Il Commento alla 15ª giornata di Gabriele Farina

 

I nerazzurri vincono ad Empoli, derby amaro per i giallorossi
L’Inter dilaga, la Roma crolla. Riecco il Palermo
Bella prova dei rosanero

Milan ancora a secco, Catania quarto
 

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E’ la giornata del 3-0. Le prime della classe chiudono tutte con questo punteggio. L’Inter si impone sul difficile campo di Empoli, dopo aver sofferto nel primo tempo. La Roma cede nel derby alla Lazio, con i biancocelesti che balzano al quinto posto in classifica. Torna a brillare il Palermo, che nella serata del ‘Barbera ’ supera un Livorno mai in partita. Il Catania supera l’Udinese, portandosi al quarto posto in solitario. Spettacolo a Bergamo, dove l’Atalanta s’impone per tre a due contro un Messina in crisi di risultato. La Fiorentina passa a Verona, superando in classifica il Chievo. Successo anche per la Reggina, che si avvicina alla zona salvezza in attesa dell’arbitrato. Pari con poche emozioni e senza reti a Cagliari, Genova e Milano. Il Milan è ora distante quasi nove successi dalla vetta.

L’Inter passa ad Empoli, giungendo all’ottavo successo di fila in campionato. I nerazzurri appaiono aggressivi sin dall’inizio, impegnando più volte il portiere avversario Balli. Bisogna tuttavia aspettare il secondo tempo perché la squadra di Mancini trovi il vantaggio: punizione del neo-entrato Recoba per la testa di Ibrahimovic. La passa colpisce la traversa e sulla respinta è lesto Crespo ad insaccare: zero ad uno. I toscani si rendono quindi pericolosi con capitan Vannucchi, che prima sfiora la traversa con un calcio di punizione, poi tira a lato dopo una bella azione personale. I milanesi trovano però il raddoppio con Ibrahimovic, che sfrutta un tocco errato dello stesso Vannucchi per battere con una gran conclusione a giro l’estremo difensore. A questo punto l’Inter rischia di dilagare in contropiede prima di trovare la terza rete con un’azione ‘made in Argentina ’. Cross dalla destra di Burdisso, Samuel trova bene lo spazio e colpisce di testa, mettendo alle spalle di Balli. Il risultato quindi non cambia più. Continua il momento d’oro per i nerazzurri, ad un passo dal record societario di vittorie. Seconda sconfitta consecutiva per la formazione di Cagni, che perde anche il primato solitario di miglior difesa del campionato, diviso ora con la Lazio.

Bel derby serale tra Lazio e Roma, terminato con la vittoria dei biancocelesti. Prima dell’inizio, un minuto di raccoglimento in memoria di Alberto D’Aguanno, giornalista tv nato nella capitale e da poco scomparso. La prima occasione dell’incontro la crea Totti, che cerca di sorprendere Peruzzi con un tiro improvviso dalla lunga distanza, bloccato dal portiere laziale. Dall’altra parte Cribari esalta con un colpo di testa i riflessi di Doni. Il quale resta però immobile su uno straordinario tiro da fuori di Ledesma, che da fermo riesce ad effettuare una conclusione ad effetto che s’insacca nell’angolino alto. Uno a zero. La Roma prova a reagire, anche nella ripresa. E’ tuttavia la Lazio a trovare di nuovo la rete: Pandev lanciato a rete è fermato da Doni, mentre la sfera continua la sua corsa ed è allontanata da Panucci prima che varchi la linea di porta. L’ arbitro si consulta con l’assistente e decreta la massima punizione, trasformata dal capitano laziale Oddo. Due a zero. Dall’altra parte capitan Totti è l’ultimo ad alzare bandiera bianca, lottando su ogni pallone sino alla fine. Anche dopo che la squadra di Delio Rossi trova la terza rete con Mutarelli, che depone in rete con una sforbiciata dopo che Mauri con un pallonetto ha colpito l’incrocio dei pali. La Lazio interrompe la lunga striscia di successi giallorossa, che durava da sei incontri. La Roma conserva il secondo posto, ma deve ora guardarsi dal Palermo, lontano solo un punto.

Torna a vincere il Palermo, che sconfigge tre a zero il Livorno. Al ‘Barbera ’ i padroni di casa passano in vantaggio dopo appena due minuti con Simplicio, che supera Amelia da distanza ravvicinata su assist di Di Michele. I rosanero dominano l’incontro e trovano il raddoppio con un poderoso colpo di testa di Amauri su cross di Bresciano. Gli ospiti si fanno vedere in attacco con un paio di conclusioni di Lucarelli su cui è attento Fontana. Per il resto è ‘marea rosa ’: Di Michele costruisce una bella azione con Bresciano, uno-due e palla sulla traversa. Amauri cerca la rete con una rovesciata, parata dal portiere toscano. Nel finale c’è spazio per la doppietta di Simplicio, ancora una volta da pochi passi da Amelia. La squadra di Guidolin si mette così alle spalle un momento sfavorevole, ritrovando gioco brillante e successo; grande attenzione ora rivolta per il prossimo match contro la Roma nel posticipo dell’Olimpico.

Il Catania supera in casa l’Udinese, consolidando l’inatteso quarto posto. All’inizio sono i friulani a rendersi pericolosi, in particolar modo con l’attaccante azzurro Iaquinta, che mette più volte alla prova i riflessi di Pantanelli. Buona la prova del numero uno rossazzurro. Dall’altra parte Paoletti, chiamato a sostituire De Sanctis, si oppone alle sortite dei siciliani. Nella ripresa arriva il gol-vittoria: traversone di Caserta e Spinesi supera il portiere ospite con un colpo di testa: ottavo centro stagionale per l’attaccante. Nel finale è bravo Pantanelli a salvare il risultato, intercettando con un balzo una conclusione aerea di Obodo. La squadra siciliana, pur neopromossa, rimane così a sorpresa nella parte alta della classifica; altro stop per la formazione di Galeone, che non si sblocca dal centro della classifica.

