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E’ la giornata del 3-0. Le prime della classe
chiudono tutte con questo punteggio. L’Inter si impone sul difficile campo di
Empoli, dopo aver sofferto nel primo tempo. La Roma cede nel derby alla Lazio,
con i biancocelesti che balzano al quinto posto in classifica. Torna a brillare
il Palermo, che nella serata del ‘Barbera ’ supera un Livorno mai in partita. Il
Catania supera l’Udinese, portandosi al quarto posto in solitario. Spettacolo a
Bergamo, dove l’Atalanta s’impone per tre a due contro un Messina in crisi di
risultato. La Fiorentina passa a Verona, superando in classifica il Chievo.
Successo anche per la Reggina, che si avvicina alla zona salvezza in attesa
dell’arbitrato. Pari con poche emozioni e senza reti a Cagliari, Genova e
Milano. Il Milan è ora distante quasi nove successi dalla vetta.
L’Inter
passa ad Empoli, giungendo all’ottavo successo di fila in campionato. I
nerazzurri appaiono aggressivi sin dall’inizio, impegnando più volte il portiere
avversario Balli. Bisogna tuttavia aspettare il secondo tempo perché la squadra
di Mancini trovi il vantaggio: punizione del neo-entrato Recoba per la testa di
Ibrahimovic. La passa colpisce la traversa e sulla respinta è lesto Crespo ad
insaccare: zero ad uno. I toscani si rendono quindi pericolosi con capitan
Vannucchi, che prima sfiora la traversa con un calcio di punizione, poi tira a
lato dopo una bella azione personale. I milanesi trovano però il raddoppio con
Ibrahimovic, che sfrutta un tocco errato dello stesso Vannucchi per battere con
una gran conclusione a giro l’estremo difensore. A questo punto l’Inter rischia
di dilagare in contropiede prima di trovare la terza rete con un’azione ‘made in
Argentina ’. Cross dalla destra di Burdisso, Samuel trova bene lo spazio e
colpisce di testa, mettendo alle spalle di Balli. Il risultato quindi non cambia
più. Continua il momento d’oro per i nerazzurri, ad un passo dal record
societario di vittorie. Seconda sconfitta consecutiva per la formazione di Cagni,
che perde anche il primato solitario di miglior difesa del campionato, diviso
ora con la Lazio.
Bel derby
serale tra Lazio e Roma, terminato con la vittoria dei
biancocelesti. Prima dell’inizio, un minuto di raccoglimento in memoria di
Alberto D’Aguanno, giornalista tv nato nella capitale e da poco scomparso. La
prima occasione dell’incontro la crea Totti, che cerca di sorprendere Peruzzi
con un tiro improvviso dalla lunga distanza, bloccato dal portiere laziale.
Dall’altra parte Cribari esalta con un colpo di testa i riflessi di Doni. Il
quale resta però immobile su uno straordinario tiro da fuori di Ledesma, che da
fermo riesce ad effettuare una conclusione ad effetto che s’insacca
nell’angolino alto. Uno a zero. La Roma prova a reagire, anche nella ripresa. E’
tuttavia la Lazio a trovare di nuovo la rete: Pandev lanciato a rete è fermato
da Doni, mentre la sfera continua la sua corsa ed è allontanata da Panucci prima
che varchi la linea di porta. L’ arbitro si consulta con l’assistente e decreta
la massima punizione, trasformata dal capitano laziale Oddo. Due a zero.
Dall’altra parte capitan Totti è l’ultimo ad alzare bandiera bianca, lottando su
ogni pallone sino alla fine. Anche dopo che la squadra di Delio Rossi trova la
terza rete con Mutarelli, che depone in rete con una sforbiciata dopo che Mauri
con un pallonetto ha colpito l’incrocio dei pali. La Lazio interrompe la lunga
striscia di successi giallorossa, che durava da sei incontri. La Roma conserva
il secondo posto, ma deve ora guardarsi dal Palermo, lontano solo un punto.
Torna a
vincere il Palermo, che sconfigge tre a zero il Livorno. Al
‘Barbera ’ i padroni di casa passano in vantaggio dopo appena due minuti con
Simplicio, che supera Amelia da distanza ravvicinata su assist di Di Michele. I
rosanero dominano l’incontro e trovano il raddoppio con un poderoso colpo di
testa di Amauri su cross di Bresciano. Gli ospiti si fanno vedere in attacco con
un paio di conclusioni di Lucarelli su cui è attento Fontana. Per il resto è
‘marea rosa ’: Di Michele costruisce una bella azione con Bresciano, uno-due e
palla sulla traversa. Amauri cerca la rete con una rovesciata, parata dal
portiere toscano. Nel finale c’è spazio per la doppietta di Simplicio, ancora
una volta da pochi passi da Amelia. La squadra di Guidolin si mette così alle
spalle un momento sfavorevole, ritrovando gioco brillante e successo; grande
attenzione ora rivolta per il prossimo match contro la Roma nel posticipo
dell’Olimpico.
Il Catania
supera in casa l’Udinese, consolidando l’inatteso quarto posto.
All’inizio sono i friulani a rendersi pericolosi, in particolar modo con
l’attaccante azzurro Iaquinta, che mette più volte alla prova i riflessi di
Pantanelli. Buona la prova del numero uno rossazzurro. Dall’altra parte Paoletti,
chiamato a sostituire De Sanctis, si oppone alle sortite dei siciliani. Nella
ripresa arriva il gol-vittoria: traversone di Caserta e Spinesi supera il
portiere ospite con un colpo di testa: ottavo centro stagionale per
l’attaccante. Nel finale è bravo Pantanelli a salvare il risultato,
intercettando con un balzo una conclusione aerea di Obodo. La squadra siciliana,
pur neopromossa, rimane così a sorpresa nella parte alta della classifica; altro
stop per la formazione di Galeone, che non si sblocca dal centro della
classifica.
