|
|
|
 |
|
Venerdì 28 novembre 2003 -
ore 12.00
Sala del Cenacolo - Camera
dei Deputati Vicolo Valdina 3/a - Roma
GLI IDEALI DI CARLO
URBANI CONTINUANO A VIVERE
L'A.I.C.U. PROSEGUIRÀ LA SUA LOTTA CONTRO
LA SARS E LE ALTRE MALATTIE INFETTIVE E
PARASSITARIE
Il Presidente della
Camera, Pierferdinando Casini, e il
Ministro della Sanità, Girolamo
Sirchia presenteranno a giornalisti e
istituzioni, l'Associazione
Italiana Carlo Urbani (A.I.C.U.), l'onlus
voluta e presieduta da Giuliana Chiorrini, la
moglie del medico italiano che ha isolato il
virus della SARS prima di esserne rimasto
vittima lui stesso, nel marzo di quest'anno.
L'A.I.C.U. è nata per
continuare l'opera e realizzare i progetti e gli
ideali di Carlo Urbani e punta a ricordarlo
sotto l'aspetto umano, professionale e
scientifico, attraverso lo svolgimento di
attività con esclusive finalità di solidarietà
sociale, tra le quali:
-
acquisire farmaci
essenziali da destinare ad enti ed associazioni
impegnate costantemente nella cura e prevenzione
delle malattie infettive e parassitarie;
-
promuovere e finanziare
corsi di perfezionamento nel settore delle
malattie infettive e parassitarie, per medici e
operatori residenti e operanti nei Paesi in via
di sviluppo;
-
orientare per quanto
possibile le scelte delle case farmaceutiche e,
conseguentemente, la disponibilità da parte
delle stesse, nel finalizzare la ricerca sui
farmaci essenziali;
-
promuovere e favorire
iniziative, progetti e aiuti di particolare
interesse umanitario.
Carlo Urbani ha pagato con
la vita la sua voglia infinita di aiutare gli
altri dopo aver isolato, in Vietnam, il virus
della polmonite atipica. Il dottor Urbani non
era soltanto un medico ma un uomo che "agiva per
cambiare le regole del mondo, per sollevare quei
Paesi in cui miseria e malattia annientano
l'umanità" - racconta la moglie, Giuliana
Chiorrini. "Ma, per favore, non dite che era un
eroe. Solo un uomo: con tanti ideali e la
caparbietà di portarli avanti fino in fondo".
Parassitologo dell'OMS,
specialista in malattie infettive e tropicali,
il suo sogno, che era riuscito a trasformare in
lavoro, era quello di distribuire accesso alla
salute ai segmenti più sfavoriti delle
popolazioni. L'aveva dichiarato anche quando,
nel 2000, in qualità di presidente di Medici
Senza Frontiere Italia aveva ritirato il
Premio Nobel per la Pace.
Definito "un eroe
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e
della Repubblica Italiana" dal
Presidente Carlo Azeglio Ciampi, che ad
aprile ha assegnato alla memoria di Carlo Urbani
la medaglia d'oro ai benemeriti della salute
pubblica, il medico di Castelplanio (Ancona) che
ha commosso tutti con la sua morte era, prima di
tutto, un ricercatore appassionato che ha messo
la propria scienza, e la propria vita, a
protezione dell'umanità.
|
|
|