato il pallone agli avversari. Allontanato dal terreno di gioco l’allenatore, ammonito il difensore azzurro. Nella ripresa è proprio quest’ultimo a portare in vantaggio la propria squadra, con una straordinaria rovesciata su azione di calcio d’angolo. Pochi minuti firma il raddoppio Ibrahimovic, con un tiro da pochi passi che Storari riesce solo a toccare. L’Inter potrebbe segnare anche la terza rete, prima con Stankovic, autore di un bolide che centra il palo, poi con un colpo di testa di Adriano (ancora a secco) che il portiere siciliano para agilmente. I messinesi si rendono pericolosi nel finale con una girata di Iuliano, deviata in angolo da Julio Cesar. Continua l’ottimo momento dei milanesi, peraltro ancora imbattuti in campionato; quinta sconfitta consecutiva per i giallorossi, distanti adesso solo tre lunghezze dalla zona retrocessione.

Nel posticipo la Roma si impone con forza contro un Palermo combattivo, in parte sfortunato, sino alla seconda rete romanista. L’incontro, come gli altri di giornata, si apre dopo un minuto di silenzio per i due giovani allievi della Juventus morti venerdì. Nel Palermo c’è la novità di Caracciolo accanto Amauri al posto di Di Michele. Subito dopo il calcio d’avvio i giallorossi si rendono subito pericolosi con Perrotta, smarcato da un ‘velo ’ di Totti; il centrocampista azzurro calcia tuttavia fuori sulla chiusura di Barzagli. Poco dopo è Mancini ad impegnare Fontana, attento poi su una conclusione di Totti deviata da un difensore. I rosanero appaiono spesso sovrastati a centrocampo e in difficoltà dinnanzi l’imprevedibilità offensiva degli avversari; si rendono, comunque, insidiosi dalle parti di Doni con Caracciolo, il cui colpo di testa termina fuori. La Roma potrebbe passare in vantaggio con un colpo di testa di Mexes su calcio di punizione di Totti: la palla colpisce in pieno il palo. Dall’altra parte, Simplicio riceve un pregevole assist da Amauri, ma, nel cercare di controllare la sfera, fa terminare la stessa oltre la linea di fondo. Due minuti dopo Panucci realizza di testa, ma l’arbitro annulla per una trattenuta su Biava, il quale in realtà trattiene anche l’avversario. Ammonito il terzino per proteste. Poco dopo, è la volta di Amauri, che mette alle spalle di Doni su assist di Simplicio. L’arbitro non convalida e fischia punizione contro i siciliani per una spinta, quantomeno veniale, dell’attaccante su Chivu. Il Palermo spinge e va vicino alla rete con Caracciolo, che prima tenta un assist di testa, poi calcia in porta, trovando l’opposizione dell’estremo difensore giallorosso. Allontanato dalla difesa l’insidioso corner seguente. Capovolgimento di fronte e Fontana deve superarsi nel respingere di pugno il tiro di Perrotta e di piede la successiva conclusione di Taddei, prima di bloccare un rasoterra di Totti. Poco prima dell’intervallo la squadra di Spalletti passa in vantaggio con un bolide da applausi di Mancini, che passa sotto le gambe di Barzagli e s’insacca nell’angolo alto. I rosanero reagiscono con un colpo di testa d’Amauri, deviato in angolo da Doni; nell’azione si fa male Perrotta, costretto ad abbandonare il campo. Nella ripresa la squadra di Guidolin torna in campo con lo spirito giusto e si rendono pericolosi con un’improvvisa girata del ‘gladiatore ’Amauri, che esce di poco a lato, forse dopo una deviazione. Sull’altro fronte, Totti serve Mancini, che si trova in posizione di offside- non rilevato. La palla giunge a Panucci, che di sinistro coglie il palo dopo una deviazione. Sul corner seguente, Pisano trattiene in area Taddei: calcio di rigore. Si incarica della trasformazione capitan Totti, che segna nonostante Fontana arrivi quasi ad intercettare il tiro. Tra i palermitani, si rende pericoloso Amauri con una rovesciata, sebbene l’arbitro fischi un dubbio fuorigioco, e Caracciolo, che non sfrutta un’occasione favorevole calciando di sinistro a lato. Totti cerca la doppietta su calcio di punizione, ma è strepitoso il portiere rosanero a togliere il pallone da sotto l’incrocio dei pali. Poco dopo giunge la terza rete romanista, siglata da Mancini dopo un’azione con Taddei. E’ il segno della resa siciliana. Inutile il successivo ingresso di Di Michele e Brienza. La Roma trova anzi il quarto gol con un pallonetto di Totti, deviato involontariamente da Biava nella propria porta. La rete sarà probabilmente attribuita al ‘numero 10’ romano, che arriverebbe così a quota undici centri in campionato. Espulso nel finale Simplicio per doppia ammonizione, anche se il brasiliano nell’occasione del secondo ‘giallo ’ manifesta la sua innocenza al connazionale Mancini, vittima dell’intervento. La Roma mantiene così inalterato il suo distacco dalla vetta e lancia un forte segnale alla concorrenza dopo la batosta rimediata nel derby, conservando anche il primato del migliore attacco (36 reti). Il Palermo esce ridimensionato dall’incontro, con la consapevolezza di poter comunque recitare un ruolo importante nel resto del campionato. Non bisogna dimenticare che i rosanero sono stati sfortunati in più d’una circostanza e hanno disputato lo scorso mercoledì una gara di Coppa Uefa da ‘dentro o fuori’. Criticato nel finale l’allenatore dal presidente Zamparini.

