Il Commento alla 12ª giornata di Gabriele Farina

 

Cade nei minuti finali il Palermo. Dilaga la Roma
Vittoria Inter, ma che sofferenza!
Ennesima rimonta Atalanta.

Bene Lazio ed Udinese, delude il Milan

torna ai risultati

L’Inter vince senza brillare, proiettandosi da sola in vetta alla classifica. Il Palermo, in dieci per un tempo, viene invece sconfitto a Cagliari da un gol al novantesimo. Tiene il passo dei nerazzurri la Roma, che supera con un devastante 7-0 il Catania.

A ‘S.Siro’ l’Inter sconfigge con il minimo scarto la Reggina. La rete decisiva la firma Crespo, su assist aereo di Vieira, con un potente destro. La squadra di Mancini ha poi il demerito di non chiudere l’incontro, offrendo numerose occasioni agli amaranto. Bianchi con un colpo di testa coglie il palo a Julio Cesar battuto, Missiroli si rende spesso insidioso nell’area avversaria. Strepitoso nella ripresa il portiere nerazzurro su una violenta conclusione di Missiroli (?), intercettata con la mano di richiamo. I calabresi continuano ad attaccare, senza esito. Gli ospiti possono anche recriminare per un annullamento di una rete di Bianchi, apparso in fuorigioco. Espulso Mazzarri per proteste dopo un dubbio fallo a centrocampo. Ritorna in campo Adriano, che nel finale prende il posto dell’infortunato Cruz. Vince, comunque, la squadra milanese, che domenica si presenterà a Palermo da capolista solitaria, dopo gli incontri in Europa delle due formazioni. Nona vittoria per i nerazzurri (ancora imbattuti in campionato), tante quante ne hanno ottenute i rosanero. La Reggina può uscire a testa alta, dimostrando di possedere grinta e buon gioco.

Perde il Palermo, sconfitto uno a zero a Cagliari nell’’anticipo serale. Pesanti assenze negli ospiti, costretti a fare anche di capitan Corini; nei sardi rientra invece Suazo, seppur non al meglio della condizione. E’ proprio l’attaccante honduregno a rendersi pericoloso con un tiro al volo, respinto da Fontana. Dall’altra parte i rosanero non incidono, affidandosi a volte a conclusioni da fuori. Ghiotta occasione per Tedesco, che non controlla dinnanzi a Chimenti. Sul finire del primo tempo i siciliani perdono palla su un’azione di calcio d’angolo: Suazo va in progressione, evita alcuni avversari prima di entrare in contatto con Simplicio: per l’arbitro è espulsione, anche se resta il sospetto che l’attaccante abbia cercato il contatto e che si sia allungato troppo la sfera, giunta ai piedi di Fontana. Nella ripresa la squadra di Guidolin si copre: fuori Brienza, che sostituiva Di Michele, dentro Bovo, al suo esordio con i rosanero in campionato. Il Cagliari sembra non riuscire a sfruttare il vantaggio numerico, rendendosi pericolosa solo con un tiro di Esposito su cui è attento il portiere ospite. Il Palermo è anzi insidioso con Amauri. Mentre sembra che la gara sia avviata sui binari del pareggio giunge la beffa: Suazo si avvita in rovesciata, la difesa respinge e sul rimpallo si scaglia l’ex Pepe, che supera Fontana. Uno a zero Cagliari. Il risultato non cambia più, sebbene il tecnico veneto inserisca anche Caracciolo per cercare in extremis il pareggio. Terza sconfitta in campionato per il Palermo, sinora mai vittorioso nel capoluogo sardo. I rosanero dovranno poi probabilmente rinunciare a Simplicio per la sfida contro l’Inter. Continua invece il buon momento per i rossoblù, che non perdono dalla seconda giornata, avendo poi ottenuto due vittorie ed otto pareggi.

