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Continua la fuga in tandem per Inter e Palermo,
che s’ impongono sulle grandi deluse dell’arbitrato: Milan e Fiorentina.
Match
spettacolare a ‘San Siro ’, nel classico derby tra Milan ed Inter
giocato nella serata di sabato. Nerazzurri in vantaggio con un preciso colpo di
testa dell’ex Crespo su cross dalla trequarti. Dopo pochi minuti giunge il
raddoppio, con una precisa conclusione da fuori di Stankovic su cui appare
incolpevole Dida. I rossoneri giocano con grinta, ma senza riuscire a creare
seri pericoli alla porta di Julio Cesar, a parte una gran conclusione del
connazionale Kakà, sul quale è bravo il portiere. La squadra di Ancelotti
subisce anzi il terzo gol ad inizio ripresa con un tiro da fuori di Ibrahimovic.
Seedorf accorcia le distanze, ma su cross di Figo Materazzi realizza
imperiosamente di testa la rete del quattro ad uno. Per l’esultanza (solleva la
maglia portandola sulla testa) il difensore azzurro incorre nel secondo giallo,
venendo così espulso. Reazione d’orgoglio nel finale dei rossoneri, incoraggiati
anche dalla superiorità numerica. Gilardino cancella il suo ‘zero ’ dai gol
all’attivo, trafiggendo il portiere nerazzurro con una girata di testa. Quest’ultimo
diviene ben presto il protagonista del finale, opponendosi a diversi attacchi
avversari. Nel primo minuto del recupero Kakà sigla la rete che riporta la sua
squadra ad una sola distanza dai campioni d’Italia. Il risultato tuttavia non
cambia più. Seconda delusione settimanale per il Milan, dopo la mancata
cancellazione o diminuzione dei punti di penalità inflitti al club; l’Inter si
aggiudica con merito il derby, con uno strascico di polemiche dopo il fischio
conclusivo. In particolare, critico verso il proprio tecnico Vieira, che chiede
la sostituzione per infortunio senza essere però accontentato da Mancini, che lo
ritiene indispensabile seppure sia claudicante.
Se l’Inter è
da applausi, non è da meno la squadra di Guidolin. Il Palermo soffre al
‘Franchi’ contro una Fiorentina più aggressiva che mai (anche a causa del
‘dopo-sentenza ’), riuscendo comunque ad ottenere i tre punti, mantenendo la
testa della classifica. Rosanero in vantaggio con una straordinaria progressione
di Amauri, che supera due avversari a centrocampo e serve d’esterno un pallone
con il contagiri a Di Michele; l’attaccante lascia rimbalzare la sfera, poi
piazza il pallone sul secondo palo, battendo Frey. I viola reagiscono prima con
un tiro da fermo dalla lunga distanza di Mutu, su cui è bravo Fontana, che non
vedere partire la palla, poi con conclusione alta del grande ex Toni, oggi non
in forma e raramente pericoloso. Poco dopo Mutu serve Pasqual, che controlla e
tira in porta: il portiere respinge, ma la palla colpisce in testa Barzagli
(fiorentino doc), e s’infila beffarda nel sacco: uno ad uno. Kroldrup ha poi
l’occasione per raddoppiare con una conclusione sottomisura, ma è reattivo
Fontana. Dall’altra parte Di Michele supera due avversari con un pallonetto e
scaglia un destro su cui è bravo il portiere francese; sulla respinta Amauri
centra il palo da posizione defilata. Nel secondo tempo i viola si riversano in
avanti, pareggiando il conto dei legni con un tiro di sinistro di Montolivo,
sulla cui percussione pochi minuti dopo è bravo ad opporsi Fontana. Insidioso
Mutu con i calci da fermo: in una prima occasione eccezionale intervento del
portiere rosanero, che devia sulla traversa un tiro sporcato dalla barriera; in
una seconda pallone fuori di nulla. Gli ospiti non rinunciano a giocare,
trovando in contropiede il gol del due ad uno: cross dalla fascia destra di
Zaccardo, ottimo colpo di testa di Amauri, che scaglia il pallone alle spalle di
Frey, che riesce soltanto a toccare. Nei minuti finali la Fiorentina pareggia
con Mutu, abile a sfruttare un’incursione di un compagno, lasciato solo nella
circostanza. Il Palermo ottiene tuttavia il terzo e definitivo vantaggio con
Amauri,in giornata di grazia; l’attaccante scatta dalla linea laterale, dribbla
due avversari e segna al novantesimo.Guidolin può esultare e scaricare la sua
tensione. Continua lo straordinario momento dei suoi uomini, capaci di trionfare
a Milano, Roma e Firenze, e che viaggiano con il record di ‘un punto ogni gol’
(21 reti, altrettanti punti). Onore comunque a Prandelli e alla sua squadra, che
sarebbe quarta senza la penalizzazione.
Torna al
successo la Roma, che nell’altro anticipo sconfigge al ‘Friuli’ l’Udinese,
costringendola al primo stop interno. Partita non bellissima, molto combattuta
dalle due formazioni. Poche chance da ambo le parti, con i portieri che spesso
si limitano alla normale amministrazione. I giallorossi segnano il gol decisivo
con Ferrari, abile a sfruttare un rimpallo nell’area avversaria e a battere De
Sanctis. I bianconeri reagiscono cercando il pari, ma non riescono e superare un
attento Doni. Rischiano invece di subire la seconda rete con un tiro di Pizarro,
di poco a lato. La Roma torna al successo dopo i due pareggi interni consecutivi
con Chievo ed Ascoli. Vittoria particolare per il tecnico Spalletti, ex
allenatore dei friulani. L’Udinese si ferma in casa dopo il pari di Empoli,
perdendo la quarta posizione.
