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Josè Altafini, uno che di calcio se ne intende,
quando ha commento la partita tra il Milan ed il Palermo si è chiesto, con
cinico pragmatismo: a che vale giocare bene, se poi si perde?
Domanda quanto
mai calzante, guardando il rendimento e la classifica della squadra di Del Neri.
Domanda che sintetizza quanto sta finora accadendo nel campionato dei rosanero e
che acuisce la amarezza per l’ultimo risultato negativo al “Meazza”, dove il
redivivo Superpippo Inzaghi ha implacabilmente castigato il Palermo nell’unica
situazione in cui la retroguardia, ha commesso un grave errore.
L’ultimo di
una lunga serie, che ha negato ai rosanero molti, forse troppi punti in questo
controverso avvio di campionato, nel quale si contano molti più complimenti che
punti. Come a Milano, dove il Palermo ha giocato benissimo, una partita
tatticamente ed agonisticamente perfetta, ma purtroppo caratterizzata, nei due
episodi decisivi a favore dei rossoneri, da altrettanti sbagli, con ancora una
volta il portiere Santoni protagonista in negativo. Ancora errori decisivi di
Santoni, dunque. Nessuna voglia, da parte nostra, di trovare nel portiere il
capro espiatorio degli ultimi risultati del Palermo. Ma il dato di fatto è che
l’assenza di Guardalben sta pesando, inutile negarlo, molto di più di quanto si
potesse immaginare. E ciò nonostante le prodezze ormai a ripetizione di altri
giocatori, vedi Caracciolo, capace di esaltarsi anche a Milano con un gol
stupendo – a conclusione di una azione da antologia insieme a Grosso e Makinwa -
, che aveva meritatamente portato in vantaggio il Palermo, dopo una traversa da
brivido di Santana.
Guardando lo
scenario generale, registriamo il record di otto vittorie iniziali di fila,
eguagliato dalla Juventus rullo-compressore di Fabio Capello. Non è stato
ovviamente molto difficile, per i banconeri, fare a fettine un Lecce che sente
già puzza di bruciato, cioè di Serie B; ma va comunque elogiata la grande
concentrazione dell’implacabile capolista, in gol finalmente anche con
Ibrahimovic. E dietro la vecchia signora del calcio italiano, si fanno largo
come prevedibile le due milanesi. Del Milan abbiamo già parlato; l’Inter, da
parte sua, ha conquistato nella durissima sfida di Udine, grazie ad un gol di
rapina del solito Julio Cruz, tre punti che potrebbero risultare pesantissimi
nell’economia futura del campionato.
Della
stratosferica prestazione e della tripletta di Luca Toni, che ha trascinato la
Fiorentina alla vittoria con il Parma e soprattutto nelle zone altissime della
classifica, si è già parlato fin troppo; noi evitiamo di fare altri commenti,
per non turbare i sonni dei tanti palermitani legittimamente nostalgici delle
prodezze del centravanti della Nazionale.
Pari e patta
nel derby romano, combattutissimo come sempre: fortunoso gol di Totti, grande
replica di testa di Rocchi per un risultato abbastanza equo, che non fa muovere
la classifica. Sempre piu’ sorprendente il neopromosso Empoli, trascinato nelle
zone che contano della classifica dal bravissimo Tavano; benissimo anche il
Chievo, meritatamente tra le big con il suo ottimo cocktail d’esperienza (vedi
D’Anna) e di straripante freschezza (vedi Obinna).
Nei bassifondi
della graduatoria, insieme alla Reggina (battuta a Livorno da un gol del solito
Lucarelli) ed al fanalino di coda Treviso, soffre moltissimo il Messina, ripreso
sul pareggio all’ultimo istante dall’Ascoli. Sarà davvero dura per i giallorosi
di Mutti, che rischiano anche di perdere per molto tempo Zampagna dopo la quasi
testata all’arbitro.
Carlo Cangemi |