Pareggio tra Fiorentina e Milan nell’anticipo serale: due a due il risultato finale. Rossoneri in vantaggio con una conclusione ravvicinata del ritrovato Gilardino. I viola pareggiano su calcio di rigore concesso per un fallo di mani di Kaladze e trasformato da Mutu, che mette alle spalle di Kalac sebbene il portiere indovini l’angolo. Nella ripresa è lo stesso attaccante rumeno, al nono centro, ad illudere i toscani, prima che Gilardino raggeli il ‘Franchi’ con un colpo di testa su corner al novantesimo. La Fiorentina non riesce così a scavalcare la squadra milanese, adesso lontana ventotto lunghezze dalla capolista.

Livorno e Lazio pareggiano per uno ad uno nella gara più ‘calda ’ della giornata, caratterizzata da scontri prima dell’incontro, lancio di petardi e fumogeni e cori offensivi nello stadio. Biancocelesti in vantaggio con una conclusione di sinistro di Pandev. L’attaccante macedone dopo la rete va ad esultare sotto la curva livornese, rimediando poi una gomitata da Lucarelli: ammonito soltanto il capitano della squadra di casa nell’occasione. A questo punto diviene protagonista il portiere laziale Peruzzi, che salva su una conclusione ravvicinata dello stesso Lucarelli e su altre conclusioni pericolose. In seguito, espulso Rocchi per un intervento da dietro sulle gambe di Filippini. Il Livorno sfrutta la superiorità numerica con un colpo di testa del loro bomber Lucarelli; la squadra d’Arrigoni avrebbe poi l’opportunità di raddoppiare, ma è bravo il portiere laziale ad opporsi. L’incontro termina così uno ad uno, con entrambe le squadre che possono rimpiangere il mancato raggiungimento del quarto posto.