La Roma asfalta un Catania aggressivo, ma disattento in difesa. Bello il gesto del tecnico giallorosso Spalletti, che stringe la mano agli avversari sconfitti. I padroni di casa passano in vantaggio con un colpo di testa di Panucci che scatena le proteste dei rossazzurri: appare evidente il fallo del terzino su Stovini, che non riesce ad intervenire sulla sfera. E’ poi la volta di Mancini, che dribbla un avversario prima di mettere alle spalle di Pantanelli. Si scatena poi Perrotta, autore di una doppietta: in una prima occasione evita un avversario, salta il portiere, elude il ‘ritorno ’ di due avversari ed insacca. In seguito sfrutta un assist di Taddei con un tiro che inganna l’estremo difensore ospite. I siciliani, in dieci dopo circa cinque minuti dall’avvio (espulso Mascara per una gomitata), si rendono pericolosi dalle parti di Doni con una botta di Corona, parata agilmente dal portiere brasiliano, e con una punizione di Vargas, che termina sulla traversa. Nella ripresa la musica non cambia: il quinto gol lo mette a segno sottomisura di nuovo Panucci, prima che vi sia gloria anche per Montella, che in un’azione di ripartenza realizza di sinistro. Il gol conclusivo lo mette a segno capitan Totti. La Roma conferma il proprio valore e la propria spettacolarità, ottenendo anche il primato delle gol realizzate (diviso con il Palermo). Non può essere contento il Catania, che conclude l’incontro in nove dopo l’espulsione per Baiocco.

Successo esterno della Lazio, che supera nettamente il Messina in trasferta. Ospiti in vantaggio con una punizione dal limite di Mauri, deviata dalla barriera. La Lazio sembra controllare il gioco, tuttavia i siciliani trovano il pari. Dopo un gol giustamente annullato a Riganò per offside, Di Napoli subisce un veniale contatto in area da Stendardo. Per l’arbitro è rigore, trasformato dal capocannoniere Riganò, al nono centro stagionale. I biancocelesti non demordono e ritornano a condurre con Pandev, che supera il portiere in uscita dopo un errore difensivo. Il terzo gol lo mette a segno Mauri, che tira due volte da distanza ravvicinata, trovando prima il portiere, poi la rete. L’ultima rete la sigla Makinwa. Buon momento per i laziali, al secondo successo di fila. Prestazione da rivedere per i siciliani.

Il Milan pareggia zero a zero ad Empoli. Nell’anticipo pomeridiano, gli ospiti vanno vicini al vantaggio con un tiro di Gilardino, deviato sulla traversa, e con un rasoterra di Oliveira, che colpisce il palo. Tra i toscani si rende pericoloso Buscè, che costringe in corner Dida. Poco da segnalare, a parte una conclusione centrale di Kakà, respinta da Balli. Continua la striscia positiva per l’Empoli, imbattuto nelle ultime sei giornate. Il Milan ottiene un punto dopo tre sconfitte consecutive, rimanendo a meno quattro dalla zona retrocessione. I rossoneri proseguono così la loro crisi di risultato e l’astinenza da vittorie, che dura da quattro turni.

Pari per due a due tra Chievo ed Atalanta, con i gialloblù ancora a secco di successi. I clivensi passano a condurre con una punizione di Zanchetta su cui non riesce ad intervenire Calderoni. I padroni di casa raddoppiano con Pellissier, smarcato da un passaggio dello stesso Zanchetta, deviato da un giocatore bergamasco. Sembra fatta, ma l’Atalanta dimostra d’avere carattere e si riversa in avanti. I nerazzurri accorciano le distanze con Zampagna, lasciato solo in area, prima che Loria inventi una rovesciata che s’insacca sotto l’incrocio dei pali, lasciando di stucco Sicignano e i tifosi veronesi. Terzo centro stagionale per il difensore. Nel finale un contropiede degli ospiti è fermato da un intervento di un giocatore gialloblù, che entra in scivolata, ma tocca il pallone con il braccio teso. Protestano i giocatori ed il tecnico ospite, ma per l’arbitro non è rigore. L’Atalanta si dimostra ancora una volta squadra tonica, capace spesso di difficili rimonte. Bene il Chievo nel primo tempo, un po’ meno nella ripresa, dove ha lasciato troppo campo agli ospiti.

