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Testi di Gino Adamo. Pagina realizzata da Luigi Farina

Data ultima revisione: 25 Maggio 2001

La gastronomia

Scritta "Cenni storici"

La gastronomia nella storia e nella letteratura



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Cuochi insigni

 

Un cartello bene in vista, situato lungo una strada della Costa Azzurra, avverte i turisti:

«”HOTEL REGINA D’INGHILTERRA”.  CUCINA LA PADRONA»

 

 

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Il piatto di portata più grande

 

Si tratta di una pietanza-portata colossale servita occasionalmente alle feste nuziali dei beduini. La ricetta è sicuramente semplice ma di forte effetto, e ricorda nella preparazione il gioco russo della matrioska: la più grande contiene la più piccola, così in sequenza. Nella ricetta nord-africana si parte dall’elemento più piccolo, cioè i pesci ripieni di uova sode, che farciscono polli arrosto, che, a loro volta, farciscono la carcassa di una pecora arrostita, introdotta all’interno di un intero cammello arrostito. Un piatto che esige, oltre ovviamente ad un sano e robusto appetito, uno stomaco di ferro: a tutta prova.

 

 

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Ora è sazio il re, e nessun altro

Gli scandinavi hanno fama d’essere forti mangiatori. Si narra che all’incoronazione del maresciallo Bernardotte a re di Svezia e Norvegia con il titolo di Carlo XIV, il prelato officiante tenne un discorso che si concluse con la frase di rito: “Ora è Carlo XIV, egli e nessun altro!”

Al pranzo regale, che ebbe luogo dopo la cerimonia, parteciparono le autorità di Stato oltre ad un certo numero di alti rappresentanti militari. Dopo mezz’ora, il sovrano, evidentemente appagato, accennò ad alzarsi. Tra i dignitari vi fu allora un moto di malcontento, e una voce esclamò: “Ora è sazio Carlo XIV, egli e nessun altro!”

 

 

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L'ora migliore per pranzare

 

Ad un allievo che gli chiedeva quale fosse l’ora migliore per sedersi a tavola, Diogene rispose: “Dipende. I ricchi pranzano quando vogliono e i poveri quando possono”.

 

 

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Bocuse: La cucina un altare all'amicizia

 

Un grande cuoco francese, Paul Bocuse, autore di centinaia di squisite ricette e di un libro su «La Cuisine du Marché», opera considerata nell’ambiente una sorta di bibbia gastronomica, ha scritto: «Trovo che molto spesso i pasti sono troppo abbondanti. A mio parere, bisognerebbe alzarsi da tavola con ancora un po’ d’appetito. E rammentare sempre che la tavola è un altare, eretto e parato, per celebrare il culto dell’amicizia».

 

 

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Bianca e megio?

 

La psicosi della “mucca pazza” ha sconvolto le abitudini alimentari di milioni di italiani e l’intero mercato della carne bovina in favore del pollame, cioè della c.d. “carne bianca”: che ha subito, quindi, negli ultimi mesi, un’impennata molto forte. Si può calcolare che non meno del 40 per cento degli italiani ormai l’abbia scelta in sostituzione della carne rossa, che ha subito, appunto, un vertiginoso tracollo di vendite che ha messo gravemente in crisi il settore. Innegabilmente la carne di pollo offre al consumatore apprezzabili caratteristiche di apporto energetico unite a grande digeribilità (a patto che si eviti la pelle dell’animale), contro un modesto contenuto di grassi. I nutrizionisti raccomandano di non far mancare dalla tavola la carne bianca, se si vuole contare su un ottimo contributo di proteine di alto valore nutritivo (dose quotidiana indicata attorno ai 100 / 150 gr. a testa).

 

 

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