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L’Inter vince senza brillare, proiettandosi da
sola in vetta alla classifica. Il Palermo, in dieci per un tempo, viene invece
sconfitto a Cagliari da un gol al novantesimo. Tiene il passo dei nerazzurri la
Roma, che supera con un devastante 7-0 il Catania.
A ‘S.Siro’ l’Inter
sconfigge con il minimo scarto la Reggina. La rete decisiva la firma
Crespo, su assist aereo di Vieira, con un potente destro. La squadra di Mancini
ha poi il demerito di non chiudere l’incontro, offrendo numerose occasioni agli
amaranto. Bianchi con un colpo di testa coglie il palo a Julio Cesar battuto,
Missiroli si rende spesso insidioso nell’area avversaria. Strepitoso nella
ripresa il portiere nerazzurro su una violenta conclusione di Missiroli (?),
intercettata con la mano di richiamo. I calabresi continuano ad attaccare, senza
esito. Gli ospiti possono anche recriminare per un annullamento di una rete di
Bianchi, apparso in fuorigioco. Espulso Mazzarri per proteste dopo un dubbio
fallo a centrocampo. Ritorna in campo Adriano, che nel finale prende il posto
dell’infortunato Cruz. Vince, comunque, la squadra milanese, che domenica si
presenterà a Palermo da capolista solitaria, dopo gli incontri in Europa delle
due formazioni. Nona vittoria per i nerazzurri (ancora imbattuti in campionato),
tante quante ne hanno ottenute i rosanero. La Reggina può uscire a testa alta,
dimostrando di possedere grinta e buon gioco.
Perde il
Palermo, sconfitto uno a zero a Cagliari nell’’anticipo serale.
Pesanti assenze negli ospiti, costretti a fare anche di capitan Corini; nei
sardi rientra invece Suazo, seppur non al meglio della condizione. E’ proprio
l’attaccante honduregno a rendersi pericoloso con un tiro al volo, respinto da
Fontana. Dall’altra parte i rosanero non incidono, affidandosi a volte a
conclusioni da fuori. Ghiotta occasione per Tedesco, che non controlla dinnanzi
a Chimenti. Sul finire del primo tempo i siciliani perdono palla su un’azione di
calcio d’angolo: Suazo va in progressione, evita alcuni avversari prima di
entrare in contatto con Simplicio: per l’arbitro è espulsione, anche se resta il
sospetto che l’attaccante abbia cercato il contatto e che si sia allungato
troppo la sfera, giunta ai piedi di Fontana. Nella ripresa la squadra di
Guidolin si copre: fuori Brienza, che sostituiva Di Michele, dentro Bovo, al suo
esordio con i rosanero in campionato. Il Cagliari sembra non riuscire a
sfruttare il vantaggio numerico, rendendosi pericolosa solo con un tiro di
Esposito su cui è attento il portiere ospite. Il Palermo è anzi insidioso con
Amauri. Mentre sembra che la gara sia avviata sui binari del pareggio giunge la
beffa: Suazo si avvita in rovesciata, la difesa respinge e sul rimpallo si
scaglia l’ex Pepe, che supera Fontana. Uno a zero Cagliari. Il risultato non
cambia più, sebbene il tecnico veneto inserisca anche Caracciolo per cercare in
extremis il pareggio. Terza sconfitta in campionato per il Palermo, sinora mai
vittorioso nel capoluogo sardo. I rosanero dovranno poi probabilmente rinunciare
a Simplicio per la sfida contro l’Inter. Continua invece il buon momento per i
rossoblù, che non perdono dalla seconda giornata, avendo poi ottenuto due
vittorie ed otto pareggi.
La Roma
asfalta un Catania aggressivo, ma disattento in difesa. Bello il gesto
del tecnico giallorosso Spalletti, che stringe la mano agli avversari sconfitti.
