Novembre

2003

Spaghetti Italiani - Portale di Gastronomia

Novembre

2003

 

by FreeFind


Sono in tanti a chiedersi come sia nato questo dolce.

Dopo qualche opportuna ricerca ho cercato di rispondere al quesito.

Festa del palato è da sempre in testa alla classifica dei dolci più amati. Nel nostro Paese, in base ad un sondaggio condotto da una rivista, il tiramisù è stato riconfermato dessert prediletto di una speciale categoria: quella dei "dolci al cucchiaio". Ma il successo di questo dolce squisito è internazionale; difatti, non conosce confini: se girate il mondo lo troverete dappertutto, nei menù più esclusivi di molti ristoranti, dall'Europa all'America. Finanche sul web. Non per fare del futile nazionalismo ma, secondo fonti attendibili, il dolce è da considerare italiano al 100 per cento.

Cominciamo dall’anno di nascita: il tiramisu vede la luce intorno alla fine del XVII secolo. I toscani sostengono che il dolce vide la luce a Siena. E citano anche l’occasione in cui questo accadde: si trattò della visita dell’allora

Granduca di Toscana, Cosimo III de’ Medici. Il personaggio è descritto come vanitoso, scialacquatore e amante dello sfarzo; ma anche molto goloso e di buon palato. In onore del Granduca il tiramisù fu allora battezzato "zuppa del duca". Il Granduca di Toscana mosrtrò di apprezzarlo moltissimo e se ne dimostrò insaziabile. Fu così che il nome rimase: zuppa del duca. Partito il duca da Pisa, la ricetta del tiramisù conquistò altri personaggi; la ricetta lo seguì a Firenze, punto d’incontro di artisti e intellettuali, italiani e stranieri, che se ne mostrarono entusiasti.

La "zuppa del duca" divenne così famosa da non conscere confini, tant’è che dal granducato approdò a Treviso, poi fu la volta di Venezia. Qui fu accolta con ogni onore dai cortigiani, che le attribuirono addirittura virtù afrodosiache.

Per gli amanti della Serenissima far precedere l’amplesso amoroso dalla "zuppa del duca", divenne un rito irrinunciabile. Fu con ogni probabilità questa riconosciuta qualità di dar impeto e vigoria all’incontro amoroso che ne mutò il nome.

Non più zuppa del duca, bensì "tiramisù".

Ma quale fu la ricetta originale?

Sulle presunte virtù afrodisiache del tiramisu molti hanno dibattuto. E’ stato messo in rilievo che la componente caffè-cioccolato (sia pure in minime quantità) è possibile che conferisca al dolce un potere delicatamente eccitante. Ma rimane indiscutibile il suo valore energetico; basti pensare alla presenza di ingredienti ad alto tenore di grassi (il solo mascarpone, un latticino tipico delle regioni del nord Italia, ne contiene fino al 55%), proteine e zuccheri). Insomma una vera e propria bomba calorica, dal gusto eccezionale, inconfondibile.

Consideriamo una ricetta per sei persone.

Ingredienti:

500 g di mascarpone

80 g di zucchero

4 uova

250 g di savoiardi

1 tazza di caffè forte (meglio espresso)

1 bicchiere di Marsala

cacao amaro in polvere q.b.

scaglie di cioccolato fondente

Procedimento:

Separare i tuorli dagli albumi.

Montare i tuorli insieme allo zucchero fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Con un cucchiaio in legno lavorare il mascarpone a temperatura ambiente finché diventa una crema liscia e senza grumi.

Unire al mascarpone il composto di uova e zucchero, amalgamandolo bene.

Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale e aggiungere con delicatezza alla crema di uova e mascarpone.

Miscelare il Marsala con il caffè a temperatura ambiente.

Aggiungere due cucchiai di acqua.

Immergere velocemente i savoiardi nella bagna così ottenuta: i biscotti dovranno risultare ben imbevuti, ma non completamente zuppi (diversamente si sbriciolerebbero).

Foderare il fondo di una vaschetta in plastica per alimenti con uno strato di savoiardi. Stendere quindi uno strato di crema al mascarpone, livellandolo con una spatola. Procedere con un secondo strato di biscotti e coprire con la rimanente crema, avendo cura di tenerne da parte una piccola quantità per la decorazione.

Per la decorazione consigliamo:

Inserire la crema rimasta in una tasca da pasticciere montata con bocchetta liscia e ricoprire tutta la superficie del dolce con una serie di rosette.

Spolverare con abbondante cacao amaro e rifinire con una manciata di scaglie di cioccolato.

Riporre in frigorifero per almeno sei ore.

Variazioni sul tema.

Come ogni dolce di successo, anche il tiramisu ha dato origine a una serie, pressoché infinita, di varianti. Alcune prevedono la semplice sostituzione di alcuni ingredienti (pan di Spagna al posto dei savoiardi, brandy invece di Marsala, eccetera); altre sono vere e proprie rivisitazioni.

Come il "tiramisu ai frutti di bosco" che conserva solo una lontana parentela con il prodotto originale: nessuna traccia di caffè nè di mascarpone, sostituiti rispettivamente da latte e chantilly per una versione più leggera e tipicamente estiva del celebre dolce. Senza dimenticare poi il gelato di tiramisu: un gusto di introduzione relativamente recente, ma già divenuto un classico, apprezzato sia d’estate sia d’inverno (nella versione "gelato caldo") grazie alla creatività dei gelatieri che hanno saputo riprodurre fedelmente il sapore e il profumo della ricetta originale... con qualche caloria in meno!
 

Realizzazione: Luigi Farina ( lfarina52@hotmail.com )

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