Pareggio per uno ad uno tra Ascoli e Fiorentina. I bianconeri possono protestare per un intervento di Frey, che interviene di mano su un passaggio all’indietro di un difensore divenuto un pericoloso pallonetto: sarebbe stata punizione a due nell’area piccola. I viola passano in vantaggio allo scadere del primo tempo: su azione di corner si scontrano Pagliuca e un difensore ascolano, facile per Toni insaccare di testa. Nella ripresa il match rimane equilibrato. I marchigiani riescono a trovare il pari con una deviazione di Bjelanovic sugli sviluppi di un calcio di punizione. Ci penserà poi l’estremo difensore ascolano a mantenere il risultato in parità con due agili interventi su altrettante conclusioni di Mutu, autore prima di un tiro-cross, poi di un colpo di testa. Polemiche per una gomitata di Nastase a Mutu; nell’episodio l’arbitro non ha preso provvedimenti disciplinari. Esordisce con un punto il neo tecnico dell’Ascoli Sonetti, che può essere soddisfatto anche se la sua squadra non ha ancora conquistato vittorie in campionato. Passo indietro invece per i toscani, reduci dalla vittoria ottenuta in extremis contro l’Atalanta.

Il Livorno supera per tre a zero il Parma in casa. Apre le marcature Pfertzel, ben servito all’interno dell’area emiliana. Il raddoppio è frutto di una sfortunata deviazione di Ferronetti nella propria porta su cross di Bakayoko. Il gol sarebbe da annullare, in quanto l’attaccante livornese è oltre la linea dei difensori nel momento in cui riceve la palla. Il sigillo finale è posto da un imperioso colpo di testa di Lucarelli su assist dalla linea di fondo di Filippini. Nel Parma espulso Budan, che protesta con il direttore di gara dopo essere stato ammonito, rimediando il ‘rosso’. Seconda sconfitta di fila per i ducali, che non giocano bene così come contro l’Inter. Si rialza invece la formazione toscana dopo lo stop di Catania.

Torna al successo l’Udinese, che sconfigge per tre a zero il Siena. I friulani vanno a segno con un colpo di testa di Asamoah, che sfrutta un preciso passaggio di Iaquinta. L’attaccante azzurro si procura poi un calcio di rigore per un dubbio contatto con Manninger: il portiere devia sicuramente il pallone, forse entra in contatto con la punta. Nella ripresa la punta segna anche la terza rete, seconda personale, con un tocco morbido di sinistro dopo un’azione personale. Per il Siena si tratta del secondo stop di fila, mentre l’Udinese vince dopo aver perso tre gare senza neppure aver realizzato una rete.

Vince il Torino, che s’impone uno a zero nel posticipo contro la Sampdoria. Granata subito pericolosi con un Rosina sugli scudi, autore di una punizione deviata e di un a conclusione da fuori. Annullato poi una rete ai blucerchiati per una carica ad Abbiati. La partita è condotta tuttavia dai torinesi, che trovano il vantaggio con un penalty concesso per fallo di Sala e trasformato da Rosina, che supera Berti. Il portiere è protagonista durante l’incontro di diversi interventi, ed è attento quando Abbruscato scaglia una conclusione da molto lontano, forse un cross, che rischia di ingannarlo. Negli ospiti il più pericoloso è il ‘solito’ Quagliarella, che non riesce però ad incidere. Secondo successo in campionato per il Toro, entrambi ottenuti con il minimo scarto; quarta sconfitta esterna consecutiva per i liguri, che adesso si trovano a due lunghezze dalla squadra di Zaccheroni.

Gabriele Farina