Spettacolo a Bergamo, dove l’Atalanta supera il Messina per tre a due. I padroni di casa passano in vantaggio nel corso del primo tempo con una conclusione di Bombardini. Nella ripresa Ferriera Pinto supera Storari con una potente conclusione: due a zero e primo centro in A per il centrocampista. La terza rete la mette a segno Doni con un’acrobatica rovesciata dopo un controllo di petto, anche se c’è un sospetto di offside durante l’azione. I siciliani hanno quindi una reazione d’orgoglio ed accorciano le distanze con una punizione di Cordova. I giallorossi riescono a riportarsi ad una rete di distanza con un colpo di testa di Di Napoli, lasciato libero nell’occasione, su assist dello stesso Cordova. I bergamaschi agganciano così il Livorno al quinto posto; continua invece il difficile momento per la formazione di Giordano.

Pareggio a reti inviolate tra Milan e Torino. A ‘S.Siro’ i padroni di casa tentano di riscattarsi dalla sconfitta contro il Lille e da una stagione sin qui altalenante, senza esito. I rossoneri, costretti a rinunciare a molti titolari, tra cui Kakà, si dispongono in campo con tre punte (Oliveira- Gilardino- Borriello) e cercano subito di spingere sull’acceleratore. Borriello tira alto dal limite dell’area, Gilardino e Oliveira impegnano l’ex Abbiati. Nel frattempo i granata di Zaccheroni (altro ex) non si affacciano mai nel primo tempo dalle parti di Kalac. La musica cambia nella ripresa: è sempre il Milan ad impostare il gioco, ma il Toro può sfruttare molti spazi in contropiede, in particolare con l’inarrestabile Rosina. Proprio dai piedi di quest’ultimo nasce un bel invito per Comotto, che al volo tira di poco fuori. Episodio dubbio in area milanista: Brocchi dà il pallone al portiere, che lo prende di mano. Stando al regolamento sarebbe punizione in due a pochi metri dalla linea di porta. Dall’altra parte i lombardi possono godere della concessione di un penalty, per un fallo, apparso veniale, di Cioffi su Gilardino. Dal dischetto lo stesso attaccante azzurro calcia sul palo alla sua destra, prima di tirare fuori dopo la respinta: nel secondo caso la rete non sarebbe comunque stata convalidata. Nel finale i piemontesi sfiorano il ‘colpaccio’ con Muzzi, che nella stessa azione colpisce la traversa con un colpo di testa ed il palo in rovesciata. Buon pari per il Torino, che rimane a metà classifica, a poche distanze dalla quinta. Delude il Milan, lontano ventisei lunghezze dalla vetta.

La Fiorentina vince in casa del Chievo, superandolo in classifica. Toscani a lutto per la scomparsa di Rosetta, capitano nell’anno del primo scudetto. I gialloblù si rendono pericolosi con un colpo di testa di Semioli finito fuori; i viola rispondono con un tiro di Donadel finito in rete: l’arbitro tuttavia annulla perché al momento della conclusione Gamberini, in offside, ostruisce la visuale del portiere Sicignano. Dubbio poi per un fuorigioco fischiato a Toni, presentatosi solo davanti l’estremo difensore. Regolare, invece, la posizione di partenza di Mutu al momento dell’assist di Montolivo; l’attaccante insacca poi senza gran difficoltà. I veronesi tentano di trovare il pareggio con Semioli, che tira a lato da posizione defilata. Continua il buon momento della squadra di Prandelli, che raggiunge la zona salvezza. Esce sconfitta la formazione di Del Neri, reduce da due successi consecutivi, gli unici in campionato.

Nell’anticipo pomeridiano vince la Reggina, che supera due ad uno l’Ascoli portandosi ad una lunghezza dai marchigiani. Calabresi in vantaggio con un colpo di testa di Alessandro Lucarelli su assist di Leon. Il raddoppio è siglato dall’ex attaccante della Juventus Amoruso su passaggio di Bianchi. Nel finale i bianconeri accorciano le distanze con Pecorari, ma il punteggio non cambierà più. Ancora a secco di vittorie i marchigiani. Gli amaranto fanno un balzo in avanti, portandosi a cinque lunghezze dalla quartultima; i calabresi sarebbero quinti senza penalizzazione.

Pari a reti inviolate tra Cagliari e Parma. Al ‘S. Elia’ poche occasioni da ambo le parti, con i rossoblù pericolosi con Suazo e i crociati che possono recriminare per l’annullamento di una rete: punizione deviata da Couto, forse in offiside; sul pallone si avventa Budan che insacca, probabilmente con un braccio. Secondo pari di fila per entrambe le squadre. Attimi di paura per la squadra emiliana prima dell’arrivo in Sardegna; al mommento della partenza dell’aereo, un fulmine ha colpito il velivolo, per fortuna senza conseguenze per i passeggeri.

Non vanno oltre lo zero a zero Sampdoria e Siena; gara caratterizzata da numerosi cartellini e povera d’emozioni. Annullata una rete ai padroni di casa per un contatto in area tra Quagliarella e Rinaudo, scontratosi poi con Manninger; il gioco in realtà era già fermo prima che Flachi depositasse in rete

Gabriele Farina