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La Biennale
La multimedialità come
strumento quotidiano di comunicazione con
cui anche l’arte deve fare i conti. Alcuni
artisti se ne sono serviti come mezzo e
tecnica d’espressione, come punto d’arrivo
della propria ricerca: molte sono le
manifestazioni dedicate all’arte
elettronica. Altri si sono accostati al
mondo dei media per interrogarsi sui
mutamenti percettivi che hanno prodotto nei
confronti della realtà e della sua
fruizione.
Ad essi è dedicata questa
prima Biennale sull’arte postmediale, che
non potendo prescindere dalla
globalizzazione elettronica della
comunicazione, ne presenta alcuni percorsi
di resistenza, nel tentativo di farla
diventare qualcosa di completamente diverso
rispetto alle finalità pervasive e
commerciali. Scopo dell’arte non è competere
sul piano dell’innovazione, quanto piuttosto
rendere la tecnologia autocritica e
trasparente nei confronti del pubblico
attraverso la creatività e la presa di
coscienza.
Il tema della prima
edizione: la Gen.Etica
L’accelerazione che le
ricerche genetiche hanno avuto negli ultimi
anni è sotto gli occhi di tutti. Clonazione,
inseminazione artificiale, manipolazione dei
geni, mappatura del DNA, mutazioni che si
verificano senza controllo, sono oggi
argomento di dibattito pubblico. Da alcuni
anni anche gli artisti hanno sentito il
bisogno di confrontarsi con questi temi, che
vanno ben al di là del tradizionale rapporto
arte/scienza e che hanno spinto
l’immaginario ad un sentimento di sgomento e
di paura, la scienza ad una verifica etica
con l’arte contemporanea.
Intento della mostra è di
mettere a fuoco i molteplici aspetti di
questo complesso rapporto e al tempo stesso
di rivelarne le origini antiche. I cloni
dell’attualità del Terzo Millennio sono i
parenti prossimi delle figure speculari che
hanno dato origine al tema del doppio: per
entrambi il rispecchiamento biologico ha
finito per annullare l’identità, l’unicità
dell’individuo, a favore di un io collettivo
e diviso. Le strane, ibride creature spesso
presenti nelle arti visive contemporanee
(cinema, fotografia, videoarte, scultura)
sono dirette discendenti dei Libri
monstrorum e dei bestiari medievali, su
cui in un’epoca pre-scientifica si
esercitava la fantasia dell’uomo.
Ma qualche differenza c’è.
Oggi sappiamo che i mostri non sono solo
frutto dell’immaginazione: manipolando la
catena genetica, possiamo generarli per
davvero. Il futuro è certamente meno
rassicurante del passato, in cui le orribili
creature non uscivano dai confini del mito e
della letteratura. |
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Al di là della spettacolarità
delle soluzioni espressive, DNArt mette in
primo piano non soltanto quello che si è
chiamato ’immaginario scientifico’, ma anche
il problema della responsabilità e
dell’impegno etico da parte dell’arte
contemporanea rispetto ad un fenomeno che ci
vede tutti coinvolti.
Suonare il campanello
d’allarme e anticipare le soluzioni
possibili è l’obiettivo della prima Biennale
d’arte post-mediale, un laboratorio di
creatività che vuole dare spazio al
confronto di idee e di soluzioni formali,
raccogliere l’impegno di quanti lavorano
alla comprensione di quello che accadrà.
Gli artisti
La presa di posizione nei
confronti di quanto sta avvenendo intorno al
genoma si è prestata ad una lettura
interpretativa anche generazionale. Così le
opere di artisti accreditati come Martin
Kippenberger (Austria), Larry Miller (USA),
Alighiero Boetti (Italia) e Milan Knizak
(Repubblica Ceca), sono state affiancate a
quelle di artisti più giovani, alcuni
esordienti:
Lorenza Lucchi Basili
(Italia), Brian Riffin Smith (Gran
Bretagna), Ottmar Kiefer (Germania),
Costantino Ciervo (Italia), Bjørn Melhus
(Germania), Santolo De Luca (Italia), Arnold
Mario Dall’O (Italia), Karin Andersen
(Germania), Peter Kogler (Austria), Matteo
Basilè (Italia), Paul Feichter (Italia),
Tobias Madörin (Svizzera), Myriam Lappante
(Canada), Dominique Tirincanti (Italia),
Tyyne Claudia Polmann (Germania), Salis &
Vitangeli (Italia), Elisabeth Wörndl
(Germania), Jiulia Schrader (Germania),
Silvano Tessarollo (Italia), Julia Missina
(Germania), Zvonka Simcic & Tanja Vujinovic
(Slovenia), Annachiara Mongiello (Italia),
Karen Yourkovitz (Canada), Andreas Horlitz
(Germania), Suzanne Anker (USA), Eduardo Kac
(Brasile), Andreja Kuluncic (Croazia).
Sezione Video
(in collaborazione con Careof, Milano):
Kocheisen+Hullmann
(Germania), Brigata ES (Italia), Sabrina
Mezzaqui (Italia), Alessandra Arnò (Italia),
Tessa Den Uyl (Olanda), Valentina Coccetti
(Italia), Francesca Seteria (Italia), Lino
Budano (Italia).
Performance
Franca Formenti (Italia)
Bio Boll (solo sabato 15 giugno)
Percorsi della mostra
Il Doppio:
specularità, clonazione, sdoppiamento.
Mutazioni e trasformazioni:
mostri, ibridi, paradossi.
Metafore e analogie:
rappresentazioni del DNA come slittamento di
senso; la semiotica come modello di
rappresentazione del mondo, dalla biologia
all’arte. |