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Testi di Gino Adamo - Data ultima revisione: 2 Gennaio 2002

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La gastronomia

Scritta "Cenni storici"

La gastronomia nella storia e nella letteratura

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     Durante il suo “Viaggio in Italia”, J. Wolfgang Goethe, il grande poeta e scrittore tedesco, fu anche in Sicilia, dove, fra l’altro, visitò Girgenti (oggi Agrigento). All’epoca il viaggio era faticoso, i paesaggi siciliani suggestivi, ma dal percorso brullo e disagevole. Quasi sempre il tragitto si svolgeva a dorso di mulo. Reduce da un’appassionata visita al tempio di Segesta, in data lunedi 23 aprile 1786, lo scrittore tedesco annota: “Da Sciacca a Girgenti una buona giornata di cammino”.

     Il problema più serio con cui dovevano fare i conti i viaggiatori del tempo, che si avventuravano negli scomodi tratturi del nostro meridione, era soprattutto costituito dall’impellente necessità di trovare, giunti a destinazione, un posto dove mangiare e riposare. Girgenti non offriva allora granchè: occorreva, quindi, per così dire, arrangiarsi. In data 24 aprile, Goethe annota nel diario: “Non essendoci alberghi di sorta, una brava famiglia ci ha alloggiati in casa propria, mettendo a nostra disposizione un’alcova (…) Una portiera verde ci separava con tutto il nostro bagaglio dai padroni di casa, affaccendati nello stanzone a preparare maccheroni, e maccheroni della pasta più fine, più bianca e più minuta. Questa pasta si paga al più caro prezzo, quando, dopo aver presa forma di tubetti, vien attorta su se stessa dalle affusolate dita delle ragazze, in modo da assumere forma di chiocciole. Ci siamo seduti accanto a quelle graziose creature, ci siamo fatti spiegare le varie operazioni ed apprendemmo così che quella specie di pasta si fa del frumento migliore e più duro, detto “grano forte”. Occorre del resto più abilità di mano che non lavoro di macchine o di forme. Ci hanno anche imbandito dei maccheroni squisiti, pur deplorando di non poterci servire nemmeno un piatto di quella qualità superlativa, che si trova solo a Girgenti, anzi soltanto a casa loro. Con tutto questo, la pasta che abbiamo gustato mi è sembrata, per candore e delicatezza di gusto, senza rivali”.

     Per chi desiderasse approfondire il tema, si suggerisce la lettura dell’opera di Goethe: “Il viaggio in Italia” (1786-1788), edizione BUR.

 

 

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