Spettacolo a
Bergamo, dove l’Atalanta supera il Messina per tre a due. I
padroni di casa passano in vantaggio nel corso del primo tempo con una
conclusione di Bombardini. Nella ripresa Ferriera Pinto supera Storari con una
potente conclusione: due a zero e primo centro in A per il centrocampista. La
terza rete la mette a segno Doni con un’acrobatica rovesciata dopo un controllo
di petto, anche se c’è un sospetto di offside durante l’azione. I siciliani
hanno quindi una reazione d’orgoglio ed accorciano le distanze con una punizione
di Cordova. I giallorossi riescono a riportarsi ad una rete di distanza con un
colpo di testa di Di Napoli, lasciato libero nell’occasione, su assist dello
stesso Cordova. I bergamaschi agganciano così il Livorno al quinto posto;
continua invece il difficile momento per la formazione di Giordano.
Pareggio a
reti inviolate tra Milan e Torino. A ‘S.Siro’ i padroni di casa
tentano di riscattarsi dalla sconfitta contro il Lille e da una stagione sin qui
altalenante, senza esito. I rossoneri, costretti a rinunciare a molti titolari,
tra cui Kakà, si dispongono in campo con tre punte (Oliveira- Gilardino-
Borriello) e cercano subito di spingere sull’acceleratore. Borriello tira alto
dal limite dell’area, Gilardino e Oliveira impegnano l’ex Abbiati. Nel frattempo
i granata di Zaccheroni (altro ex) non si affacciano mai nel primo tempo dalle
parti di Kalac. La musica cambia nella ripresa: è sempre il Milan ad impostare
il gioco, ma il Toro può sfruttare molti spazi in contropiede, in particolare
con l’inarrestabile Rosina. Proprio dai piedi di quest’ultimo nasce un bel
invito per Comotto, che al volo tira di poco fuori. Episodio dubbio in area
milanista: Brocchi dà il pallone al portiere, che lo prende di mano. Stando al
regolamento sarebbe punizione in due a pochi metri dalla linea di porta.
Dall’altra parte i lombardi possono godere della concessione di un penalty, per
un fallo, apparso veniale, di Cioffi su Gilardino. Dal dischetto lo stesso
attaccante azzurro calcia sul palo alla sua destra, prima di tirare fuori dopo
la respinta: nel secondo caso la rete non sarebbe comunque stata convalidata.
Nel finale i piemontesi sfiorano il ‘colpaccio’ con Muzzi, che nella stessa
azione colpisce la traversa con un colpo di testa ed il palo in rovesciata. Buon
pari per il Torino, che rimane a metà classifica, a poche distanze dalla quinta.
Delude il Milan, lontano ventisei lunghezze dalla vetta.
La
Fiorentina vince in casa del Chievo, superandolo in classifica.
Toscani a lutto per la scomparsa di Rosetta, capitano nell’anno del primo
scudetto. I gialloblù si rendono pericolosi con un colpo di testa di Semioli
finito fuori; i viola rispondono con un tiro di Donadel finito in rete:
l’arbitro tuttavia annulla perché al momento della conclusione Gamberini, in
offside, ostruisce la visuale del portiere Sicignano. Dubbio poi per un
fuorigioco fischiato a Toni, presentatosi solo davanti l’estremo difensore.
Regolare, invece, la posizione di partenza di Mutu al momento dell’assist di
Montolivo; l’attaccante insacca poi senza gran difficoltà. I veronesi tentano di
trovare il pareggio con Semioli, che tira a lato da posizione defilata. Continua
il buon momento della squadra di Prandelli, che raggiunge la zona salvezza. Esce
sconfitta la formazione di Del Neri, reduce da due successi consecutivi, gli
unici in campionato.
Nell’anticipo
pomeridiano vince la Reggina, che supera due ad uno l’Ascoli
portandosi ad una lunghezza dai marchigiani. Calabresi in vantaggio con un colpo
di testa di Alessandro Lucarelli su assist di Leon. Il raddoppio è siglato
dall’ex attaccante della Juventus Amoruso su passaggio di Bianchi. Nel finale i
bianconeri accorciano le distanze con Pecorari, ma il punteggio non cambierà
più. Ancora a secco di vittorie i marchigiani. Gli amaranto fanno un balzo in
avanti, portandosi a cinque lunghezze dalla quartultima; i calabresi sarebbero
quinti senza penalizzazione.
Pari a reti
inviolate tra Cagliari e Parma. Al ‘S. Elia’ poche occasioni da
ambo le parti, con i rossoblù pericolosi con Suazo e i crociati che possono
recriminare per l’annullamento di una rete: punizione deviata da Couto, forse in
offiside; sul pallone si avventa Budan che insacca, probabilmente con un
braccio. Secondo pari di fila per entrambe le squadre. Attimi di paura per la
squadra emiliana prima dell’arrivo in Sardegna; al mommento della partenza
dell’aereo, un fulmine ha colpito il velivolo, per fortuna senza conseguenze per
i passeggeri.
Non vanno
oltre lo zero a zero Sampdoria e Siena; gara caratterizzata da
numerosi cartellini e povera d’emozioni. Annullata una rete ai padroni di casa
per un contatto in area tra Quagliarella e Rinaudo, scontratosi poi con
Manninger; il gioco in realtà era già fermo prima che Flachi depositasse in rete
Gabriele Farina |