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Continua la ‘febbre da primato’ di Roma e Palermo.
L’Inter ringrazia e si riporta in vetta alla classifica. I nerazzurri
soffrono nell’impegno casalingo contro il Catania, riuscendo comunque ad
ottenere i tre punti. Nel primo tempo i siciliani subito in avanti con Spinesi,
la cui girata a terra è parata facilmente da Julio Cesar. A sorpresa gli ospiti
passano in vantaggio: Mascara dopo un bel controllo inventa una straordinaria
conclusione da posizione molto defilata. Pallone che s’insacca con una strana
parabola alle spalle del portiere brasiliano, non esente da responsabilità. La
reazione interista è immediata: cross dalla destra di Figo, Stankovic brucia sul
tempo i difensori rossoblu e di testa realizza il pareggio. Nella ripresa
assedio della squadra di casa, che esalta con diverse conclusioni i riflessi di
Pantanelli. Il portiere ospite para tutto, compreso un calcio di rigore di Cruz.
Alla fine è però costretto a capitolare; la rete decisiva è firmata da Stankovic,
con un tiro al volo dal limite dell’area.
Perde invece
in casa il Palermo, sconfitto da un’Atalanta combattiva. Rosanero
subito vicini al gol con Di Michele, ma alla prima occasione i lombardi passano.
Cross dalla sinistra e malinteso tra Zaccardo e Fontana, che sostituisce
l’acciaccato Agliardi. Doni segna di testa: primo gol personale dopo il suo
ritorno a Bergamo. La squadra di casa non ci sta: Amauri supera in progressione
due avversari e serve Bresciano, che riporta il risultato in parità. Gli orobici
trovano però il raddoppio, con Rivalta, che approfitta di un’altra amnesia
difensiva. Il Palermo rischia il tracollo, evitato solo dalle parate di Fontana,
ex di turno. Grandi risposte su Doni e Loria, dopo un prodigioso intervento su
una conclusione dal limite di Bellini. Prima dell’intervallo i siciliani
ottengono il pareggio: traversone in area, deviato di mano da un giocatore
bergamasco. L’arbitro lascia correre, ma sul proseguimento dell’azione Di
Michele viene a contatto con Adriano. Rigore, trasformato da Corini, al quarto
centro stagionale. Ad inizio ripresa squadra di casa in costante difficoltà.
L’estremo difensore siciliano salva su Ariatti e Tissone, prima di essere
superato da una precisa conclusione di quest’ultimo, colpevolmente libero di
calciare. Guidolin si affida a quattro punte, inserendo Brienza e Caracciolo,
autore di un buon tentativo dal limite, di poco fuori bersaglio, e di alcuni
colpi di testa. Il risultato tuttavia non cambia, sebbene la formazione
siciliana protesti per un altro fallo di mano in area. La squadra esce comunque
tra gli applausi.
Battuta anche
la Roma, che perde uno a zero a Reggio Calabria. La formazione di
Spalletti costruisce diverse palle-gol, soprattutto con Totti e Mancini. Trova
però sulla sua strada un Pelizzoli in forma, oltre a diversi errori in fase di
conclusione. La Reggina così la punisce: su una respinta della difesa
giallorossa, assist di Mesto ad Amoruso. L’attaccante, in sospetta posizione di
fuorigioco, va a segno con un’acrobatica girata. La reazione romanista si
materializza in una conclusione da oltre quaranta metri di De Rossi, finita a
lato, e in una rovesciata fuori dallo specchio dello stesso centrocampista su
una mancata presa del portiere. Verso la fine palla-gol per Perrotta, non
sfruttata dal centrocampista. La Roma subisce così il secondo stop in
campionato, prima del doppio impegno casalingo con Chievo ed Ascoli.
