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Festa del palato è
da sempre in testa alla classifica dei dolci più
amati. Nel nostro Paese, in base ad un sondaggio
condotto da una rivista, il tiramisù è stato
riconfermato dessert prediletto di una speciale
categoria: quella dei "dolci al cucchiaio". Ma
il successo di questo dolce squisito è
internazionale; difatti, non conosce confini: se
girate il mondo lo troverete dappertutto, nei
menù più esclusivi di molti ristoranti,
dall'Europa all'America. Finanche sul web. Non
per fare del futile nazionalismo ma, secondo
fonti attendibili, il dolce è da considerare
italiano al 100 per cento.
Cominciamo
dall’anno di nascita: il tiramisu vede la luce
intorno alla fine del XVII secolo. I toscani
sostengono che il dolce vide la luce a Siena. E
citano anche l’occasione in cui questo accadde:
si trattò della visita dell’allora
Granduca di
Toscana, Cosimo III de’ Medici. Il personaggio è
descritto come vanitoso, scialacquatore e amante
dello sfarzo; ma anche molto goloso e di buon
palato. In onore del Granduca il tiramisù fu
allora battezzato "zuppa del duca". Il Granduca
di Toscana mosrtrò di apprezzarlo moltissimo e
se ne dimostrò insaziabile. Fu così che il nome
rimase: zuppa del duca. Partito il duca da Pisa,
la ricetta del tiramisù conquistò altri
personaggi; la ricetta lo seguì a Firenze, punto
d’incontro di artisti e intellettuali, italiani
e stranieri, che se ne mostrarono entusiasti.
La "zuppa del
duca" divenne così famosa da non conscere
confini, tant’è che dal granducato approdò a
Treviso, poi fu la volta di Venezia. Qui fu
accolta con ogni onore dai cortigiani, che le
attribuirono addirittura virtù afrodosiache.
Per gli amanti
della Serenissima far precedere l’amplesso
amoroso dalla "zuppa del duca", divenne un rito
irrinunciabile. Fu con ogni probabilità questa
riconosciuta qualità di dar impeto e vigoria
all’incontro amoroso che ne mutò il nome.
Non più zuppa del
duca, bensì "tiramisù".
Ma quale fu la
ricetta originale?
Sulle presunte
virtù afrodisiache del tiramisu molti hanno
dibattuto. E’ stato messo in rilievo che la
componente caffè-cioccolato (sia pure in minime
quantità) è possibile che conferisca al dolce un
potere delicatamente eccitante. Ma rimane
indiscutibile il suo valore energetico; basti
pensare alla presenza di ingredienti ad alto
tenore di grassi (il solo mascarpone, un
latticino tipico delle regioni del nord Italia,
ne contiene fino al 55%), proteine e zuccheri).
Insomma una vera e propria bomba calorica, dal
gusto eccezionale, inconfondibile.
Consideriamo una
ricetta per sei persone.
Ingredienti:
500 g di
mascarpone
80 g di zucchero
4 uova
250 g di savoiardi
1 tazza di caffè
forte (meglio espresso)
1 bicchiere di
Marsala
cacao amaro in
polvere q.b.
scaglie di
cioccolato fondente
Procedimento:
Separare i tuorli
dagli albumi.
Montare i tuorli
insieme allo zucchero fino a ottenere un
composto bianco e spumoso. Con un cucchiaio in
legno lavorare il mascarpone a temperatura
ambiente finché diventa una crema liscia e senza
grumi.
Unire al
mascarpone il composto di uova e zucchero,
amalgamandolo bene.
Montare gli albumi
a neve ben ferma con un pizzico di sale e
aggiungere con delicatezza alla crema di uova e
mascarpone.
Miscelare il
Marsala con il caffè a temperatura ambiente.
Aggiungere due
cucchiai di acqua.
Immergere
velocemente i savoiardi nella bagna così
ottenuta: i biscotti dovranno risultare ben
imbevuti, ma non completamente zuppi
(diversamente si sbriciolerebbero).
Foderare il fondo
di una vaschetta in plastica per alimenti con
uno strato di savoiardi. Stendere quindi uno
strato di crema al mascarpone, livellandolo con
una spatola. Procedere con un secondo strato di
biscotti e coprire con la rimanente crema,
avendo cura di tenerne da parte una piccola
quantità per la decorazione.
Per la decorazione
consigliamo:
Inserire la crema
rimasta in una tasca da pasticciere montata con
bocchetta liscia e ricoprire tutta la superficie
del dolce con una serie di rosette.
Spolverare con
abbondante cacao amaro e rifinire con una
manciata di scaglie di cioccolato.
Riporre in
frigorifero per almeno sei ore.
Variazioni sul
tema.
Come ogni dolce di
successo, anche il tiramisu ha dato origine a
una serie, pressoché infinita, di varianti.
Alcune prevedono la semplice sostituzione di
alcuni ingredienti (pan di Spagna al posto dei
savoiardi, brandy invece di Marsala, eccetera);
altre sono vere e proprie rivisitazioni.
Come il "tiramisu
ai frutti di bosco" che conserva solo una
lontana parentela con il prodotto originale:
nessuna traccia di caffè nè di mascarpone,
sostituiti rispettivamente da latte e chantilly
per una versione più leggera e tipicamente
estiva del celebre dolce. Senza dimenticare poi
il gelato di tiramisu: un gusto di introduzione
relativamente recente, ma già divenuto un
classico, apprezzato sia d’estate sia d’inverno
(nella versione "gelato caldo") grazie alla
creatività dei gelatieri che hanno saputo
riprodurre fedelmente il sapore e il profumo
della ricetta originale... con qualche caloria
in meno!
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