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Il calcio è così, può succedere di attaccare per
quasi cento minuti e non riuscire a vincere. O addirittura rischiare di perdere,
nel modo più incredibile. E’ questo, in sintesi, quanto è accaduto allo stadio
“Renzo Barbera” tra il Palermo e l’Empoli; è la storia di un 2-2 che, per certi
versi, lascia l’amaro in bocca quasi di più che non l’altra domenica con la
Lazio. Ma è un pareggio che va accettato, con i suoi pro ed i suoi contro.
La nota
positiva principale è stata, senza alcun dubbio, la caparbietà con la quale i
rosanero hanno inseguito una vittoria strameritata, che purtroppo non è
arrivata. La squadra ha davvero gettato in campo anima e cuore per incassare tre
punti importantissimi, quasi senza risentire lo sforzo supplementare di giovedì
scorso per maramaldeggiare nella trasferta di Coppa a Cipro. In sostanza, i
ragazzi di Del Neri la vittoria l’hanno cercata fino in fondo, facendo il
proprio dovere e dando ancora spettacolo; ma hanno anche rischiato troppo
rispetto ai valori in campo.
Le note
negative, infatti, sono le due reti dell’Empoli, subite da Santoni e dai suoi
compagni della difesa in maniera ancora una volta balorda, troppo balorda. Si
dice e si dirà: questo Palermo che gioca molto bene e crea una grande quantità
di occasioni per segnare, è destinato a rischiare sempre un po' di più rispetto
ad altre formazioni che giocano un calcio più utilitaristico. E’ vero, ma è
altrettanto vero che Del Neri ed i suoi dovranno registrare alcuni equilibri per
evitare di vanificare il ben gioco ed i gol con errori che significano punti
gettati al vento. Il punto contro l’Empoli, comunque, serve al Palermo per
mantenersi nei quartieri alti della classifica, nella giornata – ricchissima di
gol e di spettacolo – in cui la Lazio viene travolta dall’Udinese del redivivo
Iaquinta; la Roma incassa un’altra batosta casalinga dal Siena (2-3) con i gol
determinanti di personaggi di grande carisma ed ex laziali come Negro, Chiesa e
Colonnese; la Fiorentina supera il Livorno con un 3-2 mozzafiato, dopo essere
stata sul 3-0. Su un vero e proprio pantano, è andato ancora una volta a segno
Luca Toni, insieme a Jorgensen e Pazzini; poi il Livorno, a segno anche con l’ex
rosanero Morrone, è stato sul punto di recuperare e forse ce l’avrebbe fatta se
avesse avuto in campo il suo grande bomber Cristiano Lucarelli, espulso dopo
soli 18 minuti dall’arbitro con una decisione destinata a suscitare polemiche
ancora a lungo.
E’ stata la
grande giornata di un leggendario Paolo Maldini, splendido autore della
doppietta di reti (la prima in carriera) che ha consentito al Milan di regolare
la pratica Reggina e di guardare con fiducia al prosieguo del campionato. Ma è
stata anche una disastrosa giornata per un Messina sempre più in difficoltà,
travolto in casa dalla Sampdoria (1-4, con una doppietta del cannoniere principe
Bonazzoli e le reti di Flachi, Borriello e D’Agostino, oltre ad un rigore per
parte parati da Storari e da super Antonioli) ed in crisi abbastanza evidente
non solo di risultati, ma anche di fiducia in se stesso e nelle proprie
possibilità. Con un pubblico che già comincia a mugugnare, l’allenatore Lino
Mutti ed il presidente Franza dovranno intervenire in qualche modo per evitare
che la stagione dei giallorossi, cominciata male, si concluda nel modo peggiore.
E per finire
un accenno al vertice della classifica, dove la straripante Juventus continua a
macinare vittorie (sei su sei partite) e gioco. Regolata l'Inter con i due gol
di Trezeguet e Nedved, dall’alto di una superiorità indiscutibile, la formazione
di Capello guida il campionato a punteggio pieno e già in piena fuga, con ben
cinque lunghezze di vantaggio su Milan e Fiorentina. E non sarà affatto facile
fermare il cammino di questa Juve, efficacissima quanto pragmatica.
Carlo Cangemi |