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Testi di Gino Adamo. Pagina realizzata da Luigi Farina

Data ultima revisione: 25 Giugno 2001

La gastronomia

Scritta "Cenni storici"

La gastronomia nella storia e nella letteratura




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Alcuni media tedeschi con encomiabile tempestività stagionale hanno di recente creato un «caso-spaghetti» “rivelando” che la pasta italiana sarebbe modificata geneticamente da grano sottoposto a bombardamento di radiazioni. Ne è seguita una vivace polemica. I produttori italiani di pasta sono legittimamente insorti, indignati da questa pubblicità, che potrebbe produrre riverberi negativi sulla stagione turistica, soprattutto il turismo proveniente dal Nord Europa (Germania, Austria e Scandinavia). Alcuni industriali del settore hanno dichiarato che “la realtà che si nasconde dietro questa campagna anti-spaghetti, è molto meschina: la verità è che tutti invidiano la nostra pasta - hanno sottolineato - perché riconosciuta come la migliore al mondo”.

           L’Italia sta rivalutando, proprio in questo periodo, la bontà della pasta; all’incremento del tradizionale alimento italiano non è estraneo il fenomeno della c.d. «mucca pazza». La conseguente riduzione di carne dalle tavole degli italiani ha fatto rivalutare la dieta vegetariana, rilanciando al tempo stesso la pasta: un piatto che rimane al primo posto nelle preferenze non solo italiche. Difatti, non è un mistero che la pasta è da tempo largamente apprezzata e consumata all’estero, e non solo nei ristoranti italiani, essendo presente anche nella dieta quotidiana di milioni di persone, ormai un po’ dappertutto.

Un’indagine statunitense ha dimostrato che la dieta mediterranea è l’unica che consenta di perdere peso e non riacquistarlo: essa conta su un 60 per cento di carboidrati (pasta, pane, patate), contenenti meno del 25 per cento di grassi e circa il 16 per cento di proteine. E’, inoltre, confermato che l’olio d’oliva e il pomodoro proteggono da malattie cardiovascolari e - parrebbe - anche dai tumori. E’ dunque una dieta vincente che nel tempo ha dimostrato che in Italia gli anziani sono in maggior numero e vivono meglio di chi si ostina a mangiare wurstel e bistecche fino a tarda età.

La dieta mediterranea - in particolare quella italiana - ha dunque rimpiazzato da tempo altre “cucine” nazionali.

Ma la pasta, sotto il profilo delle proprietà nutritive, offre reali convenienze al consumatore?

            Gli esperti gastronomi non hanno dubbi: la pasta fa bene, e, contrariamente ad un’opinione molto diffusa - sostengono, - di per sé - non fa ingrassare (80 grammi di spaghetti sono considerati il quantitativo giusto). Costituisce un’energia di pronto impiego. Per di più, un buon piatto, condito in modo appetitoso, ma corretto, ha influenza positiva anche sull’umore, conferisce una sensazione generale di benessere, che libera sostanze benefiche (come le endorfine). 

 

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