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Testi di Gino Adamo - Data ultima revisione: 3 Ottobre 2001

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La gastronomia

Scritta "Cenni storici"

La gastronomia nella storia e nella letteratura




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     Secondo l’antropologia culturale, il cannibalismo, avrebbe all’origine molteplici moventi. Fra quelli dominanti si annoverano le motivazioni di carattere magico-religioso. A giudizio di alcuni studiosi il cannibalismo è storicamente individuabile in due momenti del processo evolutivo dell’umanità: la fase della preistoria in cui il fenomeno avrebbe avuto larga diffusione, si suppone per deficienza di proteine, e specialmente di proteine animali, nell’alimentazione; e la fase moderna che riguarda segnatamente alcune comunità umane di tipo arcaico. Ma, secondo il maggior etnologo italiano, Renato Biasutti, il cannibalismo sarebbe pressochè inesistente “tra i primitivi attuali” (con l’esclusione di alcune limitate zone dell’Africa nera, dell’Oceania e dell’America latina). Secondo il prof. E. Volhard, considerato la massima autorità sull’argomento, si ha antropofagia in quattro casi principali: - giudiziario, quando si persegue, consumando un rito antropofagico, il colpevole di una trasgressione alle norme tribali; - magico, nel quale si ritiene, soprattutto mangiando una determinata parte del corpo umano (cuore, fegato, grasso dei reni, ecc.), di appropriarsi delle virtù dell’estinto; - rituale, quanto l’atto antropofagico è praticato per fini religiosi; - profano, quale forma degenerata e tardiva di cannibalismo rituale, il cui solo scopo è quello del nutrimento, che ha spesso rivelato casi di individui dediti al cannibalismo per motivi legati ad una precisa scelta personale, cioè all’appagamento di un gusto specifico che induce alla ricerca di carne umana. Macabramente: de gustibus …

      Esisterebbe, infine, un quinto caso, detto di cannibalismo simbolico, che consiste nella ingestione di un liquido nel quale sono state disciolte le ceneri o le ossa triturate di nemici (costume rilevato fra le comunità Caribi e Jibaro). Se poi prendiamo in considerazione alcune raccapriccianti circostanze di cannibalismo occasionale, verificatesi nella civilissima Europa, causate da forme abnormi di alterazione mentale a sfondo criminale, dobbiamo ammettere che in oscuri sotterranei della psiche umana il cannibalismo (quasi sempre simbolico) trova talora occasionali occasioni di venire allo scoperto per ricordarci le remote tragedie di età preistoriche; ma esiste, pur tuttavia, in tutt’altre situazioni, del tutto eccezionali, per estreme necessità di sopravvivenza, sotto forma di cannibalismo forzato da cause di forza maggiore. Com’è accaduto nella tragica vicenda dei superstiti di un aereo precipitato sulle Ande innevate, che, in attesa d’essere tratti in salvo, con infinito ribrezzo e sofferenza, hanno deciso di mangiare parti dei cadaveri degli sventurati compagni di viaggio periti nell’incidente.

     Connessi al cannibalismo debbono pure considerarsi la licantropia e l’orrida caccia alle teste, spesso collegata con il culto dei crani-trofeo.

 

 

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