Al suo posto
un’altra squadra bianconera, il Siena, che vince ad Ascoli per uno
a zero. La squadra di Tesser gioca con orgoglio, nonostante siano ancora senza
successi in campionato e siano stati un’ora in inferiorità. Gli ospiti trovano
il gol nella ripresa con una spettacolare conclusione del neo-entrato Codrea; i
padroni di casa non ci stanno e provano ad agguantare il pari: bravo Manninger
in più di un’occasione, la difesa quando il portiere è battuto. Nel finale
avanza anche Pagliuca, senza esito. Terza vittoria consecutiva per la squadra di
Beretta, ancora imbattuta in trasferta e che in passato non aveva mai superato
l’Ascoli in trasferta. Seconda sconfitta in casa per i marchigiani, il cui
presidente è contestato nel finale da alcuni tifosi locali.
Prima
affermazione per il Cagliari, che supera tra le mura amiche la
Sampdoria. Rossoblu che segnano con una punizione del figlio d’arte Conti;
pallone che passa attraverso la barriera, Castellazzi battuto. I blucerchiati
tentano il pareggio con un acrobatico tiro da fuori di Quagliarella, finito a
lato. Nel secondo tempo ospita all’attacco, anche se le azioni più pericolose le
crea la formazione di casa in contropiede. Successo meritato per la formazione
di Giampaolo, che ‘vendica ’ il pari subito nel finale a Bergamo. Samp sconfitta
per la seconda volta di fila in trasferta e per la prima volta in campionato non
va a segno.
Vince anche il
Messina, che al ‘San Filippo’ supera in rimonta il Chievo. I
padroni di casa, dopo una rete annullata per fuorigioco a Riganò, vanno in
svantaggio: triangolazione Tiribocchi-Pellissier- Tiribocchi e conclusione dal
limite di quest’ultimo, sulla quale non arriva Storari. Prima dell’intervallo
Riganò pareggia i conti con un tiro sottomisura; settimo centro stagionale per
il bomber di Lipari. Nella ripresa la gara si accende, i giocatori
s’innervosiscono; quando però sembra che il match si concluda in
pareggio,all’ultimo minuto il Messina sigla il gol-vittoria. Marcatore Floccari,
che in precedenza aveva chiesto il cambio, che il tecnico non ha potuto
concedere, avendo già fatto tre sostituzioni. Il Messina si porta a ridosso
della zona- Europa; per il Chievo un punto in tre gare e situazione in
classifica sempre più critica.
Pareggiano
invece Catania e Torino. Sul neutro di Bari rossazzurri vanno in
vantaggio, con un dubbio calcio di rigore trasformato da Spinesi dopo un dubbio
fallo di Cioffi. I siciliani hanno più volte la possibilità di pareggiare, ma
Abbiati fa buona guardia. Da parte sua anche Pantanelli compie qualche
intervento, prima di essere battuto dal tocco di Franceschini sugli sviluppi di
un calcio di punizione.
Zero a zero
all’ ‘Olimpico ’ tra Lazio e Reggina; i biancocelesti dominano
l’incontro, non trovando però la rete, complice anche un super Pelizzoli; il
portiere ex Roma si esalta con diverse parate, in particolare su Mauri. Negli
ultimi minuti gli amaranto tentano il colpo con Amoruso, ma Peruzzi è pronto ad
opporsi.
Il Parma
sconfigge per tre ad uno l’Atalanta al ‘Tardini’. Match equilibrato,
condizionato da due episodi sfavorevoli ai bergamaschi. Emiliani in vantaggio
dopo un errore del portiere ospite, che consente all’ex Budan di segnare a porta
vuota:l’attaccante non esulta per rispetto dei precedenti compagni. Nella
ripresa giunge il pareggio del solito Doni, giocatore che tiene una media di una
rete a partita. I gialloblu passano in vantaggio con un rigore inesistente,
fischiato per fallo di mano di Loria: il difensore tocca il pallone di pancia.
La trasformazione porta la firma di Grella. Con una ripartenze giunge anche il
terzo gol per i ducali, segnato da Muslimovic. Ducali al secondo successo in
campionato, dopo l’affermazione interna con l’Ascoli. Per l’Atalanta una
sconfitta che lascia l’amaro in bocca per come è maturata.
Pareggio a
reti bianche tra Livorno ed Empoli nel posticipo. Partita
equilibrata, a tratti piacevole; il Livorno tenta di imporre il proprio gioco,
andando vicino alla rete con una conclusione da fuori di Filippini. L’Empoli si
rende anch’esso pericoloso in avanti, in particolare con Raggi, la cui
conclusione angolata è ben respinta da Amelia. Molto lavoro, ma poche occasioni
per i bomber Lucarelli e Saudati. Bakayoko si produce invece in una pregevole
sforbiciata, che scheggia il palo alla sinistra di Balli. Terzo derby al ‘Picchi
’ per il Livorno, che è l’unica squadra a non avere ancora subito una rete in
casa (una sola quella segnata, contro la Fiorentina). Rimane ad un punto di
distanza l’Empoli, autore sinora di un buon campionato.
Gabriele Farina |