Già, il
Chievo. Partito con grandi ambizioni, ha raccolto un punto in sei incontri,
subendo la eliminazione dapprima dalla Champions, poi dalla Uefa. Probabilmente
incidono molto le partenze di giocatori illustri, primo fra tutti Amauri. La
formazione veneta perde a Torino, non riuscendo a replicare alla rete
granata di Stellone. Anzi i padroni di casa si rendono pericolosi anche dopo il
vantaggio, compiendo il primo passo in avanti per uscire dal momento difficile
in cui si era trovata la squadra di Zaccheroni.
Nel primo
anticipo di sabato, il Milan pareggia a Genova per uno ad uno. Partita
equilibrata, con gli ospiti spesso insidiosi nell’area doriana. Bravo
Castellazzi in più di un’occasione, anche se rischia per un’uscita su Inzaghi,
su cui l’arbitro potrebbe concedere il penalty. E’ tuttavia la Sampdoria a
passare in vantaggio nella ripresa. Traversone dalla sinistra e colpo di testa
vincente di Bonazzoli, lasciato solo nell’area rossonera. Gli ospiti attaccano
senza il consueto ordine( si avverte l’assenza di Pirlo), riuscendo a strappare
via il pareggio solo nel finale. Cross dalla trequarti su cui si inserisce il
neo-entrato Kaladze, che controlla di braccio( ‘ipse dixit’) e segna, tra le
proteste dei blucerchiati. Terza partita consecutiva senza vittoria per la
squadra di Ancelotti, i cui attaccanti non vanno a segno dalla prima giornata.
Manca un bomber come Shevchenko.
Non ha
problemi di marcatori l’Udinese, che rifila tre gol al Parma
(doppietta di Iaquinta), ancora fermo a quota uno in classifica . Al ‘Tardini ’
ospiti subito in vantaggio: azione personale di Muntari, che parte da
centrocampo e scocca un tiro dal limite. Deviazione e palla nel sacco. Il
raddoppio porta la firma dell’attaccante azzurro, che realizza un rigore
concesso per atterramento di De Lucia. Nel secondo tempo Di Natale offre un
prezioso assist alla punta, che supera il portiere in uscita con un pallonetto.
I parmensi possono recriminare per due errori sottomisura di Muslimovic e Budan.
Per il resto, la squadra friulana merita il successo. Attimi d’apprensione prima
dell’intervallo: il tecnico bianconero Galeone è costretto per un malore ad
abbandonare lo stadio in ambulanza. Ricoverato, ritorna alla fine della partita,
sembra in buone condizioni.
La
Fiorentina vince ad Empoli nel derby toscano. I viola vanno sotto al
‘Castellani’ con la prima realizzazione nella massima serie di Matteini. Gli
ospiti tuttavia giocano meglio e pareggiano con un gol in tuffo di Mutu su
assist di Santana. E’ proprio il bomber rumeno a servire con un pregevole tacco
al volo Toni che non ha problemi ad insaccare di sinistro sull’uscita di Balli.
Successo
esterno anche per il Livorno, che vince due a zero ad Ascoli Piceno.
Amaranto in vantaggio con un tiro ravvicinato di Danilevicius, forse in
posizione irregolare. Match combattuto sino al raddoppio livornese, una prodezza
balistica di Antonio Filippini su cui nulla può il portiere dell'Ascoli,
Pagliuca.
Nell’anticipo
serale, s’impone un’altra squadra toscana, il Siena. I bianconeri
soffrono contro il Messina, che si porta sullo zero ad uno con un rigore
trasformato da Riganò. I giocatori di casa si portano sull’uno pari con una rete
di Konko. Nel concitato finale in gol anche Frick e Cozza, con gli ospiti
costretti in nove per le espulsioni di Cordova per proteste (non eccessive) e di
Coppola.
Nel posticipo,
pareggio a reti inviolate tra Lazio e Cagliari. I padroni di casa
si presentano più volte in fase offensiva, impegnando spesso Chimenti. Bravo il
portiere rossoblu a parare anche un rigore ad Oddo. Gli ospiti attaccano
prevalentemente in contropiede, ma i laziali hanno le occasioni migliori. Finale
incandescente con tre ‘rossi ’ per Bizera, Conti ed Oddo.
Gabriele Farina |