I padroni di casa passano in vantaggio con un colpo di testa di Panucci che
scatena le proteste dei rossazzurri: appare evidente il fallo del terzino su
Stovini, che non riesce ad intervenire sulla sfera. E’ poi la volta di Mancini,
che dribbla un avversario prima di mettere alle spalle di Pantanelli. Si scatena
poi Perrotta, autore di una doppietta: in una prima occasione evita un
avversario, salta il portiere, elude il ‘ritorno ’ di due avversari ed insacca.
In seguito sfrutta un assist di Taddei con un tiro che inganna l’estremo
difensore ospite. I siciliani, in dieci dopo circa cinque minuti dall’avvio
(espulso Mascara per una gomitata), si rendono pericolosi dalle parti di Doni
con una botta di Corona, parata agilmente dal portiere brasiliano, e con una
punizione di Vargas, che termina sulla traversa. Nella ripresa la musica non
cambia: il quinto gol lo mette a segno sottomisura di nuovo Panucci, prima che
vi sia gloria anche per Montella, che in un’azione di ripartenza realizza di
sinistro. Il gol conclusivo lo mette a segno capitan Totti. La Roma conferma il
proprio valore e la propria spettacolarità, ottenendo anche il primato delle gol
realizzate (diviso con il Palermo). Non può essere contento il Catania, che
conclude l’incontro in nove dopo l’espulsione per Baiocco.
Successo
esterno della Lazio, che supera nettamente il Messina in
trasferta. Ospiti in vantaggio con una punizione dal limite di Mauri, deviata
dalla barriera. La Lazio sembra controllare il gioco, tuttavia i siciliani
trovano il pari. Dopo un gol giustamente annullato a Riganò per offside, Di
Napoli subisce un veniale contatto in area da Stendardo. Per l’arbitro è rigore,
trasformato dal capocannoniere Riganò, al nono centro stagionale. I
biancocelesti non demordono e ritornano a condurre con Pandev, che supera il
portiere in uscita dopo un errore difensivo. Il terzo gol lo mette a segno Mauri,
che tira due volte da distanza ravvicinata, trovando prima il portiere, poi la
rete. L’ultima rete la sigla Makinwa. Buon momento per i laziali, al secondo
successo di fila. Prestazione da rivedere per i siciliani.
Il Milan
pareggia zero a zero ad Empoli. Nell’anticipo pomeridiano, gli ospiti
vanno vicini al vantaggio con un tiro di Gilardino, deviato sulla traversa, e
con un rasoterra di Oliveira, che colpisce il palo. Tra i toscani si rende
pericoloso Buscè, che costringe in corner Dida. Poco da segnalare, a parte una
conclusione centrale di Kakà, respinta da Balli. Continua la striscia positiva
per l’Empoli, imbattuto nelle ultime sei giornate. Il Milan ottiene un punto
dopo tre sconfitte consecutive, rimanendo a meno quattro dalla zona
retrocessione. I rossoneri proseguono così la loro crisi di risultato e
l’astinenza da vittorie, che dura da quattro turni.
Pari per due a
due tra Chievo ed Atalanta, con i gialloblù ancora a secco di
successi. I clivensi passano a condurre con una punizione di Zanchetta su cui
non riesce ad intervenire Calderoni. I padroni di casa raddoppiano con
Pellissier, smarcato da un passaggio dello stesso Zanchetta, deviato da un
giocatore bergamasco. Sembra fatta, ma l’Atalanta dimostra d’avere carattere e
si riversa in avanti. I nerazzurri accorciano le distanze con Zampagna, lasciato
solo in area, prima che Loria inventi una rovesciata che s’insacca sotto
l’incrocio dei pali, lasciando di stucco Sicignano e i tifosi veronesi. Terzo
centro stagionale per il difensore. Nel finale un contropiede degli ospiti è
fermato da un intervento di un giocatore gialloblù, che entra in scivolata, ma
tocca il pallone con il braccio teso. Protestano i giocatori ed il tecnico
ospite, ma per l’arbitro non è rigore. L’Atalanta si dimostra ancora una volta
squadra tonica, capace spesso di difficili rimonte. Bene il Chievo nel primo
tempo, un po’ meno nella ripresa, dove ha lasciato troppo campo agli ospiti.
