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Piccadilly,
Miami, Zagor, Salvatore, Dunè, Tyty sono
alcune delle varietà di pomodoro
protagoniste della Tomato Conference
2005, che si è svolta dal 24 al 27
maggio scorso presso l’Hotel Villaggio
Baia Samuele a Scicli (RG). Il meeting
internazionale, a cui hanno partecipato
oltre quattrocento invitati tra buyers
della G.D.O., produttori e giornalisti
italiani e stranieri, si è concentrato
quest’anno, oltre che sugli aspetti di
mercato, anche sulle potenzialità
gastronomiche del principe della dieta
mediterranea, attraverso degustazioni e
workshop in cui l’accattivante Signore
in rosso si è fatto conoscere
letteralmente… in tutte le salse.
Dall’antipasto al dessert, un viaggio
fra i profumi e i sapori della buona
cucina mediterranea condotto, durante il
pranzo di giovedì 26 maggio, da un
ospite d’eccezione: Paolo Massobrio,
autore del |
celebre volume “Il
Golosario, guida alle 1000 e più cose buone
d’Italia”. Il noto giornalista enogastonomo ha
guidato gli invitati nella degustazione di
piatti preparati dagli chef dell’Istituto
Alberghiero “Angelo Celletti” di Formia. Assaggi
a crudo, con o senza condimenti, ma anche vere e
proprie preparazioni culinarie in cui la bacca
rossa è stata protagonista in raffinati e
appetitosi abbinamenti. Un trionfo di delizie
per il palato, con le combinazioni suggerite
dall’aromagramma, lo strumento di
classificazione delle varietà del pomodoro
illustrato per l’occasione dal prof. Giuseppe
Nocca, docente di scienza dell’alimentazione
presso la stessa scuola alberghiera. Ovvero la
rappresentazione grafica di un complesso di
percezioni olfattive e gustative che illustra il
concetto di ideale abbinamento dei pomodori ai
piatti. Un approccio scientifico all’analisi dei
gusti (fruttato, croccante, acido, dolce,
sapido, farinoso) che non mancherà di produrre
effetti fra produttori, distributori e
consumatori. Perché, se è evidente che non tutti
i pomodori sono indicati per la stessa pietanza,
come scegliere, fra le varie tipologie, quello
che più esalterà il sapore di certi ingredienti?
Ecco alcuni consigli per gli acquisti proposti
dall’équipe del prof. Nocca presente alla Tomato
Conference. Volete un antipasto sapido e
gustoso?
Scegliete Duné o
mini San Marzano, appetitosi anche senza
condimento. Se, invece, desiderate servire
un’ottima caprese con mozzarella di Bufala,
optate senza dubbio per il Salvatore, perché è
compatto, senza semi ed è sufficientemente acido
per dissetare e ripulire il palato. Ma con la
mozzarella si addice anche il tipo Arawak Cuore
di Bue, sviluppato da una varietà coltivata in
Liguria negli Anni Cinquanta. Eugenia, “riccio
bolognese” dalla grande consistenza, sapido e
dolce insieme, è particolarmente adatto per
essere cotto – attenzione: non più di 7-8
minuti! - e per condire, accompagnato con
basilico fresco, una deliziosa pasta di grano
duro. Per l’estate, una buona insalata di pasta
fredda si prepara con il Kamonium o il
Piccadilly che dissetano grazie alla loro
sapidità. E per accompagnare il pesce? Meglio un
Ikram, dal carattere neutro, per non sovrastare
il gusto del primo ingrediente. Se poi amate lo
spezzatino di castrato, Oskar fa risaltare tutte
le sue qualità di buon pomodoro da cuocere. Che
dire, infine, del dolce? Piccadilly, Cherry e
Tyty sono squisiti nelle gelatine e nelle
marmellate di pomodoro.
Conoscete un altro
ortaggio tanto prezioso e… trasformista? E
pensare che era nato come pianta ornamentale!
aromagramma |