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Testi di Gino Adamo - Data ultima revisione: 3 Ottobre 2001 Pagina realizzata da Luigi Farina (lfarina52@hotmail.com) |
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Ugo era estasiato della cucina. C’era di tutto, da un vivaio per i pesci ad una cella frigorifera che occupava il fondo dell’ambiente. «Ugo, fa’ il piacere di guardare questa tavola», disse Philippe, eccitato. «I vini, lo champagne, i paté, le verdure, le aringhe del Baltico, i formaggi, le mostarde … » Un enorme tavolo di servizio era letteralmente stipato di ogni ben di dio. «Sono proprio contento», disse Ettore che teneva sempre Catherine al guinzaglio, anche se sembrava la cagna più inoffensiva della terra. «Ah che profumo», disse Michel chiudendo gli occhi rapito su un piatto di sanguinaccio. (…) Con i piatti in mano, mangiavano con avidità ma senza rinunciare ad un certo stile e soprattutto al piacere di rendersi reciprocamente partecipi di ogni scoperta, di ogni sapore degno di interesse. (…)Dal soggiorno proveniva una musica degli anni trenta, una habanera molto sensuale. (…) Philippe venne nel soggiorno, «Marcello, gli amici ti vogliono» Porse al cinese un bicchiere di vino. «Signore, mi permetta di offrirle uno spuntino di benvenuto. Ci siamo riuniti fra amici per un seminario gastronomico» (…) Nel pomeriggio arrivò un cospicuo rifornimento di carne. (…) il macellaio fornitore enumerava le caratteristiche e i pregi delle varie carni. «Un cinghiale selvatico, buono per tutte le marinate più delicate …» «Bella bestia », osservò Philippe. «Questa sì che è carne», gli fece eco Ettore. Marco Ferreri Raphael Azcona: «La grande abbuffata», Bompiani 1973
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L. F. Soft di Luigi Farina |
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