Pareggio per
uno ad uno tra Ascoli e Fiorentina. I bianconeri possono
protestare per un intervento di Frey, che interviene di mano su un passaggio
all’indietro di un difensore divenuto un pericoloso pallonetto: sarebbe stata
punizione a due nell’area piccola. I viola passano in vantaggio allo scadere del
primo tempo: su azione di corner si scontrano Pagliuca e un difensore ascolano,
facile per Toni insaccare di testa. Nella ripresa il match rimane equilibrato. I
marchigiani riescono a trovare il pari con una deviazione di Bjelanovic sugli
sviluppi di un calcio di punizione. Ci penserà poi l’estremo difensore ascolano
a mantenere il risultato in parità con due agili interventi su altrettante
conclusioni di Mutu, autore prima di un tiro-cross, poi di un colpo di testa.
Polemiche per una gomitata di Nastase a Mutu; nell’episodio l’arbitro non ha
preso provvedimenti disciplinari. Esordisce con un punto il neo tecnico
dell’Ascoli Sonetti, che può essere soddisfatto anche se la sua squadra non ha
ancora conquistato vittorie in campionato. Passo indietro invece per i toscani,
reduci dalla vittoria ottenuta in extremis contro l’Atalanta.
Il Livorno
supera per tre a zero il Parma in casa. Apre le marcature Pfertzel, ben
servito all’interno dell’area emiliana. Il raddoppio è frutto di una sfortunata
deviazione di Ferronetti nella propria porta su cross di Bakayoko. Il gol
sarebbe da annullare, in quanto l’attaccante livornese è oltre la linea dei
difensori nel momento in cui riceve la palla. Il sigillo finale è posto da un
imperioso colpo di testa di Lucarelli su assist dalla linea di fondo di
Filippini. Nel Parma espulso Budan, che protesta con il direttore di gara dopo
essere stato ammonito, rimediando il ‘rosso’. Seconda sconfitta di fila per i
ducali, che non giocano bene così come contro l’Inter. Si rialza invece la
formazione toscana dopo lo stop di Catania.
Torna al
successo l’Udinese, che sconfigge per tre a zero il Siena. I
friulani vanno a segno con un colpo di testa di Asamoah, che sfrutta un preciso
passaggio di Iaquinta. L’attaccante azzurro si procura poi un calcio di rigore
per un dubbio contatto con Manninger: il portiere devia sicuramente il pallone,
forse entra in contatto con la punta. Nella ripresa la punta segna anche la
terza rete, seconda personale, con un tocco morbido di sinistro dopo un’azione
personale. Per il Siena si tratta del secondo stop di fila, mentre l’Udinese
vince dopo aver perso tre gare senza neppure aver realizzato una rete.
Vince il
Torino, che s’impone uno a zero nel posticipo contro la Sampdoria.
Granata subito pericolosi con un Rosina sugli scudi, autore di una punizione
deviata e di un a conclusione da fuori. Annullato poi una rete ai blucerchiati
per una carica ad Abbiati. La partita è condotta tuttavia dai torinesi, che
trovano il vantaggio con un penalty concesso per fallo di Sala e trasformato da
Rosina, che supera Berti. Il portiere è protagonista durante l’incontro di
diversi interventi, ed è attento quando Abbruscato scaglia una conclusione da
molto lontano, forse un cross, che rischia di ingannarlo. Negli ospiti il più
pericoloso è il ‘solito’ Quagliarella, che non riesce però ad incidere. Secondo
successo in campionato per il Toro, entrambi ottenuti con il minimo scarto;
quarta sconfitta esterna consecutiva per i liguri, che adesso si trovano a due
lunghezze dalla squadra di Zaccheroni.
Gabriele Farina |