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Il Bosconero
di Bruno Vallepiano |
La gastronomia di un
luogo storicamente povero come l’area del
Bosconero, rispecchia quest’as-petto della vita
passata, specie nell’umiltà degli elementi
utilizzati dalla cucina locale.
Seguendo il corso
delle stagioni, in questi paesi venivano
utilizzati i prodotti della natura e quelli del
coltivo, la sapiente combinazione di cose semplici
dava origine a piatti genuini che si arricchivano,
di tanto in tanto, in occasione delle feste.
Così, accanto alle
castagne, alle patate, alla polenta, apparivano le
paste fatte in casa impreziosite dai funghi, dai
formaggi e dalle carni bianche e rosse, da gustosi
dolci.
Il vitigno del dolcetto, la cui coltivazione si
spingeva dalle ondulazioni della Langa, fino in
alto, a toccare gli ottocento metri di Montaldo e
di Roburent, forniva il vino più comune ed ambìto,
che accompagnava i pasti e le domeniche in
osteria.
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www.nobru.it |
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Flora e
fauna…..
Il Bosconero
conserva degnamente la propria tradizione di
vecchia foresta.
Il suo territorio
è ancora per gran parte ricoperto da fitta
vegetazione, le sue parti più alte sono grandi
ed estesi alpeggi, le zone basse sono campi,
vigneti, orti.
La vegetazione è
dominata da due principali essenze: il castagno
ed il faggio; la prima ad un’altitudine che
varia fra i cinquecento ed i mille, la seconda
tra i mille ed i milleseicento; girando per i
boschi è facile incontrare alberi che sarebbero
l’orgoglio di qualunque parco; si trovano
castagni secolari, con rugose cortecce e dai
grandi tronchi che a volte raggiungono molti
metri di diametro. I faggi, invece, quando
nascono nelle zone ventose crescono tortuosi e
coi tronchi ruvidi coi loro rami che si
protendono come bandiere sbattute dall’aria,
mentre quelli che nascono nelle aree più
riparate salgono ritti, con i tronchi possenti e
levigati e le cortecce grigio cenere.
Insieme a queste
due specie vegetali dominanti moltissime altre
varietà vegetali compongono le aree forestali,
dal tiglio all’ontano, dal salice alla betulla
agli abeti, ai larici…
Moltissime sono
poi le varietà di fiori e di erbe: qualcuno ha
definito questi luoghi come “un immenso giardino
botanico”, tanta è la varietà che qui si trova.
Tutto conferma questa affermazione: dalle
anemoni alle fritillarie, dai rari martagoni
alle pulsatille, dalle orchidee alle immense
distese ricoperte dai rododendri. Centinaia di
specie nascono e vegetano all’interno del
Bosconreo, sulle sue aree pianeggianti e nelle
aree montane dove, insieme alla grande varietà
dei fiori più comuni, si incontrano anche alcuni
rari endemismi.
Che dire poi delle
specie animali che vivono libere in queste
valli; le ampie aree boschive, le radure, i
corsi d’acqua, la varietà delle altitudini rende
estremamente idoneo questo territorio per
accogliere le più svariate specie di fauna
selvatica.
Gli animali più
importanti, se volgiamo dare alla mole una
valore prioritario, sono certamente i cinghiali
che popolano numerosi le macchie più folte.
Esistono poi i daini, i camosci, le marmotte,le
volti, le lepri.
Tutta la gamma dei
mustelidi popola poi i nostri boschi: il tasso,
la donnola, la martora, l’ermellino, senza
dimenticare poi scoiattoli e ghiri.
Tra gli uccelli
ricordiamo l’airone, che pesca paziente sulle
acque dei torrenti, le poiane, il gheppio, il
biancone che sono tra i rapaci più diffusi. Ci
sono poi i gufi, i fagiani, le pernici, gli
allocchi, i germani reali.
Infinita la
quantità degli uccelli di piccola taglia, dalle
cinciallegre, al pigliamosche, dal codirosso al
fringuello, dal merlo alla capinera, dallo
scricciolo al picchio, dalla gazza alla
ghiandaia, dal corvo alla taccola, e così via.
Non mancano poi i
rettili, tra i quali ricordiamo certamente la
vipera, timida abitatrice delle pietraie, il
biacco, il colubro ferro di cavallo,la biscia
dal collare, i ramarri, le lucertole,
l’orbettino.
Stagni ed aree
umide sono popolate poi agli anfibi, rane, rospi
e salamandre sono tra i più comuni, mentre i
torrenti alpini sono popolati da splendide trote
fario ed iridee.
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