Siena ed Atalanta disputano un match combattuto, ottenendo un punto a testa. Ospiti avanti con un colpo di testa di Migliaccio che sorprende la retroguardia bergamasca. Ad inizio ripresa, molte occasioni per il bomber senese Frick, non sfruttate. Bravo in una circostanza Carrozzieri a deviare sulla traversa una conclusione, altrimenti destinata in rete. Dall’altra parte Defendi fallisce il raddoppio cogliendo il palo sull’uscita di Manninger. Stessa sorte anche per una conclusione di Carrozzieri. A dieci minuti dalla fine Frick realizza il gol del pareggio dopo un preciso assist dalla trequarti. Il tecnico bianconero Beretta è poi espulso dall’arbitro, alla prima direzione in A. Nel finale, palla-gol per il nerazzurro Donati, neutralizzata da Manninger. Bel pareggio tra due delle ‘rivelazioni’ di quest’anno, che rimangono nella parte medio-alta della classifica.

Torna al successo l’Udinese, che supera tre ad uno il Cagliari nell’anticipo pomeridiano. Bianconeri in vantaggio con una conclusione ravvicinata di Pinzi; il raddoppio lo mette a segno il bomber Iaquinta. Sul finire della prima frazione, espulso Muntari per un intervento da dietro ai danni di un avversario. Nella ripresa è Obodo, con un ottimo inserimento,a realizzare la terza rete, prima che nel finale Cocco assapori la gioia della prima rete in A sugli sviluppi di un corner. L’ Udinese si riporta così in zona Europa, a meno tre dall’attuale quarta. Esonerato nel Cagliari il tecnico Giampaolo, che lascia la squadra a più cinque dalla zona retrocessione. Colomba il probabile sostituto.

Il Torino vince ad Ascoli, ottenendo il quarto successo nelle ultime cinque gare. Sono i marchigiani, ancora a quota zero successi, ad impostare il gioco. I granata passano tuttavia in vantaggio con un calcio di rigore trasformato da Rosina. I bianconeri non mollano, conquistando nel finale un penalty per atterramento di Paolucci in area. Dal dischetto va Bjelanovic; Abbiati intuisce e blocca in presa bassa. Sulla ripartenza, triangolazione Rosina-Comotto-Rosina, con quest’ultimo che trafigge da distanza ravvicinata Pagliuca. I piemontesi raggiungono l’Atalanta e il Livorno a due punti di distanza dalla quarta, dopo aver conquistato tredici dei quindici punti in palio nelle ultime cinque giornate: solo l’Inter ha fatto meglio. L’Ascoli rimane invece all’ultimo posto in classifica, con solo sei pareggi all’attivo.

La Sampdoria vince al ‘ Granillo ’ contro la Reggina, riportandosi in corsa per un posto in Europa. La rete decisiva è opera di Quagliarella, che, nonostante una trattenuta, mette alle spalle di Pelizzoli con una pregevole rovesciata. I calabresi si rendono più volte pericolosi dalle parti di Berti, non riuscendo a sfruttare molte occasioni e cadendo spesso nella ‘trappola ’ del fuorigioco. Nel finale s’improvvisa portiere il centrocampista blucerchiato Delvecchio, dopo che Berti aveva subito un contatto al polso con Bianchi. Nel finale, scontri in campo, in cui sembra aver avuto la peggio Bazzani, colpito al volto, e proteste dei reggini contro la direzione arbitrale.

Pareggiano in terra emiliana Parma e Chievo, entrambe situate nella zona bassa della classifica. Veronesi in vantaggio con un calcio di rigore di Zanchetta, presto raggiunti da una conclusione del ‘solito ’ Budan. Gli emiliani passano anche a condurre con uno straordinario tiro da fuori di Dessena che s’insacca nel ‘sette ’. Poco dopo, tuttavia, i veneti trovano il pareggio con una deviazione ravvicinata di D’Anna, in sospetto fuorigioco.

Non disputata, causa impraticabilità del campo per pioggia, la gara tra Catania ed Empoli. L’arbitro ha effettuato i controlli di routine, constatando che il pallone non compieva il numero adeguato di rimbalzi. I siciliani rimangono comunque al quarto posto, pur con un incontro in meno, mentre l’Empoli conserva il proprio primato difensivo (13 reti subite).

Gabriele Farina