|
Il 14 settembre
2002, a Torino, Palazzo Cavour, in Via
Cavour 8 aprirà al pubblico la mostra “Il
giocoliere elettronico. Nam June Paik e
l’invenzione della videoarte” ideata da
Marisa Vescovo e curata da Lucio Cabutti per il
video, Denis Curti per la fotografia e Marisa
Vescovo per l’installazione e la pittura, con la
collaborazione della Fondazione Italiana per la
Fotografia e dell’Accademia Internazionale Arti
e Media.
Oltre cento opere
fra installazioni, laser paintings, fotografie e
video documenteranno la produzione artistica di
Nam June Paik, considerato dalla critica
internazionale l’iniziatore della ricerca
espressiva con il video, anche dal punto di
vista tecnico. Grande sperimentatore mediatico,
l'artista coreano è stato uno dei fondatori e
protagonisti di spicco del movimento Fluxus, con
Joseph Beuys e John Cage.
La rassegna
organizzata dall’Assessorato alla Cultura della
Regione Piemonte nell’ambito del progetto “Torino
Contemporanea Luce e Arte”, è di
fatto la prima personale di così grande rilievo
nel nostro paese ad indagare un periodo
particolarmente felice della produzione
artistica di Nam June Paik all'epoca del
sodalizio con la violoncellista americana
Charlotte Moorman. Negli anni compresi fra il
1964 e il 1968, prima che Yoko Ono e John Lennon
trasmettessero al mondo l'intensa luna di miele,
Paik, coinvolto non solo “artisticamente” dalla
Moorman, si esibiva nelle proprie opere come
fantasioso performer a fianco della compagna.
Il percorso
espositivo della mostra di Palazzo Cavour si
articola in più sezioni. In una sono esposte
video-sculture di Paik e della Moorman, anche
eseguite a quattro mani, relative al periodo
Fluxus (1960-1974), momento in cui l’artista
coreano, ossessionato felicemente
dall’oggetto-televisore, inventa una grande
quantità di modi per renderlo inoffensivo,
demistificando il linguaggio delle immagini con
il suo irriverente senso dell’umorismo. Una
seconda sezione raccoglie invece le opere
tridimensionali di Charlotte Moorman, opere in
bronzo, neon, marmo, legno e terracotta sul tema
del violoncello.
Si passa quindi
alla trentennale ricerca artistica di Paik,
rappresentata a Palazzo Cavour da installazioni
di grandi dimensioni come Robot, Sfera
e Il Cavallo direttore d’orchestra.
Un’altra sezione
della mostra presenta le 80 opere del “port-folio”,
76 immagini fotografiche (formato 50x70), tre
grafiche e un disegno che raccolgono, oltre allo
sguardo di Paik, anche l’interpretazione visiva
del fotografo Peter Moore. Soggetto degli scatti
è Charlotte Moorman nelle diverse performances
provocatorie fra il 1964 e il 1974, in cui la si
vede sospesa per aria, sdraiata, per strada,
nascosta in un lenzuolo, vestita da soldato,
celata tra i monitor.
Un’ulteriore
sezione presenta una rassegna di video di Paik,
della durata di sette ore e mezza, da Beatles
Electroniques a Good Morning Mr Orwell.
Attraverso una postazione interattiva sarà
possibile accedere ad un archivio della
produzione video di Paik e selezionare fra gli
oltre 450 minuti - video disponibili, che
saranno visibili inoltre in altre postazioni
fisse lungo il percorso.
Ci sarà infine la
possibilità di assistere a proiezioni video su
Paik con riprese per la maggior parte inedite
sull’artista coreano e sulle sue performances,
dall’Omaggio a Paik del VideoArt Festival
di Locarno a Play Mozart’s Requiem, la
gigantesca installazione di Münster con 32 auto
d’epoca:
La mostra rimarrà
aperta al pubblico fino al 17 novembre 2002
con orario 10.00 – 19.30 tutti i giorni compresi
i festivi a eccezione del giovedì, giorno in cui
il Palazzo resterà aperto fra le 10.00 e le
22.00. Giorno di chiusura il lunedì. Catalogo
Hopefulmonster con testi dei curatori in
italiano e in inglese.
Informazioni per
il pubblico: 011 53 06 90
www.palazzocavour.it |